La Toscana è la regione che, come sempre, ottiene il maggior numero di vini rossi sulle guide nazionali: per Gentleman sarebbero addirittura cinque volumi, tutti curati da esperti e sommelier. Sono 44 le bottiglie provenienti dalle province di Firenze, Siena, Livorno, Pisa, Grosseto e Prato, quest’ultima con tre vini. Parliamo di aziende che raggiungono i punteggi più alti e, soprattutto, riescono a posizionarsi su più pubblicazioni: la cosa più difficile. Essere degustati da Cernilli non significa esserlo anche da Veronelli o da Bibenda: ognuna celebra i propri vini, ed è comprensibile.
Il Piemonte segue con 24 etichette, concentrate soprattutto in Langa e quindi in provincia di Cuneo: 15 Barolo e 6 Barbaresco, con due di questi ultimi sul podio, compresa la numero uno dell’anno. Tutto questo, naturalmente, a patto che le bottiglie vengano inviate gratuitamente alle redazioni dalle aziende produttrici.
La corsa italiana verso la terza stella Michelin non è iniziata all’improvviso. È stata un’ascesa lenta, stratificata, fatta di piccoli scatti e improvvisi arretramenti. Per comprenderla davvero bisogna tornare a quando, nel nostro Paese, il massimo riconoscimento possibile erano le due stelle. Un’epoca pionieristica, fatta di intuizioni, di territori ancora inesplorati e di una geografia gastronomica molto diversa da quella che conosciamo oggi.
Il punto di svolta arriva nel 1969. È l’anno in cui dieci ristoranti italiani vengono promossi alla seconda stella: un numero che, per l’epoca, ha il sapore di una rivoluzione. La fotografia del Paese, però, racconta una realtà sbilanciata. Le stelle si concentrano soprattutto al Nord, mentre il Sud resta quasi ai margini. In Campania, per esempio, in Costiera amalfitana resiste solo La Caravella, affiancata dalle new entry Pigna di Capri e Caròla ad Agropoli. Paradossalmente, in Romagna ci sono più stellati allora di quanti ce ne siano oggi. Nel Lazio, invece, le stelle si fermano quasi tutte a Roma, con pochissime eccezioni. Le Marche contano un solo ristorante stellato, il Passetto di Ancona; la Calabria appena uno, Da Conti a Reggio, appena entrato in guida.
Non stupisce quindi che i primi due stelle Michelin di fine anni Sessanta siano concentrati esclusivamente al Nord. La Liguria domina con quattro insegne, seguita dal Veneto con due. Piemonte, Lombardia, Emilia e Toscana completano il quadro. Tra i liguri spicca Nino Bergese, lo chef che più tardi darà vita al San Domenico di Imola insieme a Morini, allora alla Trattoria alla Santa di Genova. A Verona i 12 Apostoli entrano nell’anticamera della terza stella — un traguardo che arriverà solo mezzo secolo dopo. A Venezia l’Antico Martini diventa il primo ristorante cittadino a ottenere quello che, ancora oggi, resta il massimo riconoscimento lagunare. In realtà i due stelle del 1969 sono undici: il Canton Ticino, fino al 1994, era incluso nell’edizione italiana, e così anche Il Giardino di Brissago con Angelo Conte Rossini sale alla seconda stella. I bocciati sono tredici. Tra le nuove stelle singole spiccano il Sole di Maleo, destinato a diventare un riferimento, e il Fagiano Da Gastone nella Selva di Fasano, in Puglia.
Non si lascia così un Ristorante come il Lido 84, il Ristorante col solo difetto, quello di non aver mai ricevuto la seconda Stella Michelin, nonostante sia il migliore dei migliori italiani non con le fatidiche tre stelle ai fifty Best!
Partiamo dai 15 tre stelle Michelin, di cui quattro con stella verde.
Passiamo ai 21 con 5 Cappelli dell’Espresso, di questi solo sei 20/20, altri sei con 19,5/20, i restanti 19,5/20. Qui risulta che solo Bottura raggiunge sé stesso: il Massimo. Per paradosso colui che ci guadagna maggiormente è Cracco, nonostante una sola Stella, seguito da Jessica Rosval, alter ego del modenese, che ha in più quella verde, e dai due bistellati Madonnina del Pescatore e Ciccio Sultano. Niederkofler, Perbellini e Bartolini esclusi dai 5 Cappelli, ahimè…
Valorizzazione delle produzioni territoriali Opera a Castelfranco Veneto (Tv) Nuovo Mondo Prato Vignola Solofra (Av)
Sostenibilità Virgola Pasticceria Terapeutica San Vito dei Normanni (Br)
Novità dell’anno Fratelli Klainguti Genova
Miglior Packaging Reviva Maison Antonella Alessandria
3 Torte
96 Dalmasso Avigliana (To)
95 Biasetto Padova
94 Besuschio Abbiategrasso (Mi) Maison Manilia Montesano sulla Marcellana (Sa) Pasticceria Agricola Cilentana Pietro Macellaro Piaggine (Sa)
93 Sal De Riso Costa d’Amalfi a Minori (Sa)
Caffè Sicilia Noto (Sr)
92 Acherer Patisserie.Blumen Brunico (Bz) Caffè Cavour 1880 Bergamo Gino Fabbri Pasticcere Bologna Fabrizio Galla San Sebastiano Da Po (To) Ernst K Knam Milano Pasquale Marigliano Nola (Na) Nuovo Mondo Prato Sciampagna Palermo Walter Musco Roma
91 Belle Hélène Tarquinia (Vt) Cortinovis Ranica (Bg) Fusto Milano Milano Gruè Roma Pasticceria Marisa San Giorgio delle Pertiche (Pd) Pasticceria Roberto Erbusco (Bs) Alessandro Servida Milano
CAPPELLO PALERMO SEBASTIANO CARIDI FAENZA (Ra) PASTICCERIA DELIZIA BOLOGNETTA (Pa) DI COSTANZO NAPOLI MARLÀ MILANO PATALANI VIAREGGIO (Lu) PASTICCERIA PETTENÒ MESTRE (Ve) PASTICCERIA PIEMONTESE CAGLIARI REGINA DI QUADRI BOLOGNA TISTI PASTICCERIA & TEA ROOM DOMODOSSOLA (Vb) ZIZZOLA 1895 NOALE (Ve)
87 MAISON ANTONELLA ALESSANDRIA
ANTONIAZZI BAGNOLO SAN VITO (Mn) BUOSI FOOD EXPERIENCE VENEGONO SUPERIORE (Va) IL CHIOSCO LONIGO (Vi) DOUCE GENOVA FARMACIA DEL CAMBIO TORINO PASTICCERIA GUALANDI ARGENTA (Fe) PINO LADISA BARI LOMBARDI OSIMO (An) FABIO LONGHIN PASTICCERIA CHIARA OLGIATE OLONA (Va) MOFFA FOGGIA
MORLACCHI ZANICA (Bg] PITTI PASTICCERIA ARTIGIANALE MONTALTO DORA (To) ROBERTO MURGIA DOLCI IN CORSO ALGHERO (Ss) SARTORI ERBA (Co)
86 ALVERÀ CORTINA D’AMPEZZO (Bl) PASTICCERIA ANDREOLETTI BRESCIA ARTESAPORI LECCO PASTICCERIA BUSATO ISOLA DELLA SCALA (Vr) PASTICCERIA CELESTINA POLLENA TROCCHIA (Na) CAFFÈ COMMERCIO DOLO (Ve) DE VIVO POMPEI (Na) PASTICCERIA DELL’AGNESE TORINO GABBIANO POMPEI (Na) L’ ILE DOUCE MILANO
NUOVA PASTICCERIA LADY SAN SECONDO PARMENSE (Pr) LE LEVAIN ROMA LOMBARDI MADDALONI (Ce) LORETTA FANELLA PASTRY EXPERIENCE COLLESALVETTI (Li) MAZZALI RONCOFERRARO (Mn) LA PASQUALINA ALMENNO SAN BARTOLOMEO (Bg) PAVÉ MILANO PFATISCH TORINO PICCHIO LORETO (An)
85 PASTICCERIA BENITO CASAL DI PRINCIPE (Ce) BUSUOLI MIRANDOLA (Mo) LA DOLCE VITA GHILARZA (Or)
I DOLCI DI RICKY BADIA/ABTEI (Bz) FABRIZIO RACCA DESSERT TORINO FONDENTE RONCADE (Tv) FRATELLI KLAINGUTI GENOVA LADISA DOLCI E CIOCCOLATO VALENZANO (Ba) MARCHESI 1824 MILANO MARITANI TRIESTE MARRA PANE PASTICCERIA PAUSA E DELIZIE CANTÙ (Co) MOLINERIS CARMAGNOLA (To) OLIVIERI 1882 ARZIGNANO (Vi) PETRIELLA BARI RACCA PADOVA REINHARD MOENA (Tn) PIETRO ROMANENGO FU STEFANO GENOVA SIRICA SAN GIORGIO A CREMANO (Na) STRATTA TORINO UGETTI BARDONECCHIA (To)