Se, come me, avete sempre pensato che il “Palace dei Palace” fosse il Carlton di Cannes, è il momento di ricredersi. La Francia ha appena rinnovato la lista dei trentatré alberghi cinque stelle che possono fregiarsi del titolo di Palace, un riconoscimento che va oltre la semplice classificazione alberghiera. In Italia, invece, sopravvive ancora la “elle maiuscola”, quel raro sigillo che pochi hotel del Tricolore possono esibire e che supera lo standard del cinque stelle tradizionale.
Meglio chiarirlo subito: quando si parla di Palace francesi, rientrano anche le “colonie”, come lo Cheval Blanc ai Caraibi, a Saint-Barthélemy, raggiungibile con un normale volo Air France. Una curiosità che ricorda un po’ la storia dei Savoiardi — introvabili oltralpe — o delle borse da spiaggia Saint Barth, souvenir italianissimi che già a Menton spariscono, figurarsi nella loro presunta terra d’origine. Insomma, mai dare nulla per scontato.
La mappa dei Palace si concentra soprattutto a Parigi: ben tredici, con due nuove entrate e altrettanti declassamenti. Courchevel segue con cinque strutture, tutte stagionali, aperte solo d’inverno. Nel resto dell’Esagono si registrano movimenti significativi: alcune località perdono il titolo a favore di altre. Biarritz, ad esempio, cede il passo a Cannes grazie al Martinez sulla Croisette che non detiene Chiavi anche come località, forse meno iconico del Carlton ma ora più titolato. Sulla Manica, invece, l’Hotel du Palais perde il titolo nonostante le sue due Chiavi Michelin.
A Parigi, dopo sette anni di splendore, retrocedono il Park Hyatt Vendôme e il Mandarin Oriental in Rue Saint-Honoré, entrambi senza Chiavi Michelin. A loro si aggiunge il Byblos di Saint-Tropez, decaduto già da tempo. Tutti rientrano nella categoria dei “semplici” cinque stelle.
A prendere il loro posto nella capitale sono tre nomi pesanti: Bulgari, Cheval Blanc e Fouquet’s. Fuori Parigi, entrano nel firmamento dei Palace anche il Royal Champagne e il Four Seasons Megève, destinati a mantenere il titolo per i prossimi anni.
La Stagione 2026 si può dichiarare ufficialmente iniziata: una Pasqua anticipata, il 25 aprile caduto di sabato e il ponte del Primo Maggio hanno dato il via a un movimento turistico che, tra montagna e città d’arte, ha già mostrato segnali di piena ripresa. Sul fronte delle guide, il panorama si divide tra gli Hotels GaultMillau, classificati per categorie e cappelli, e la Michelin, che affianca alle stelle dei ristoranti il nuovo sistema delle Chiavi per gli alberghi.
In Alto Adige a dominare entrambe le liste è ancora una volta Norbert Niederkofler, forte delle sue tre stelle rosse più la Verde a Brunico e del suo Castelletto di Anterselva, con dieci suite che rappresentano uno dei modelli più compiuti di ospitalità alpina contemporanea. Eppure, la prima località ad aver ottenuto Chiavi Rosse in zona resta San Cassiano, dove tutto è iniziato: già dalla prima edizione dedicata esclusivamente agli hotels, una Chiave era andata al Lagació B&B, seguita poi – dall’ottobre scorso – dalle due Chiavi del rinnovato Rosa Alpina, oggi in versione Aman.
GaultMillau assegna 5 Cappelli e 19/20 a Niederkofler, mentre il suo Ansitz Heufler è già stato valutato per la parte gastronomica (2 cappelli, 14/20). Per le camere del Castelletto, invece, è la Michelin a inserirlo tra gli indirizzi consigliati. Grazie a NN in zona Plan de Corones, la scelta oscilla tra strutture che assieme a lui diventano, 4L, 5L e 6L, a seconda del livello di lusso desiderato.
4L Le dimore di charme e i gourmet consolidati Scendendo di un gradino troviamo i veri 4L, ovvero case con ottima qualità sia nelle suite sia nella proposta gastronomica. A pari merito, seppur con giudizi diversi, si collocano due indirizzi accomunati dalla stella verde e dall’appartenenza a Relais & Châteaux
Castel Fragsburg a Merano, dimora di grande fascino. The Magic Place a Sarentino, con una cucina più sofisticata.
3L Assenti in Alto Adige, ma raggiungibili In Alto Adige non compaiono strutture 3L, ma basta uscire da un 2 Key senza stella all’interno per trovarne uno nelle vicinanze. È il caso di Forestis, sulla Plose, con la stella più vicina a Bressanone.
2L L’offerta più ampia e diversificata La categoria 2L è la più varia, anche nei prezzi. Si parte da Ortisei, dove il Relais & Châteaux Gardena propone sia la Stube stellata sia il ristorante di mezza pensione.
Ottima anche la proposta di Villa Eden a Merano, che con le sue 2 Key offre un ristorante di mezza pensione di livello e, dal lunedì al venerdì, quattro tavoli gourmet affidati a uno chef già stellato altrove e oggi novità Michelin 2027.
Sempre tra i 2L troviamo una novità destinata a crescere: Enju, il giapponese che ha preso il posto del celebre St. Hubertus a San Cassiano.
Per un budget più contenuto, rientra nei 2L anche L’Antica Locanda del Cervo a San Genesio, che unisce stella verde e Bib Gourmand, perfetto esempio di cucina antispreco.
Sul fronte luxury, meritano menzione Gasthofstube (Bib Gourmand) e Gourmetstube Einhorn (stella) a Mules, dove si dorme allo Stafler. Castel a Tirolo, con il suo fine dining bistellato.
1L Le strutture con una Chiave e cucina Michelin I 1L sono hotel con una sola Chiave ma con ristorazione di livello, come
Goldene Rose a Certosa in Val Senales Vigilius Mountain Resort a Lana, a 1500 metri
Più esclusivi e meno aperti agli esterni San Luis ad Avelengo Como Alpina all’Alpe di Siusi Seeleiten a Caldaro Milla Montis a Maranza Adler sul Renon
Ristoranti stellati con camere, ma non hotel veri e propri Viceversa, ci sono ristoranti stellati che offrono solo camere In Viaggio (ora a Merano)
Kuppelrain a Castelbello
Luisl Stube a Lagundo Johannesstube a Nova Levante Suinsom a Selva di Val Gardena Passion a Vandoies
Le doppiette Michelin nelle strutture con due ristoranti Alcuni indirizzi si distinguono per avere due ristoranti segnalati Michelin
Elephant a Bressanone (Apostelstube stellato + altro ristorante)
Perla a Corvara (uno dei due stellato)
Laurin a Bolzano, con l’aggiunta recente di Contanima (lun–ven)
Adler Historic Guesthouse a Bressanone, con Oste Scuro e Vitis
In Val Badia è appena arrivata la stella al Porcino dell’Hill, mentre a Selva di Val Gardena l’Alpen Royal conserva la stella conquistata anni fa da Felix Lo Basso.
Stelle verdi con possibilità di pernottamento Opportunità di dormire in strutture con sola stella verde
1908 a Soprabolzano
Kircherhof ad Albes
Feuerstein a Brennero Jhoanns a Molini di Tures
Bib Gourmand con camere Gassenwirt a Chienes, rinnovato e ampliato Krone ad Aldino
L’unico assente: Mamesa L’unico ristorante sfuggito alla Michelin, per ora, è il Mamesa a Burgusio: una mancanza sorprendente, considerando che l’Adults che lo ospita è presente nella directory. Ancora più curioso se si pensa che, poco oltre il confine, a Nauders (Austria), è appena arrivata una stella al primo colpo.
Infine, una differenza che continua a pesare nel confronto tra Rossa e Gialla: a Manna, a Montagna, la Michelin non assegna alcuna segnalazione.