Le Tre Chiavi Michelin continuano a crescere nel Mondo e nel 2026 raggiungono quota 155 strutture insignite del massimo riconoscimento dell’hôtellerie secondo la Guida. L’espansione è evidente: 18 nuovi hotel entrano nel gotha mondiale, distribuiti tra Asia (6), Europa (8), Oceania (2), Africa (1) e Americhe (1).
L’Italia, ancora una volta, si conferma la nazione con il maggior numero di novità: quattro nuovi Tre Chiavi, un primato che ribadisce la centralità del Paese nell’ospitalità internazionale. La Francia aggiunge due nuove insegne, entrambe nel Sud, mentre nelle Americhe la sorpresa arriva ne al Sud ne al Nord in Costa Rica, che conquista la sua seconda tripla Chiave.
Naturalmente, l’ingresso di nuove eccellenze comporta anche qualche uscita: quattro strutture perdono il titolo delle tre Chiavi, segno di un sistema di valutazione dinamico e rigoroso.
Ogni anno, tra classifiche e guide che si moltiplicano soprattutto nei periodi più caldi, torna puntuale un’iniziativa ormai consolidata: i The Fork Awards, giunti alla loro ottava edizione. L’evento mette in luce i nuovi ristoranti prenotabili online, abbinandoli a Chef di ristoranti stellati che li hanno personalmente segnalati. Una curiosità: quasi tutti i mentori hanno almeno una stella Michelin. Le eccezioni sono poche e significative — Paolo Morelli, che la stella l’ha avuta a lungo; Stéphane Zippl, ancora detentore della Stella Verde; e Viviana Varese, oggi premiata con le 3 Chiavi di Passalacqua. Sono loro gli unici “non stellati” chiamati a indicare i nuovi talenti.
Il meccanismo è semplice: il ristorante più votato online tra le nuove aperture vince. Ma, proprio come accade agli Oscar, essere in gara è già una forma di riconoscimento.
Quest’anno, il ristorante emergente più sostenuto dagli Chef stellati e pluristellati è Sextantio, in Abruzzo, all’interno dell’omonimo Albergo Diffuso premiato con la Chiave Michelin. Un consenso sorprendente: un tre stelle, due due stelle, due una stella e un tre Spicchi hanno indicato la stessa realtà. Merito forse della location visionaria creata da Daniel Kihlgren, maestro dei rifugi d’autore, ma soprattutto del lavoro dello Chef Executive Dino Como.
Di fatto, Sextantio avrebbe già vinto solo per la forza delle sue segnalazioni: Gennaro Esposito nuova sede Torre del Saracino a Sorrento, Donato Ascani Glam Venezia, Niko Romito Reale Castel di Sangro, Michele Lazzarini Contrada Bricconi Oltressenda Alta, Arcangelo Tinari Vila Maiella Guardiagrele, Claudio Mengoni Borgo San Jacopo Firenze e Franco Pepe in Grazi Caiazzo hanno espresso il loro apprezzamento. Un parterre che parla da sé.
A questo punto, l’elenco degli altri 47 concorrenti diventa quasi superfluo: la maggior parte può contare su un solo mentore. Eppure, alcune realtà spiccano. Stecca Roma raccoglie più segnalazioni grazie a Gian Marco Bianchi (Al Madrigale, Tivoli), Gianfranco Pascucci (Al Porticciolo, Fiumicino) e Daniele Usai (Tino, Fiumicino). Thelema ottiene il sostegno di Andrea Berton a Milano, Simone Cantafio La Stua de Michil a Corvara, Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia a Milano, Sara Scarsella di Sintesi ad Ariccia e Giancarlo Perbellini del XII Apostoli a Verona.
A Torino, Spirito Osteria viene segnalata da Michelangelo Mammoliti, fresco delle tre stelle de La Rei Natura, Giancarlo Morelli e Davide Palluda di All’Enoteca a Canale. Nino Osteria con Cucina conquista sia Antonio Guida del Seta a Milano, sia Chiara Pavan e consorte a Venissa. Nomos Ante a Roma riceve l’apprezzamento di Gabriele Boffa supportato da Enrico Bartolini in Piemonte e Anthony Genovese de Il Pagliaccio Roma.
C’è anche una pizzeria segnalata da due Chef: Sasà Martucci Milano, indicato da Giuseppe Torrisi e Andrea Aprea. Infine, Somnium a Eboli, scelto da Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense; Francesco Sodano, nuovo due stelle a Casa Rana nel Veronese; e Giuseppe Iannotti del Kresios a Telese Terme.
Arrivano le prime Guide dopo l’estate, quelle che resistono ancora in formato cartaceo – quando possibile – mentre il mondo degli hotels appena presentati è ormai passato definitivamente all’online. Da oggi, in anteprima, compaiono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e si parte dal profondo Sud con la Sicilia. A quanto sembra, quest’anno sono i bianchi a dominare sui rossi, nonostante l’Etna continui a regalare un Nerello Mascalese straordinario, spesso accompagnato da quel 5% di Nerello Cappuccio che ne completa la piacevolezza. Vedremo poi se a Bolgheri il Vermentino riuscirà davvero a superare il rosso nelle degustazioni nelle altre Regioni alla fine del countdown.
Per il momento, il Rolle – o la Favorita, a seconda delle latitudini – continua a essere il vitigno bianco più diffuso del Mediterraneo, capace di adattarsi con naturalezza tanto alle zone costiere quanto alle aree interne. Spesso si nasconde sotto la denominazione Cote, presentandosi con strutture leggere, quasi trasparenti nel colore, e con quella immediatezza che lo ha reso un compagno fedele della tavola mediterranea.
Ben diversa è la storia nei Colli di Luni, dove il vitigno assume un carattere più deciso e una personalità che domina l’intera Liguria, da La Spezia fino a Ventimiglia. È proprio qui, al confine con la Toscana, che la Liguria ottiene il maggior numero di bottiglie con Tre Bicchieri 2027, confermando ancora una volta il ruolo di questo territorio come porta d’ingresso della grande qualità.
Con l’arrivo della Regione Umbria, la panoramica nazionale dei vini premiati con i Tre Bicchieri comincia finalmente a trovare un equilibrio dopo le prime uscite dedicate a Sicilia e Liguria. Qui il protagonista assoluto resta il Sagrantino, che continua a imporsi come simbolo identitario della regione. Sul fronte dei bianchi, invece, torna a brillare l’Orvieto, confermando una tradizione che negli ultimi anni ha ritrovato slancio e precisione stilistica.
Intorno al Lago cresce con decisione il fenomeno del Trasimeno Gamay, una tipologia che sta conquistando spazio e attenzione grazie a interpretazioni sempre più convincenti a che da noi in Italia dopo la zona della Bassa Bourgogne, Beaujolais. E non manca, come da tradizione, il miglior Sangiovese d’Italia, che ancora una volta trova casa a Torgiano, territorio che continua a esprimere una qualità unica.
Chiude il quadro uno dei bianchi più celebri del Paese, per lungo tempo considerato un riferimento assoluto: il Cervaro della Sala, che rimane una delle etichette nazionali più rappresentative dell’Umbria e della sua capacità di coniugare eleganza, longevità e modernità.
Sono solo Rossi i 3 Bicchieri 2026 per la piccola Basilicata con due 2022 e due 2024, solo Aglianico del Vulture e attorno a Rionero.
Da Bibenda arrivano invece tutti i Cinque Grappoli, con alcune aziende che ottengono la tripletta. In testa Gaja, che li conquista con tre Barbaresco – Sorì San Lorenzo, Costa Russi e Sorì Tildin, tutti 2023. Segue Conterno con tre Barolo: Monfortino Riserva 2023, Arione e Cerretta 2022. Tripla anche per La Spinetta, che li ottiene sempre con tre Barbaresco: Galliana e Starderi 2023, più Campé 2022.
In Lombardia un’altra famiglia ottiene il massimo con tre vini: Cà del Bosco, con tre Franciacorta – Dosage Zéro Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2017, Dosage Zéro Vintage Collection e Extra Brut Vintage Collection 2021. In Alto Adige è la Cantina Terlan a realizzare la tripletta, confermando la sua leadership nei bianchi: Terlaner I Primo Grande Cuvée, Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2023 e Pinot Bianco Rarity 2013. Si scende poi in Toscana con Fontodi, che piazza tre 2023: Flaccianello della Pieve, Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo e Terrazze San Leolino.
Le scelte di Golosaria Golosaria ha già pubblicato i suoi Hundred, sia normali che storici.
Top dei Bianchi: Piemonte Riesling Tardoché 2023 di Frasca La Guaragna Top dei Passiti: Greco Bianco Passito Centocamere 2021 di Barone G.R. Macrì Top dei Top Spumanti: Spumante Metodo Classico 360 2016 di Officina del Sole
L’Emilia compare nella sezione normale con un Gutturnio Superiore Antares 2021 dei Fratelli Piacentini e una Spergola Spumante Brut Ennio 2025 di Zanni Vini. La Romagna invece emerge nella sezione Storici con una cantina di Modigliana che produce il Rubicone Rosso Modi 2023, blend di Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Sempre negli Storici, il Lambrusco di Sorbara Brut Silvia Zucchi 2025 in purezza. Una curiosità arriva dall’Umbria: un solo vino negli Storici, il Vermentino Le Lucciole 2024 di Barberani.
LIGURIA Colli di Luni Vermentino Giardino dei Vescovi 2024 Giacomelli Lunae Etichetta Nera 2025 Cantine Lunae Bosoni Superiore 2025 Ottaviano Lambruschi
Colline di Levanto Vermentino Luccicante 2025 Cà du Ferrà Dolceacqua Curli 2024 Maccario Dringenberg Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine 2024 Bruna
UMBRIA Cervaro della Sala 2024 Castello della Sala Fiorfiore Grechetto 2024 Roccafiore Il Trebbio 2025 Goretti Montefalco Bianco Sperella 2025 Tenuta Bellafonte Montefalco Rosso Riserva 2022 Antonelli – San Marco
Montefalco Sagrantino 2021 Terre de La Custodia 2022 Fratelli Pardi 2022 Scacciadiavoli Lunga Attesa 2019 Tenute Lunelli – Carapace Terra Cupa 2021 Romanelli
Trasimeno Gamay C’Osa Riserva 2024 Madrevite Divina Villa Riserva 2023 Duca della Corgna – Cantina del Trasimeno
BASILICATA Aglianico del Vulture Donato D’Angelo 2022 Donato D’Angelo di Filomena Ruppi Il Repertorio 2024 Cantine del Notaio Nocte 2022 Terra dei Re Titolo by Amphora 2024 Elena Fucci
SICILIA Biancoviola 2024 Aldo Viola Cerasuolo di Vittoria 2024 Feudi del Pisciotto
Etna Bianco A’ Puddara 2024 Tenuta di Fessina Anthemis 2024 Monteleone Arrigo 2023 Alta Mora Contrada Arcuria 2024 Restivo Contrada Cottanera 2022 Cottanera Contrada Pietrarizzo 2024 Francesco Tornatore Muganazzi 2024 Graci Superiore Contrada Volpare Frontebosco 2025 Maugeri
Etna Rosso Calderara Sottana 2024 Girolamo Russo Cavanera Rovo delle Coturnie Contrada Marchesa 2022 Firriato Rosso Contrada Vign. Monte Gorna V. V. Ris. 2020 Cantine Nicosia Rosso V. Barbagalli 2023 Pietradolce
Faro 2024 Le Casematte Palari 2021 Palari
Grotta dell’Oro 2025 Hibiscus Infatata 2025 Caravaglio Magaggiaro Mandrarossa 2025 Cantine Settesoli – Mandrarossa Marsala Superiore Secco 2016 Francesco Intorcia Heritage Passito di Pantelleria Ben Ryè 2023 Donnafugata
Sicilia (Super) Acini di Grillo 2025 Possente a Grillo Firma del Tempo Riserva 2024 Cantine Fina Grillo Tasca d’Almerita Withaker Mozia 2025 Tasca d’Almerita Grillo Trisole 2025 Cantine Birgi Kheirè Grillo Ris. 2024 Tenuta Gorghi Tondi Nerello Mascalese 2023 Feudo Arancio Nero d’Avola Duca Enrico 2022 Duca di Salaparuta Nero d’Avola Saia 2024 Feudo Maccari Noto Santa Cecilia 2023 Planeta Zibibbo 2025 Barraco
2 Key to 3 Key Borgo Santandrea Amalfi Collegio alla Querce Auberge Collection Firenze Splendido, A Belmond Hotel, Portofino
new 2 Key Vetera Matera The Carlton Milan a Rocco Forte Hotel Villa Treville Positano
Key to 2 Key Cernobbio Villa d’Este Splendido Mare, A Belmond Hotel, Portofino Masseria Torre Maizza, a Rocco Forte Hotel, Savelletri di Fasano
new Key Anacapri, Isola di Capri Caesar Augustus
Anterselva Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler Aragona Resort Fontes Episcopi Bari Bra Hotel Bologna Grand Hotel Majestic Cagliari Palazzo Boyl 1840 Capri La Minerva
Capri Punta Tragara Cortina d’Ampezzo Ancora Cortina Firenze The James Suite Hotel Firenze 1564 Griante Cadenabbia The Lake Como EDITION Locorotondo Leonardo Trulli Resort Marsala Baglio Oneto Milano Casa Brera, a Luxury Collection Hotel Napoli Grand Hotel Parker’s Noto Dimora delle Balze Ostuni VISTA Perugia Tenuta di Murlo Pisticci Torre Fiore Hotel Masseria Porto Cervo Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda Quattro Castella Relais Roncolo 1888 Redagno Berghoferin Fine Hotel & Hideaway Roma Anantara Palazzo Naiadi Rome Roma Corinthia Rome San Lorenzo di Sebato Castel Badia San Lorenzo di Sebato Castel Maurn San Pantaleo Petra Segreta Resort & Spa Santa Caterina Valfurva Sunny Valley Mountain Lodge Siena Certosa di Maggiano Stresa Boutique Hotel
Taormina The Ashbee Hotel Tolentino Interno Marche Venezia Orient Express Venezia Villandro Ansitz Steinbock
Mancano soltanto gli ingressi di ottobre e la lista dei possibili protagonisti della Guida Michelin 2027 – tra stelle, Bib Gourmand e mindful voices – sarà finalmente completa. È brutto da dire, ma il meccanismo è ormai chiaro: a conquistare un upgrade sono quasi sempre gli indirizzi già presenti in guida o che, mese dopo mese, entrano nella selezione online, alimentando l’attenzione dei media per tutto l’anno. Certo, resta quello 0,01% di imprevedibilità che la Michelin rivendica come suo diritto naturale, la possibilità del “botto” inatteso. Ma molti operatori sono scoraggiati dal fatto che, due mesi prima dell’ingresso, arriva la famosa lettera di pre‑avviso. Sarà per il prossimo anno, da gennaio: la routine è ormai consolidata.
Se agosto era stato il mese delle re‑entry, con diversi nomi storici tornati in selezione, i venti di settembre sembrano soffiare in direzione opposta. Le novità sono molte, anche se una retrò spicca: Il Pozzo Osteria a Sant’Angelo in Colle, Montalcino. Un locale che va e viene nelle guide da sempre, ma che rientra tra le nuove segnalazioni. Qui il Bib Gourmand appare quasi certo per novembre, pochi giorni prima della presentazione ufficiale di Piacenza. Il segreto? Una cucina tradizionale ben eseguita, la Cheffe‑proprietaria Paola Binarelli, e il nipote in sala con una selezione impeccabile dei vini locali, anche al bicchiere.
La seconda novità toscana di settembre è la nuova gestione de L’Oca Bonda all’Impruneta: tre giovani chef che hanno scelto di mantenere il nome storico, proponendo però una cucina sorprendentemente di pesce, in un territorio che solitamente tende alla terra. Apertura dal giovedì al lunedì, pranzo e cena.
Il mare torna protagonista anche a Peschiera del Garda, dove BIP Bella Italia Pesce dello chef‑patron Fabio Codognola entra in selezione con il suo ristorante e l’annesso B&B, gestito separatamente. Tutto indipendente anche al 1224 di Cortina d’Ampezzo, nonostante si trovi all’interno dell’Hotel Savoia 5*L e sia, contemporaneamente, la “succursale cittadina” del Baita Piè Tofana di Rumerlo.
Tra le vecchie conoscenze, ritorna il Posta Vecchia di Ladispoli con il ribattezzato Da Aurelio. Sempre nel Lazio compaiono Dieci a Nepi, Quid a Roma e Percorsi al Vecchio Ponte Bracciano.
Il resto delle novità si sposta verso Sud, le isole e l’estremo Est & Ovest:
a Torino, Akoya; a Trieste, Chimera di Bacco.
Agosto, Guida mia non ti conosco, Michelin non va in ferie
Sono quindici le nuove entrate del mese di agosto 2026 che confluiranno nella Guida Michelin 2027, attesa in versione cartacea a Piacenza giovedì 12 novembre. Un aggiornamento che arriva proprio mentre i diretti interessati rientrano dalle vacanze, e che questa volta porta con sé un elemento inedito: il ritorno di alcuni “soliti noti”, re-entry che fanno sperare in ulteriori ripescaggi futuri, magari dovuti a dimenticanze, fattori imponderabili o cambi di guida, più che a veri stravolgimenti strutturali.
Essere pubblicati sulla Rossa, oggi, è diventato un traguardo sempre più improbabile: anche ristoranti solidi, riconosciuti e funzionanti alla perfezione possono restare fuori. Rientrare, poi, è quasi impossibile. Eppure, proprio questo è accaduto a Tuccino di Polignano a Mare, da sempre considerato il miglior ristorante di pesce d’Italia. Era scomparso dalla Michelin nel 2011 per un errore d’ufficio nella compilazione della scheda, nonostante fosse presente in tutte le guide nazionali con punteggi elevati e nonostante molti si aspettassero una stella. Ora, con il nuovo ingresso, la possibilità della promozione non è solo riaperta: è spalancata.
Dal ristorante pugliese, il patron Pasquale e tutta la famiglia — allargata e comprensiva del Fish Manager Vito Mancini — confermano che l’unica novità è il cambio del menù: una scelta di piatti molto ampia e due percorsi degustazione, ormai diventati obbligatori per chi ambisce alla stella.
Soddisfatta anche Iside De Cesare, che vede entrare in Michelin il suo Terrae a Firenze. Il ristorante, riaperto dopo la pausa estiva e operativo solo la sera, punta chiaramente alla sua seconda stella. Non lontano, un’altra storia di ritorni: il celebre ristorante stellato del Lingotto di Torino, attivo dal 2008 presso Eataly, sarebbe tornato alla sua sede originaria a Ivrea.
A Roma, Carlo Cracco — che non ha bisogno di presentazioni — entra con il suo Viride, mentre lascia definitivamente Castrocaro. Tra le novità agostane compare anche Balzi Rossi, che rientra con il nuovo chef.
Busto Arsizio si conferma una delle località più dinamiche: a giugno era arrivato Deg, ora ad agosto appena passato entra anche Gustoo, guidato dallo chef romeno Vasile Dumitroae. Arrivato in Italia nel vicino Comasco, ha iniziato da zero nel mondo della ristorazione, passando dalla pizza alla cucina contemporanea. Il locale, in pieno centro e a pochi chilometri da Malpensa, prima del Covid proponeva anche pizze gastronomiche solo la sera realizzate con la stessa materia prima dei piatti, in particolare i crudi di pesce. Oggi non mancano le proposte di carne, sempre eccellenti e ben presenti tra i secondi. A pranzo business lunch con altro menù del giorno.
A chi andrà la stella? Difficile dirlo. Da una parte c’è chi predilige il percorso fisso, dall’altra chi propone solo la carta. Nel caso di Gustoo, se il cliente vuole assaggiare più piatti, la cucina ridimensiona le porzioni in modo sartoriale, lasciando spazio anche al dessert. L’ardua sentenza spetta alla Michelin, che finora sembra prediligere percorsi da circa dieci portate, pochi coperti e tavoli rotondi ben distanziati.
Completano il quadro altre nuove entrate: due a Torino, quattro a Roma e provincia, due in Puglia (con anche Monopoli), Milano e provincia di Bergamo, e una in provincia di Vicenza.
Nuovi ristoranti Michelin Italia di Luglio, qualcuno fa il bis e c’è pure il tris
Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.
Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.
Dopo quindici anni di silenzio, Michelin torna a Las Vegas. La guida dedicata alla città del gioco era apparsa solo nelle edizioni 2008 e 2009, quando l’unico ristorante a ottenere le tre stelle fu quello di Joël Robuchon. Oggi, nella nuova selezione American Southwest 2026 – che comprende anche Arizona, New Mexico, il resto del Nevada e Utah – quel tre stelle storico scende a due, segnando simbolicamente la distanza tra la Las Vegas di allora e quella di oggi.