Tra 50 Best, Michelin, Wine Spectator ed Espresso: novembre decisivo per l’ Ho.Re.Ca.
Archiviata la cerimonia dei 50 Best 2026, si apre ora una delle settimane più intense dell’anno per il panorama internazionale dell’ospitalità e della ristorazione.
Giovedì 12 sarà infatti il turno della Guida Michelin Italia, mentre già da lunedì 9 inizierà il tradizionale conto alla rovescia di Wine Spectator verso la Top 10 dei migliori vini dell’anno. Il nome del numero uno sarà svelato venerdì 13, mentre la classifica completa delle 100 etichette sarà pubblicata lunedì 16. A giochi praticamente conclusi arriverà infine la presentazione de Le Guide de L’Espresso, in programma mercoledì 25 al Pirelli HangarBicocca di Milano.
Ma torniamo ai 50 Best appena celebrati a Lima. La scelta peruviana è arrivata dopo il rinvio dell’evento originariamente previsto ad Abu Dhabi, motivo per cui l’edizione è slittata rispetto alla consueta collocazione in calendario. Una situazione ben diversa da quella vissuta recentemente dalla Michelin Svizzera 2026 ad Andermatt, dove il nuovo ristorante insignito delle Tre Stelle si trovava proprio nella località ospitante della cerimonia.
Un precedente che potrebbe alimentare le speranze anche di alcuni ristoranti piacentini già presenti in Guida Michelin, candidati a un possibile avanzamento di categoria. E il pensiero corre inevitabilmente a La Palta, che da anni rappresenta una delle realtà più solide e apprezzate del territorio.
Per quanto riguarda la vetta dei 50 Best 2026, la consacrazione di Asador Etxebarri era attesa da tempo. Dopo essere rimasto a lungo nelle posizioni di vertice, il ristorante basco guidato dalla celebre arte della griglia conquista finalmente il primo posto. Un risultato che molti osservatori ritenevano inevitabile e che ora porterà il locale nell’esclusivo gruppo dei ristoranti destinati usciti dalla graduatoria.
Alle sue spalle il podio viene completato da Gaggan, che guadagna quattro posizioni salendo al secondo posto, e da Alchemist, che passa dalla quinta alla terza posizione. Nomi che, nel panorama della gastronomia mondiale, non hanno ormai bisogno di ulteriori presentazioni.
Per l’Italia, invece, l’edizione 2026 racconta una storia fatta di conferme, avvicendamenti e qualche inevitabile nostalgia. Viene spontaneo ricordare quanto accaduto anni fa con Il Gambero Rosso di San Vincenzo e il successivo avvento di Massimo Bottura come nuovo riferimento assoluto della cucina italiana nelle classifiche internazionali. Un percorso che avrebbe portato l’Osteria Francescana prima al vertice quando il regolamento consentiva ai vincitori di restare in gara e poi nuovamente al numero uno dopo l’introduzione del sistema che ha dato vita alla categoria “Best of the Best”. Un’impresa riuscita soltanto al Noma dopo il trasferimento nella nuova sede.
Quest’anno a uscire dalla graduatoria è invece Lido 84 anche se raccogliere il ruolo di miglior italiano classificato è Piazza Duomo di Alba, tre Stelle Michelin della famiglia Ceretto, che compie un notevole balzo in avanti dalla posizione numero 42 fino alla numero 20.
Per i nostalgici dei tempi in cui un ristorante con una sola stella Michelin riusciva a precedere tutti i tre stelle italiani, resta comunque qualcosa. A guidare il resto della pattuglia nazionale è infatti Al Gatto Verde di Modena, progetto firmato dalla consolidata coppia Bottura-Gilmore, che vola al numero 24 con un’impressionante risalita di 68 posizioni e una sola Stella Michelin per il momento.
Da qui in poi il bilancio per l’Italia è meno brillante. Uliassi scende alla posizione numero 51, perdendo otto posti; Le Calandre arretra di dodici posizioni fermandosi al numero 43; Atelier Moessmer cala di diciotto posti fino al numero 38; mentre Reale lascia sul terreno nove posizioni e si colloca al numero 27.
