LOMBARDIA 97 Metodo Classico Seradina Brut 2022 Cavalleri Sforzato di Valtellina Ventum 2021 Convento San Lorenzo Franciacorta Dosaggio Zero Casa delle Colonne 2016 Freccianera Franciacorta
96 Franciacorta Extra Brut EBB 2020 Mosnel Rosé Brut Cuvée 2018 Monogram di Castel Faglia
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Classese Pas Dosé Roccapietra Zero 2020 Scuropasso
95 Franciacorta Dosaggio Zero Gualberto 2016 Ricci Curbastro Millè 2021 Muratori Riserva Brut Nature Mia 2007 Bersi Serlini Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Bagnadore 2017 Barone Pizzini Riserva Dosaggio Zero Sublimis 2018 Uberti Riserva Extra Brut Lucrezia Etichetta Bianca 2011 Castello Bonomi Riserva Pas Dosé Girolamo Bosio Rosé 2011 Riedizione 2025 Bosio Vintage Nature Blanc de Blancs 2019 Berlucchi Franciacorta
Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut Vincenzo Comi Riserva del Fondatore 2017 Tenuta Travaglino Metodo Classico Pinot Nero Rosé Cruasé Extra Brut 2021 Tenuta Mazzolino Riesling Vigna del Felice 2025 Il Molino di Rovescala
Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Ottavia 2021 Conte Vistarino Riserva Tiamat 2024 Cordero San Giorgio
Riviera del Garda Classico Valtènesi Rosé Rosagreen 2025 Pasini San Giovanni Sforzato di Valtellina Sfursat Carlo Negri 2022 Nino Negri
Valtellina Superiore Inferno La Cruus 2023 Mamete Prevostini Sassella Riserva Nuova Regina 2021 Arpepe
Recioto della Valpolicella 2019 Giuseppe Quintarelli Classico Ammandorlato Mezzanella 2018 Masi
Valpolicella Superiore Monte Lodoletta 2020 Romano Dal Forno
96 Amarone della Valpolicella Classico 2017 Secondo Marco 2018 Rubinelli Vajol 2019 Zýmē di Celestino Gaspari 2021 Allegrini Riserva Fracastoro 2015 Vigneti Villabella Riserva Terre di Cariano Cecilia Beretta 2018 Pasqua Vigneti e Cantine Sant’Urbano 2021 Speri
Amarone della Valpolicella SVM400 Macie 2019 Massimago
95 Amarone della Valpolicella 2020 Tenuta Sant’Antonio – Famiglia Castagnedi 2022 Montezovo – Famiglia Cottini Ca’ Florian 2018 Tommasi
Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2016 Terre di Leone Calcarole 2019 Guerrieri Rizzardi
Capitel Monte Olmi 2019 Tedeschi Corte Bra 2018 Sartori di Verona Curlanus 2018 Albino Armani Nel Vino dal 1607
Amarone della Valpolicella Valmezzane 2018 Marinella Camerani
Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore 95 Extra Brut I Nodi 2024 Nino Franco Spumanti Rive di Ogliano RDO Levante 2025 Masottina La Rivetta 120 Extra Brut Villa Sandi Rive di Campea 2025 Bisol 1542
Veneto Cabernet Franc Frank! 2023 Barollo
Altre zone 96 Colli Euganei Fior d’Arancio Passito Donna Daria Baon 2021 Conte Emo Capodilista – La Montecchia Colli Trevigiani Brichet 2024 Casa Coste Piane Colli Euganei Chardonnay Gemola 2024 Vignalta Custoza Riserva Bonomo Sexaginta 2022 Monte del Frà Custoza Superiore Amedeo 2024 Cavalchina Montello Colli Asolani Il Rosso dell’Abazia 2022 Serafini & Vidotto Monti Lessini Riserva Nera 2017 Fongaro Soave Classico Alzari 2024 Coffele Soave Superiore Classico Castellaro Tufaie 2024 Bolla Soave Superiore Monte di Colognola Vigna Il Casale 2024 Agostino Vicentini
Le Tre Chiavi Michelin continuano a crescere nel Mondo e nel 2026 raggiungono quota 155 strutture insignite del massimo riconoscimento dell’hôtellerie secondo la Guida. L’espansione è evidente: 18 nuovi hotel entrano nel gotha mondiale, distribuiti tra Asia (6), Europa (8), Oceania (2), Africa (1) e Americhe (1).
L’Italia, ancora una volta, si conferma la nazione con il maggior numero di novità: quattro nuovi Tre Chiavi, un primato che ribadisce la centralità del Paese nell’ospitalità internazionale. La Francia aggiunge due nuove insegne, entrambe nel Sud, mentre nelle Americhe la sorpresa arriva ne al Sud ne al Nord in Costa Rica, che conquista la sua seconda tripla Chiave.
Naturalmente, l’ingresso di nuove eccellenze comporta anche qualche uscita: quattro strutture perdono il titolo delle tre Chiavi, segno di un sistema di valutazione dinamico e rigoroso.
Ogni anno, tra classifiche e guide che si moltiplicano soprattutto nei periodi più caldi, torna puntuale un’iniziativa ormai consolidata: i The Fork Awards, giunti alla loro ottava edizione. L’evento mette in luce i nuovi ristoranti prenotabili online, abbinandoli a Chef di ristoranti stellati che li hanno personalmente segnalati. Una curiosità: quasi tutti i mentori hanno almeno una stella Michelin. Le eccezioni sono poche e significative — Paolo Morelli, che la stella l’ha avuta a lungo; Stéphane Zippl, ancora detentore della Stella Verde; e Viviana Varese, oggi premiata con le 3 Chiavi di Passalacqua. Sono loro gli unici “non stellati” chiamati a indicare i nuovi talenti.
Il meccanismo è semplice: il ristorante più votato online tra le nuove aperture vince. Ma, proprio come accade agli Oscar, essere in gara è già una forma di riconoscimento.
Quest’anno, il ristorante emergente più sostenuto dagli Chef stellati e pluristellati è Sextantio, in Abruzzo, all’interno dell’omonimo Albergo Diffuso premiato con la Chiave Michelin. Un consenso sorprendente: un tre stelle, due due stelle, due una stella e un tre Spicchi hanno indicato la stessa realtà. Merito forse della location visionaria creata da Daniel Kihlgren, maestro dei rifugi d’autore, ma soprattutto del lavoro dello Chef Executive Dino Como.
Di fatto, Sextantio avrebbe già vinto solo per la forza delle sue segnalazioni: Gennaro Esposito nuova sede Torre del Saracino a Sorrento, Donato Ascani Glam Venezia, Niko Romito Reale Castel di Sangro, Michele Lazzarini Contrada Bricconi Oltressenda Alta, Arcangelo Tinari Vila Maiella Guardiagrele, Claudio Mengoni Borgo San Jacopo Firenze e Franco Pepe in Grazi Caiazzo hanno espresso il loro apprezzamento. Un parterre che parla da sé.
A questo punto, l’elenco degli altri 47 concorrenti diventa quasi superfluo: la maggior parte può contare su un solo mentore. Eppure, alcune realtà spiccano. Stecca Roma raccoglie più segnalazioni grazie a Gian Marco Bianchi (Al Madrigale, Tivoli), Gianfranco Pascucci (Al Porticciolo, Fiumicino) e Daniele Usai (Tino, Fiumicino). Thelema ottiene il sostegno di Andrea Berton a Milano, Simone Cantafio La Stua de Michil a Corvara, Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia a Milano, Sara Scarsella di Sintesi ad Ariccia e Giancarlo Perbellini del XII Apostoli a Verona.
A Torino, Spirito Osteria viene segnalata da Michelangelo Mammoliti, fresco delle tre stelle de La Rei Natura, Giancarlo Morelli e Davide Palluda di All’Enoteca a Canale. Nino Osteria con Cucina conquista sia Antonio Guida del Seta a Milano, sia Chiara Pavan e consorte a Venissa. Nomos Ante a Roma riceve l’apprezzamento di Gabriele Boffa supportato da Enrico Bartolini in Piemonte e Anthony Genovese de Il Pagliaccio Roma.
C’è anche una pizzeria segnalata da due Chef: Sasà Martucci Milano, indicato da Giuseppe Torrisi e Andrea Aprea. Infine, Somnium a Eboli, scelto da Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense; Francesco Sodano, nuovo due stelle a Casa Rana nel Veronese; e Giuseppe Iannotti del Kresios a Telese Terme.
Arrivano le prime Guide dopo l’estate, quelle che resistono ancora in formato cartaceo – quando possibile – mentre il mondo degli hotels appena presentati è ormai passato definitivamente all’online. Da oggi, in anteprima, compaiono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e si parte dal profondo Sud con la Sicilia. A quanto sembra, quest’anno sono i bianchi a dominare sui rossi, nonostante l’Etna continui a regalare un Nerello Mascalese straordinario, spesso accompagnato da quel 5% di Nerello Cappuccio che ne completa la piacevolezza. Vedremo poi se a Bolgheri il Vermentino riuscirà davvero a superare il rosso nelle degustazioni nelle altre Regioni alla fine del countdown.
Per il momento, il Rolle – o la Favorita, a seconda delle latitudini – continua a essere il vitigno bianco più diffuso del Mediterraneo, capace di adattarsi con naturalezza tanto alle zone costiere quanto alle aree interne. Spesso si nasconde sotto la denominazione Cote, presentandosi con strutture leggere, quasi trasparenti nel colore, e con quella immediatezza che lo ha reso un compagno fedele della tavola mediterranea.
Ben diversa è la storia nei Colli di Luni, dove il vitigno assume un carattere più deciso e una personalità che domina l’intera Liguria, da La Spezia fino a Ventimiglia. È proprio qui, al confine con la Toscana, che la Liguria ottiene il maggior numero di bottiglie con Tre Bicchieri 2027, confermando ancora una volta il ruolo di questo territorio come porta d’ingresso della grande qualità.
Con l’arrivo della Regione Umbria, la panoramica nazionale dei vini premiati con i Tre Bicchieri comincia finalmente a trovare un equilibrio dopo le prime uscite dedicate a Sicilia e Liguria. Qui il protagonista assoluto resta il Sagrantino, che continua a imporsi come simbolo identitario della regione. Sul fronte dei bianchi, invece, torna a brillare l’Orvieto, confermando una tradizione che negli ultimi anni ha ritrovato slancio e precisione stilistica.
Intorno al Lago cresce con decisione il fenomeno del Trasimeno Gamay, una tipologia che sta conquistando spazio e attenzione grazie a interpretazioni sempre più convincenti a che da noi in Italia dopo la zona della Bassa Bourgogne, Beaujolais. E non manca, come da tradizione, il miglior Sangiovese d’Italia, che ancora una volta trova casa a Torgiano, territorio che continua a esprimere una qualità unica.
Chiude il quadro uno dei bianchi più celebri del Paese, per lungo tempo considerato un riferimento assoluto: il Cervaro della Sala, che rimane una delle etichette nazionali più rappresentative dell’Umbria e della sua capacità di coniugare eleganza, longevità e modernità.
Sono solo Rossi i 3 Bicchieri 2026 per la piccola Basilicata con due 2022 e due 2024, solo Aglianico del Vulture e attorno a Rionero.
Il gioco si fa più duro con il Veneto dove il Rosso non manca con l’Amarone ma anche il Bianco si fa largo con Soave o Garganega che sia, più gli Charmat da Valdobbiadene che fanno apparire gli spumanti finora assenti. Nessun Recioto
In Calabria trionfa il Cirò Classico Superiore e c’è anche un rosato sempre da uve Gaglioppo.
Nessun IGT in Alto Adige ma parecchi vitigni celebri dove su tutti spiccano quattro Pinot Nero, poi si passa ai tre a testa di Pinot Bianco, Chardonnay e come territorio Valle Isarco. Soprattutto Bianco
Da Bibenda arrivano invece tutti i Cinque Grappoli, con alcune aziende che ottengono la tripletta. In testa Gaja, che li conquista con tre Barbaresco – Sorì San Lorenzo, Costa Russi e Sorì Tildin, tutti 2023. Segue Conterno con tre Barolo: Monfortino Riserva 2023, Arione e Cerretta 2022. Tripla anche per La Spinetta, che li ottiene sempre con tre Barbaresco: Galliana e Starderi 2023, più Campé 2022.
In Lombardia un’altra famiglia ottiene il massimo con tre vini: Cà del Bosco, con tre Franciacorta – Dosage Zéro Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2017, Dosage Zéro Vintage Collection e Extra Brut Vintage Collection 2021. In Alto Adige è la Cantina Terlan a realizzare la tripletta, confermando la sua leadership nei bianchi: Terlaner I Primo Grande Cuvée, Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2023 e Pinot Bianco Rarity 2013. Si scende poi in Toscana con Fontodi, che piazza tre 2023: Flaccianello della Pieve, Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo e Terrazze San Leolino.
Le scelte di Golosaria Golosaria ha già pubblicato i suoi Hundred, sia normali che storici.
premio Outsider Guido Berlucchi Extra Brut Metodo Classico Erbamat
Top dei Top Rossi: Podere San Cristoforo Toscana Petit Verdot Amphora Mari” 2021 Top dei Top Rosati: Poderi Costantini Antonio Colline Pescaresi Cerasuolo d’Abruzzo Superiore 2025 Top dei Bianchi: Piemonte Riesling Tardoché 2023 di Frasca La Guaragna Top dei Passiti: Greco Bianco Passito Centocamere 2021 di Barone G.R. Macrì Top dei Top Spumanti: Spumante Metodo Classico 360 2016 di Officina del Sole
L’Emilia compare nella sezione normale con un Gutturnio Superiore Antares 2021 dei Fratelli Piacentini e una Spergola Spumante Brut Ennio 2025 di Zanni Vini. La Romagna invece emerge nella sezione Storici con una cantina di Modigliana che produce il Rubicone Rosso Modi 2023, blend di Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Sempre negli Storici, il Lambrusco di Sorbara Brut Silvia Zucchi 2025 in purezza. Una curiosità arriva dall’Umbria: un solo vino negli Storici, il Vermentino Le Lucciole 2024 di Barberani.
Sono già stati svelati in buona parte i Vini 2027 di DoctorWine, la guida firmata da Daniele Cernilli, che come sempre assegna anche i celebri faccini: uno, due o tre, in base al punteggio ottenuto. La scala è semplice e ormai consolidata: 95–97 punti un faccino, 98 punti due faccini, 99 e 100 punti tre faccini. Finora, però, tutti i vini rivelati si sono fermati a 97 punti, quindi soltanto un faccino. Mancano ancora all’appello Valle d’Aosta, Piemonte e Toscana prima di lunedì 28 settembre quando verranno rivelati anche i due e tre faccini.
Uno sguardo all’anno scorso aiuta a capire cosa aspettarsi. Nel 2026 i tre faccini, cioè i vini da 99 punti, erano stati assegnati soltanto a poche regioni:
Piemonte, con un Barbaresco e tre Barolo; Toscana, con due Brunello; Veneto, con un Super blend bianco e rosso del 2017; Trentino, con un Super vino a base di Carmenere; Friuli Venezia Giulia, con una Ribolla e un Collio Sauvignon; Marche, con un Super vino da uve Grenache (Cannonau).
Molto più articolato, invece, l’elenco dei due faccini 2026, che aveva premiato:
Alto Adige, con due bianchi; Emilia, con un Vin Santo di Vigoleno; Toscana, con un lungo elenco di Super Tuscan, un Bolgheri e un Chianti Classico; Lazio, con un bordolese; Umbria, con un Sangiovese; Abruzzo, con un Trebbiano; Puglia, con un Primitivo di Gioia del Colle e uno di Manduria; Sicilia, con un Etna Rosso, un blend di Petit Verdot e Cesanese d’Affile, e un Marsala; Sardegna, con una Malvasia di Bosa Riserva e due Romangia da Cannonau (Grenache).
Monti Lessini Brut Viola Riserva 2020 Fongaro Spumanti Prea Bianco 2023 La Collina dei Ciliegi
Soave Classico Brognoligo Battistelle 2024 Le Battistelle Classsico Calvarino 2024 Pieropan Classico Campo Vulcano 2025 I Campi Classico Monte Carbonare 2024 Suavia Classico Staforte 2024 Graziano Prà Superiore Roncà Monte Calvarina Runcata 2024 Dal Cero – Tenuta Corte Giacobbe Superiore Vigna Il Casale 2024 Agostino Vicentini
Terra dei Forti Pinot Grigio Rivoli 2024 Roeno
Valdobbiadene Extra Dry Giustino B 2025 Ruggeri & C. Rive di Campea Extra Brut 2025 Bisol 1542 Rive di Col San Martino Brut Cuvée del Fondatore Graziano Merotto 2025 Graziano Merotto Rive Di Colbertaldo Asciutto Vigneto Giardino 2025 Adami Rive di Guia Extra Brut Aldaina al Mas 2025 Andreola Rive di Refrontolo Extra Brut 2025 De Stefani Rive di Rua Brut Particella 181 2025 Sorelle Bronca Rive di San Pietro di Barbozza Extra Brut Grande Cuvée del Fondatore Motus Vitae 2024 Bortolomiol
2 Key to 3 Key Borgo Santandrea Amalfi Collegio alla Querce Auberge Collection Firenze Splendido, A Belmond Hotel, Portofino
new 2 Key Vetera Matera The Carlton Milan a Rocco Forte Hotel Villa Treville Positano
Key to 2 Key Cernobbio Villa d’Este Splendido Mare, A Belmond Hotel, Portofino
Masseria Torre Maizza, a Rocco Forte Hotel, Savelletri di Fasano
2 Key to Key 2026 JK Place Roma
new Key Stresa (Vb) Boutique Hotel Santa Caterina Valfurva (So) Sunny Valley Mountain Lodge Milano Casa Brera, a Luxury Collection Hotel Griante Cadenabbia (Co) The Lake Como EDITION Venezia Orient Express
Anterselva (Bz) Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler
San Lorenzo di Sebato (Bz) Castel Badia
San Lorenzo di Sebato (Bz) Castel Maurn
Villandro (Bz) Ansitz Steinbock Ancora Cortina d’Ampezzo (Bl) Redagno (Bz) Berghoferin Fine Hotel & Hideaway Quattro Castella (Re) Relais Roncolo 1888 Bologna Grand Hotel Majestic Firenze The James Suite Hotel Firenze 1564 Siena Certosa di Maggiano Tolentino (Mc) Interno Marche Perugia Tenuta di Murlo Roma Anantara Palazzo Naiadi Rome Roma Corinthia Roma Locorotondo (Ba) Leonardo Trulli Resort Bari Bra Hotel Ostuni (Br) VISTA Napoli Grand Hotel Parker’s Capri (Na) La Minerva
Capri (Na) Punta Tragara Anacapri, Isola di Capri (Na) Caesar Augustus Pisticci (Mt) Torre Fiore Hotel Masseria
Taormina (Ms) The Ashbee Hotel Marsala Baglio Oneto Noto Dimora delle Balze Cagliari Palazzo Boyl 1840 Porto Cervo Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda San Pantaleo Petra Segreta Resort & Spa Aragona Resort Fontes Episcopi
Key to 0 Aethos Monterosa Champoluc (Ao) Torre di Bellosguardo (Fi)
Mancano soltanto gli ingressi di ottobre e la lista dei possibili protagonisti della Guida Michelin 2027 – tra stelle, Bib Gourmand e mindful voices – sarà finalmente completa. È brutto da dire, ma il meccanismo è ormai chiaro: a conquistare un upgrade sono quasi sempre gli indirizzi già presenti in guida o che, mese dopo mese, entrano nella selezione online, alimentando l’attenzione dei media per tutto l’anno. Certo, resta quello 0,01% di imprevedibilità che la Michelin rivendica come suo diritto naturale, la possibilità del “botto” inatteso. Ma molti operatori sono scoraggiati dal fatto che, due mesi prima dell’ingresso, arriva la famosa lettera di pre‑avviso. Sarà per il prossimo anno, da gennaio: la routine è ormai consolidata.
Se agosto era stato il mese delle re‑entry, con diversi nomi storici tornati in selezione, i venti di settembre sembrano soffiare in direzione opposta. Le novità sono molte, anche se una retrò spicca: Il Pozzo Osteria a Sant’Angelo in Colle, Montalcino. Un locale che va e viene nelle guide da sempre, ma che rientra tra le nuove segnalazioni. Qui il Bib Gourmand appare quasi certo per novembre, pochi giorni prima della presentazione ufficiale di Piacenza. Il segreto? Una cucina tradizionale ben eseguita, la Cheffe‑proprietaria Paola Binarelli, e il nipote in sala con una selezione impeccabile dei vini locali, anche al bicchiere.
La seconda novità toscana di settembre è la nuova gestione de L’Oca Bonda all’Impruneta: tre giovani chef che hanno scelto di mantenere il nome storico, proponendo però una cucina sorprendentemente di pesce, in un territorio che solitamente tende alla terra. Apertura dal giovedì al lunedì, pranzo e cena.
Il mare torna protagonista anche a Peschiera del Garda, dove BIP Bella Italia Pesce dello chef‑patron Fabio Codognola entra in selezione con il suo ristorante e l’annesso B&B, gestito separatamente. Tutto indipendente anche al 1224 di Cortina d’Ampezzo, nonostante si trovi all’interno dell’Hotel Savoia 5*L e sia, contemporaneamente, la “succursale cittadina” del Baita Piè Tofana di Rumerlo.
Tra le vecchie conoscenze, ritorna il Posta Vecchia di Ladispoli con il ribattezzato Da Aurelio. Sempre nel Lazio compaiono Dieci a Nepi, Quid a Roma e Percorsi al Vecchio Ponte Bracciano.
Il resto delle novità si sposta verso Sud, le isole e l’estremo Est & Ovest:
a Torino, Akoya; a Trieste, Chimera di Bacco.
Agosto, Guida mia non ti conosco, Michelin non va in ferie
Sono quindici le nuove entrate del mese di agosto 2026 che confluiranno nella Guida Michelin 2027, attesa in versione cartacea a Piacenza giovedì 12 novembre. Un aggiornamento che arriva proprio mentre i diretti interessati rientrano dalle vacanze, e che questa volta porta con sé un elemento inedito: il ritorno di alcuni “soliti noti”, re-entry che fanno sperare in ulteriori ripescaggi futuri, magari dovuti a dimenticanze, fattori imponderabili o cambi di guida, più che a veri stravolgimenti strutturali.
Essere pubblicati sulla Rossa, oggi, è diventato un traguardo sempre più improbabile: anche ristoranti solidi, riconosciuti e funzionanti alla perfezione possono restare fuori. Rientrare, poi, è quasi impossibile. Eppure, proprio questo è accaduto a Tuccino di Polignano a Mare, da sempre considerato il miglior ristorante di pesce d’Italia. Era scomparso dalla Michelin nel 2011 per un errore d’ufficio nella compilazione della scheda, nonostante fosse presente in tutte le guide nazionali con punteggi elevati e nonostante molti si aspettassero una stella. Ora, con il nuovo ingresso, la possibilità della promozione non è solo riaperta: è spalancata.
Dal ristorante pugliese, il patron Pasquale e tutta la famiglia — allargata e comprensiva del Fish Manager Vito Mancini — confermano che l’unica novità è il cambio del menù: una scelta di piatti molto ampia e due percorsi degustazione, ormai diventati obbligatori per chi ambisce alla stella.
Soddisfatta anche Iside De Cesare, che vede entrare in Michelin il suo Terrae a Firenze. Il ristorante, riaperto dopo la pausa estiva e operativo solo la sera, punta chiaramente alla sua seconda stella. Non lontano, un’altra storia di ritorni: il celebre ristorante stellato del Lingotto di Torino, attivo dal 2008 presso Eataly, sarebbe tornato alla sua sede originaria a Ivrea.
A Roma, Carlo Cracco — che non ha bisogno di presentazioni — entra con il suo Viride, mentre lascia definitivamente Castrocaro. Tra le novità agostane compare anche Balzi Rossi, che rientra con il nuovo chef.
Busto Arsizio si conferma una delle località più dinamiche: a giugno era arrivato Deg, ora ad agosto appena passato entra anche Gustoo, guidato dallo chef romeno Vasile Dumitroae. Arrivato in Italia nel vicino Comasco, ha iniziato da zero nel mondo della ristorazione, passando dalla pizza alla cucina contemporanea. Il locale, in pieno centro e a pochi chilometri da Malpensa, prima del Covid proponeva anche pizze gastronomiche solo la sera realizzate con la stessa materia prima dei piatti, in particolare i crudi di pesce. Oggi non mancano le proposte di carne, sempre eccellenti e ben presenti tra i secondi. A pranzo business lunch con altro menù del giorno.
A chi andrà la stella? Difficile dirlo. Da una parte c’è chi predilige il percorso fisso, dall’altra chi propone solo la carta. Nel caso di Gustoo, se il cliente vuole assaggiare più piatti, la cucina ridimensiona le porzioni in modo sartoriale, lasciando spazio anche al dessert. L’ardua sentenza spetta alla Michelin, che finora sembra prediligere percorsi da circa dieci portate, pochi coperti e tavoli rotondi ben distanziati.
Completano il quadro altre nuove entrate: due a Torino, quattro a Roma e provincia, due in Puglia (con anche Monopoli), Milano e provincia di Bergamo, e una in provincia di Vicenza.
Nuovi ristoranti Michelin Italia di Luglio, qualcuno fa il bis e c’è pure il tris
Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.
Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.