DoctorWine aka Daniele Cernilli 2027

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LOMBARDIA
97
Metodo Classico Seradina Brut 2022 Cavalleri
Sforzato di Valtellina Ventum 2021 Convento San Lorenzo
Franciacorta Dosaggio Zero Casa delle Colonne 2016 Freccianera Franciacorta

96
Franciacorta
Extra Brut EBB 2020 Mosnel
Rosé Brut Cuvée 2018 Monogram di Castel Faglia

Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero Classese Pas Dosé Roccapietra Zero 2020 Scuropasso

Valtellina Superiore Riserva Sassella
2022 Terrazzi Alti
2022 Nicola Nobili

95
Franciacorta
Dosaggio Zero Gualberto 2016 Ricci Curbastro
Millè 2021 Muratori
Riserva Brut Nature Mia 2007 Bersi Serlini Franciacorta
Riserva Dosaggio Zero Bagnadore 2017 Barone Pizzini
Riserva Dosaggio Zero Sublimis 2018 Uberti
Riserva Extra Brut Lucrezia Etichetta Bianca 2011 Castello Bonomi
Riserva Pas Dosé Girolamo Bosio Rosé 2011 Riedizione 2025 Bosio
Vintage Nature Blanc de Blancs 2019 Berlucchi Franciacorta

Oltrepò Pavese
Metodo Classico Pinot Nero Extra Brut Vincenzo Comi Riserva del Fondatore 2017 Tenuta Travaglino
Metodo Classico Pinot Nero Rosé Cruasé Extra Brut 2021 Tenuta Mazzolino
Riesling Vigna del Felice 2025 Il Molino di Rovescala

Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese
Ottavia 2021 Conte Vistarino
Riserva Tiamat 2024 Cordero San Giorgio

Riviera del Garda Classico Valtènesi Rosé Rosagreen 2025 Pasini San Giovanni
Sforzato di Valtellina Sfursat Carlo Negri 2022 Nino Negri

Valtellina Superiore
Inferno La Cruus 2023 Mamete Prevostini
Sassella Riserva Nuova Regina 2021 Arpepe

VENETO
Valpolicella
97
Amarone della Valpolicella Classico
2016 Bertani
2020 Roccolo Grassi

Recioto della Valpolicella
2019 Giuseppe Quintarelli
Classico Ammandorlato Mezzanella 2018 Masi

Valpolicella Superiore Monte Lodoletta 2020 Romano Dal Forno

96
Amarone della Valpolicella Classico
2017 Secondo Marco
2018 Rubinelli Vajol
2019 Zýmē di Celestino Gaspari
2021 Allegrini
Riserva Fracastoro 2015 Vigneti Villabella
Riserva Terre di Cariano Cecilia Beretta 2018 Pasqua Vigneti e Cantine
Sant’Urbano 2021 Speri

Amarone della Valpolicella SVM400 Macie 2019 Massimago

95
Amarone della Valpolicella
2020 Tenuta Sant’Antonio – Famiglia Castagnedi
2022 Montezovo – Famiglia Cottini
Ca’ Florian 2018 Tommasi

Amarone della Valpolicella Classico Riserva
2016 Terre di Leone
Calcarole 2019 Guerrieri Rizzardi

Capitel Monte Olmi 2019 Tedeschi
Corte Bra 2018 Sartori di Verona
Curlanus 2018 Albino Armani Nel Vino dal 1607

Amarone della Valpolicella Valmezzane 2018 Marinella Camerani

Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore
95
Extra Brut I Nodi 2024 Nino Franco Spumanti
Rive di Ogliano RDO Levante 2025 Masottina
La Rivetta 120 Extra Brut Villa Sandi
Rive di Campea 2025 Bisol 1542

Veneto Cabernet Franc Frank! 2023 Barollo

Altre zone
96
Colli Euganei Fior d’Arancio Passito Donna Daria Baon 2021 Conte Emo Capodilista – La Montecchia
Colli Trevigiani Brichet 2024 Casa Coste Piane
Colli Euganei Chardonnay Gemola 2024 Vignalta
Custoza Riserva Bonomo Sexaginta 2022 Monte del Frà
Custoza Superiore Amedeo 2024 Cavalchina
Montello Colli Asolani Il Rosso dell’Abazia 2022 Serafini & Vidotto
Monti Lessini Riserva Nera 2017 Fongaro
Soave Classico Alzari 2024 Coffele
Soave Superiore Classico Castellaro Tufaie 2024 Bolla
Soave Superiore Monte di Colognola Vigna Il Casale 2024 Agostino Vicentini

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Italia, Svizzera, Francia, Maldive e Australia ottengono – più nuovi – 3 Chiavi Michelin 2026 Hotels

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Le Tre Chiavi Michelin continuano a crescere nel Mondo e nel 2026 raggiungono quota 155 strutture insignite del massimo riconoscimento dell’hôtellerie secondo la Guida. L’espansione è evidente: 18 nuovi hotel entrano nel gotha mondiale, distribuiti tra Asia (6), Europa (8), Oceania (2), Africa (1) e Americhe (1).

L’Italia, ancora una volta, si conferma la nazione con il maggior numero di novità: quattro nuovi Tre Chiavi, un primato che ribadisce la centralità del Paese nell’ospitalità internazionale. La Francia aggiunge due nuove insegne, entrambe nel Sud, mentre nelle Americhe la sorpresa arriva ne al Sud ne al Nord in Costa Rica, che conquista la sua seconda tripla Chiave.

Naturalmente, l’ingresso di nuove eccellenze comporta anche qualche uscita: quattro strutture perdono il titolo delle tre Chiavi, segno di un sistema di valutazione dinamico e rigoroso.

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Ecco i vincitori di The Fork Awards 2026 secondo gli stellati

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Ogni anno, tra classifiche e guide che si moltiplicano soprattutto nei periodi più caldi, torna puntuale un’iniziativa ormai consolidata: i The Fork Awards, giunti alla loro ottava edizione. L’evento mette in luce i nuovi ristoranti prenotabili online, abbinandoli a Chef di ristoranti stellati che li hanno personalmente segnalati. Una curiosità: quasi tutti i mentori hanno almeno una stella Michelin. Le eccezioni sono poche e significative — Paolo Morelli, che la stella l’ha avuta a lungo; Stéphane Zippl, ancora detentore della Stella Verde; e Viviana Varese, oggi premiata con le 3 Chiavi di Passalacqua. Sono loro gli unici “non stellati” chiamati a indicare i nuovi talenti.

Il meccanismo è semplice: il ristorante più votato online tra le nuove aperture vince. Ma, proprio come accade agli Oscar, essere in gara è già una forma di riconoscimento.

Quest’anno, il ristorante emergente più sostenuto dagli Chef stellati e pluristellati è Sextantio, in Abruzzo, all’interno dell’omonimo Albergo Diffuso premiato con la Chiave Michelin. Un consenso sorprendente: un tre stelle, due due stelle, due una stella e un tre Spicchi hanno indicato la stessa realtà. Merito forse della location visionaria creata da Daniel Kihlgren, maestro dei rifugi d’autore, ma soprattutto del lavoro dello Chef Executive Dino Como.

Di fatto, Sextantio avrebbe già vinto solo per la forza delle sue segnalazioni: Gennaro Esposito nuova sede Torre del Saracino a Sorrento, Donato Ascani Glam Venezia, Niko Romito Reale Castel di Sangro, Michele Lazzarini Contrada Bricconi Oltressenda Alta, Arcangelo Tinari Vila Maiella Guardiagrele, Claudio Mengoni Borgo San Jacopo Firenze e Franco Pepe in Grazi Caiazzo hanno espresso il loro apprezzamento. Un parterre che parla da sé.

A questo punto, l’elenco degli altri 47 concorrenti diventa quasi superfluo: la maggior parte può contare su un solo mentore. Eppure, alcune realtà spiccano. Stecca Roma raccoglie più segnalazioni grazie a Gian Marco Bianchi (Al Madrigale, Tivoli), Gianfranco Pascucci (Al Porticciolo, Fiumicino) e Daniele Usai (Tino, Fiumicino). Thelema ottiene il sostegno di Andrea Berton a Milano, Simone Cantafio La Stua de Michil a Corvara, Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia a Milano, Sara Scarsella di Sintesi ad Ariccia e Giancarlo Perbellini del XII Apostoli a Verona.

A Torino, Spirito Osteria viene segnalata da Michelangelo Mammoliti, fresco delle tre stelle de La Rei Natura, Giancarlo Morelli e Davide Palluda di All’Enoteca a Canale. Nino Osteria con Cucina conquista sia Antonio Guida del Seta a Milano, sia Chiara Pavan e consorte a Venissa. Nomos Ante a Roma riceve l’apprezzamento di Gabriele Boffa supportato da Enrico Bartolini in Piemonte e Anthony Genovese de Il Pagliaccio Roma.

C’è anche una pizzeria segnalata da due Chef: Sasà Martucci Milano, indicato da Giuseppe Torrisi e Andrea Aprea. Infine, Somnium a Eboli, scelto da Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense; Francesco Sodano, nuovo due stelle a Casa Rana nel Veronese; e Giuseppe Iannotti del Kresios a Telese Terme.

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Bibenda, Golosaria e Gambero Rosso rivelano i Vini 2027

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Arrivano le prime Guide dopo l’estate, quelle che resistono ancora in formato cartaceo – quando possibile – mentre il mondo degli hotels appena presentati è ormai passato definitivamente all’online. Da oggi, in anteprima, compaiono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e si parte dal profondo Sud con la Sicilia. A quanto sembra, quest’anno sono i bianchi a dominare sui rossi, nonostante l’Etna continui a regalare un Nerello Mascalese straordinario, spesso accompagnato da quel 5% di Nerello Cappuccio che ne completa la piacevolezza. Vedremo poi se a Bolgheri il Vermentino riuscirà davvero a superare il rosso nelle degustazioni nelle altre Regioni alla fine del countdown.

Per il momento, il Rolle – o la Favorita, a seconda delle latitudini – continua a essere il vitigno bianco più diffuso del Mediterraneo, capace di adattarsi con naturalezza tanto alle zone costiere quanto alle aree interne. Spesso si nasconde sotto la denominazione Cote, presentandosi con strutture leggere, quasi trasparenti nel colore, e con quella immediatezza che lo ha reso un compagno fedele della tavola mediterranea.

Ben diversa è la storia nei Colli di Luni, dove il vitigno assume un carattere più deciso e una personalità che domina l’intera Liguria, da La Spezia fino a Ventimiglia. È proprio qui, al confine con la Toscana, che la Liguria ottiene il maggior numero di bottiglie con Tre Bicchieri 2027, confermando ancora una volta il ruolo di questo territorio come porta d’ingresso della grande qualità.

Con l’arrivo della Regione Umbria, la panoramica nazionale dei vini premiati con i Tre Bicchieri comincia finalmente a trovare un equilibrio dopo le prime uscite dedicate a Sicilia e Liguria. Qui il protagonista assoluto resta il Sagrantino, che continua a imporsi come simbolo identitario della regione. Sul fronte dei bianchi, invece, torna a brillare l’Orvieto, confermando una tradizione che negli ultimi anni ha ritrovato slancio e precisione stilistica.

Intorno al Lago cresce con decisione il fenomeno del Trasimeno Gamay, una tipologia che sta conquistando spazio e attenzione grazie a interpretazioni sempre più convincenti a che da noi in Italia dopo la zona della Bassa Bourgogne, Beaujolais. E non manca, come da tradizione, il miglior Sangiovese d’Italia, che ancora una volta trova casa a Torgiano, territorio che continua a esprimere una qualità unica.

Chiude il quadro uno dei bianchi più celebri del Paese, per lungo tempo considerato un riferimento assoluto: il Cervaro della Sala, che rimane una delle etichette nazionali più rappresentative dell’Umbria e della sua capacità di coniugare eleganza, longevità e modernità.

Sono solo Rossi i 3 Bicchieri 2026 per la piccola Basilicata con due 2022 e due 2024, solo Aglianico del Vulture e attorno a Rionero.

Il gioco si fa più duro con il Veneto dove il Rosso non manca con l’Amarone ma anche il Bianco si fa largo con Soave o Garganega che sia, più gli Charmat da Valdobbiadene che fanno apparire gli spumanti finora assenti. Nessun Recioto

In Calabria trionfa il Cirò Classico Superiore e c’è anche un rosato sempre da uve Gaglioppo.

Da Bibenda arrivano invece tutti i Cinque Grappoli, con alcune aziende che ottengono la tripletta. In testa Gaja, che li conquista con tre Barbaresco – Sorì San Lorenzo, Costa Russi e Sorì Tildin, tutti 2023. Segue Conterno con tre Barolo: Monfortino Riserva 2023, Arione e Cerretta 2022. Tripla anche per La Spinetta, che li ottiene sempre con tre Barbaresco: Galliana e Starderi 2023, più Campé 2022.

In Lombardia un’altra famiglia ottiene il massimo con tre vini: Cà del Bosco, con tre Franciacorta – Dosage Zéro Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2017, Dosage Zéro Vintage Collection e Extra Brut Vintage Collection 2021. In Alto Adige è la Cantina Terlan a realizzare la tripletta, confermando la sua leadership nei bianchi: Terlaner I Primo Grande Cuvée, Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2023 e Pinot Bianco Rarity 2013. Si scende poi in Toscana con Fontodi, che piazza tre 2023: Flaccianello della Pieve, Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo e Terrazze San Leolino.

Le scelte di Golosaria
Golosaria ha già pubblicato i suoi Hundred, sia normali che storici.

premio Outsider Guido Berlucchi Extra Brut Metodo Classico Erbamat

Top dei Top Rossi: Podere San Cristoforo Toscana Petit Verdot Amphora Mari” 2021
Top dei Top Rosati: Poderi Costantini Antonio Colline Pescaresi Cerasuolo d’Abruzzo Superiore 2025
Top dei Bianchi: Piemonte Riesling Tardoché 2023 di Frasca La Guaragna
Top dei Passiti: Greco Bianco Passito Centocamere 2021 di Barone G.R. Macrì
Top dei Top Spumanti: Spumante Metodo Classico 360 2016 di Officina del Sole

L’Emilia compare nella sezione normale con un Gutturnio Superiore Antares 2021 dei Fratelli Piacentini e una Spergola Spumante Brut Ennio 2025 di Zanni Vini. La Romagna invece emerge nella sezione Storici con una cantina di Modigliana che produce il Rubicone Rosso Modi 2023, blend di Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Sempre negli Storici, il Lambrusco di Sorbara Brut Silvia Zucchi 2025 in purezza. Una curiosità arriva dall’Umbria: un solo vino negli Storici, il Vermentino Le Lucciole 2024 di Barberani.

Sono già stati svelati in buona parte i Vini 2027 di DoctorWine, la guida firmata da Daniele Cernilli, che come sempre assegna anche i celebri faccini: uno, due o tre, in base al punteggio ottenuto. La scala è semplice e ormai consolidata: 95–97 punti un faccino, 98 punti due faccini, 99 e 100 punti tre faccini.
Finora, però, tutti i vini rivelati si sono fermati a 97 punti, quindi soltanto un faccino. Mancano ancora all’appello Valle d’Aosta, Piemonte e Toscana prima di lunedì 28 settembre quando verranno rivelati anche i due e tre faccini.

Uno sguardo all’anno scorso aiuta a capire cosa aspettarsi. Nel 2026 i tre faccini, cioè i vini da 99 punti, erano stati assegnati soltanto a poche regioni:

Piemonte, con un Barbaresco e tre Barolo;
Toscana, con due Brunello;
Veneto, con un Super blend bianco e rosso del 2017;
Trentino, con un Super vino a base di Carmenere;
Friuli Venezia Giulia, con una Ribolla e un Collio Sauvignon;
Marche, con un Super vino da uve Grenache (Cannonau).

Molto più articolato, invece, l’elenco dei due faccini 2026, che aveva premiato:

Alto Adige, con due bianchi;
Emilia, con un Vin Santo di Vigoleno;
Toscana, con un lungo elenco di Super Tuscan, un Bolgheri e un Chianti Classico;
Lazio, con un bordolese;
Umbria, con un Sangiovese;
Abruzzo, con un Trebbiano;
Puglia, con un Primitivo di Gioia del Colle e uno di Manduria;
Sicilia, con un Etna Rosso, un blend di Petit Verdot e Cesanese d’Affile, e un Marsala;
Sardegna, con una Malvasia di Bosa Riserva e due Romangia da Cannonau (Grenache).

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3 Bicchieri Gambero Rosso 2027

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LIGURIA
Colli di Luni Vermentino
Giardino dei Vescovi 2024 Giacomelli
Lunae Etichetta Nera 2025 Cantine Lunae Bosoni
Superiore 2025 Ottaviano Lambruschi

Colline di Levanto Vermentino Luccicante 2025 Cà du Ferrà
Dolceacqua Curli 2024 Maccario Dringenberg
Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine 2024 Bruna

VENETO

Amarone della Valpolicella
2022 Montezovo – Famiglia Cottini
Case Vecie 2019 Brigaldara
Classico 2017 Bertani
Classico 2017 Secondo Marco
Classico 2021 Allegrini
Classico 2022 Lorenzo Begali
Classico Albasini 2019 Villa Spinosa
Classico Bosan Riserva 2017 Gerardo Cesari
Classico Ca’ Florian Riserva 2018 Tommasi Viticoltori
Classico Ravazzol 2020 Ca’ La Bionda
Classico Sant’Urbano 2021 Speri
Famiglia Pasqua 2022 Pasqua
Leone Zardini Riserva 2020 Pietro Zardini

Bardolino Classico Superiore 2023 Zeni 1870
Breganze Cabernet Due Santi 2022 Vigneto Due Santi
Campo Sella 2022 Sutto
Capitel Croce 2024 Anselmi
Cartizze Brut La Rivetta 2025 Villa Sandi
Chiaretto di Bardolino Traccia di Rosa 2024 Le Fraghe
Colli Euganei Rosso Ortone Ris. 2022 Quota 101

Conegliano Valdobbiadene
Rive di Colfosco Extra Brut Ponte Rosso 2025 Conte Collalto
Rive di Ogliano Extra Brut 2025 BiancaVigna

Custoza Superiore
Amedeo 2024 Cavalchina
Ca’ del Magro 2024 Monte del Frà

Frank! 2023 Barollo
Lessini Durello Pas Dosé Amedeo Riserva 2022 Ca’ Rugate
Lugana Molceo Riserva 2024 Ottella
Madre 2023 Italo Cescon

Montello Asolo
Il Rosso dell’Abbazia 2022 Serafini & Vidotto
Rosso Merlot Spineda 2021 Loredan Gasparini

Monti Lessini Brut Viola Riserva 2020 Fongaro Spumanti
Prea Bianco 2023 La Collina dei Ciliegi

Soave
Classico Brognoligo Battistelle 2024 Le Battistelle
Classsico Calvarino 2024 Pieropan
Classico Campo Vulcano 2025 I Campi
Classico Monte Carbonare 2024 Suavia
Classico Staforte 2024 Graziano Prà
Superiore Roncà Monte Calvarina Runcata 2024 Dal Cero – Tenuta Corte Giacobbe
Superiore Vigna Il Casale 2024 Agostino Vicentini

Terra dei Forti Pinot Grigio Rivoli 2024 Roeno

Valdobbiadene
Extra Dry Giustino B 2025 Ruggeri & C.
Rive di Campea Extra Brut 2025 Bisol 1542
Rive di Col San Martino Brut Cuvée del Fondatore Graziano Merotto 2025 Graziano Merotto
Rive Di Colbertaldo Asciutto Vigneto Giardino 2025 Adami
Rive di Guia Extra Brut Aldaina al Mas 2025 Andreola
Rive di Refrontolo Extra Brut 2025 De Stefani
Rive di Rua Brut Particella 181 2025 Sorelle Bronca
Rive di San Pietro di Barbozza Extra Brut Grande Cuvée del Fondatore Motus Vitae 2024 Bortolomiol

Valpolicella Nanfrè 2025 Tenuta Sant’Antonio

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50 Best Hotels Italia 2026

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1 (5)
Passalacqua Lake Como -1 (5)

2 (12)
Four Seasons Firenze -3 (9)

3 (18)
Casa Maria Luigia Modena +64 (82)

4 (32)
Bulgari Roma -10 (22)

5 (39)
Portrait Milano +60 (99)

6 (50)
San Domenico Palace Taormina n.e.

7 (58)
Il San Pietro Positano n.e.

8 (60)
Splendido Portofino +23 (83)

9 (62)
Castiglion del Bosco Montalcino n.e.

10 (66)
Orient Express La Minerva Rome n.e.

11 (68)
Forestis Dolomites Bressanone n.e.

12 (84)
Borgo Santandrea Amalfi -31 (53)

13 (88)
Borgo Egnazia Savelletri -25 (63)

14 (91)
Villa Treville Positano n.e.

15 (95)
Reschio Lisciano Niccone -14 (81)

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Key Michelin Hotels Italia 2026

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new 3 Key
Airelles Palladio Venezia

2 Key to 3 Key
Borgo Santandrea Amalfi
Collegio alla Querce Auberge Collection Firenze
Splendido, A Belmond Hotel, Portofino

new 2 Key
Vetera Matera
The Carlton Milan a Rocco Forte Hotel
Villa Treville Positano

Key to 2 Key
Cernobbio Villa d’Este
Splendido Mare, A Belmond Hotel, Portofino

Masseria Torre Maizza, a Rocco Forte Hotel, Savelletri di Fasano

2 Key to Key 2026
JK Place Roma

new Key
Stresa (Vb) Boutique Hotel
Santa Caterina Valfurva (So) Sunny Valley Mountain Lodge
Milano Casa Brera, a Luxury Collection Hotel
Griante Cadenabbia (Co) The Lake Como EDITION
Venezia Orient Express

Anterselva (Bz) Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler

San Lorenzo di Sebato (Bz) Castel Badia

San Lorenzo di Sebato (Bz) Castel Maurn

Villandro (Bz) Ansitz Steinbock
Ancora Cortina d’Ampezzo (Bl)
Redagno (Bz) Berghoferin Fine Hotel & Hideaway
Quattro Castella (Re) Relais Roncolo 1888
Bologna Grand Hotel Majestic
Firenze The James Suite Hotel Firenze 1564
Siena Certosa di Maggiano
Tolentino (Mc) Interno Marche
Perugia Tenuta di Murlo
Roma Anantara Palazzo Naiadi Rome
Roma Corinthia Roma
Locorotondo (Ba) Leonardo Trulli Resort
Bari Bra Hotel
Ostuni (Br) VISTA
Napoli Grand Hotel Parker’s
Capri (Na) La Minerva

Capri (Na) Punta Tragara
Anacapri, Isola di Capri (Na) Caesar Augustus
Pisticci (Mt) Torre Fiore Hotel Masseria

Taormina (Ms) The Ashbee Hotel
Marsala Baglio Oneto
Noto Dimora delle Balze
Cagliari Palazzo Boyl 1840
Porto Cervo Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda
San Pantaleo Petra Segreta Resort & Spa
Aragona Resort Fontes Episcopi

Key to 0
Aethos Monterosa Champoluc (Ao)
Torre di Bellosguardo (Fi)

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Ecco chi ha già vinto con le novità Michelin di Settembre

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Mancano soltanto gli ingressi di ottobre e la lista dei possibili protagonisti della Guida Michelin 2027 – tra stelle, Bib Gourmand e mindful voices – sarà finalmente completa. È brutto da dire, ma il meccanismo è ormai chiaro: a conquistare un upgrade sono quasi sempre gli indirizzi già presenti in guida o che, mese dopo mese, entrano nella selezione online, alimentando l’attenzione dei media per tutto l’anno. Certo, resta quello 0,01% di imprevedibilità che la Michelin rivendica come suo diritto naturale, la possibilità del “botto” inatteso. Ma molti operatori sono scoraggiati dal fatto che, due mesi prima dell’ingresso, arriva la famosa lettera di pre‑avviso. Sarà per il prossimo anno, da gennaio: la routine è ormai consolidata.

Se agosto era stato il mese delle re‑entry, con diversi nomi storici tornati in selezione, i venti di settembre sembrano soffiare in direzione opposta. Le novità sono molte, anche se una retrò spicca: Il Pozzo Osteria a Sant’Angelo in Colle, Montalcino. Un locale che va e viene nelle guide da sempre, ma che rientra tra le nuove segnalazioni. Qui il Bib Gourmand appare quasi certo per novembre, pochi giorni prima della presentazione ufficiale di Piacenza. Il segreto? Una cucina tradizionale ben eseguita, la Cheffe‑proprietaria Paola Binarelli, e il nipote in sala con una selezione impeccabile dei vini locali, anche al bicchiere.

La seconda novità toscana di settembre è la nuova gestione de L’Oca Bonda all’Impruneta: tre giovani chef che hanno scelto di mantenere il nome storico, proponendo però una cucina sorprendentemente di pesce, in un territorio che solitamente tende alla terra. Apertura dal giovedì al lunedì, pranzo e cena.

Il mare torna protagonista anche a Peschiera del Garda, dove BIP Bella Italia Pesce dello chef‑patron Fabio Codognola entra in selezione con il suo ristorante e l’annesso B&B, gestito separatamente. Tutto indipendente anche al 1224 di Cortina d’Ampezzo, nonostante si trovi all’interno dell’Hotel Savoia 5*L e sia, contemporaneamente, la “succursale cittadina” del Baita Piè Tofana di Rumerlo.

Tra le vecchie conoscenze, ritorna il Posta Vecchia di Ladispoli con il ribattezzato Da Aurelio. Sempre nel Lazio compaiono Dieci a Nepi, Quid a Roma e Percorsi al Vecchio Ponte Bracciano.

Il resto delle novità si sposta verso Sud, le isole e l’estremo Est & Ovest:

a Torino, Akoya;
a Trieste, Chimera di Bacco.

Agosto, Guida mia non ti conosco, Michelin non va in ferie

Sono quindici le nuove entrate del mese di agosto 2026 che confluiranno nella Guida Michelin 2027, attesa in versione cartacea a Piacenza giovedì 12 novembre. Un aggiornamento che arriva proprio mentre i diretti interessati rientrano dalle vacanze, e che questa volta porta con sé un elemento inedito: il ritorno di alcuni “soliti noti”, re-entry che fanno sperare in ulteriori ripescaggi futuri, magari dovuti a dimenticanze, fattori imponderabili o cambi di guida, più che a veri stravolgimenti strutturali.

Essere pubblicati sulla Rossa, oggi, è diventato un traguardo sempre più improbabile: anche ristoranti solidi, riconosciuti e funzionanti alla perfezione possono restare fuori. Rientrare, poi, è quasi impossibile. Eppure, proprio questo è accaduto a Tuccino di Polignano a Mare, da sempre considerato il miglior ristorante di pesce d’Italia. Era scomparso dalla Michelin nel 2011 per un errore d’ufficio nella compilazione della scheda, nonostante fosse presente in tutte le guide nazionali con punteggi elevati e nonostante molti si aspettassero una stella. Ora, con il nuovo ingresso, la possibilità della promozione non è solo riaperta: è spalancata.

Dal ristorante pugliese, il patron Pasquale e tutta la famiglia — allargata e comprensiva del Fish Manager Vito Mancini — confermano che l’unica novità è il cambio del menù: una scelta di piatti molto ampia e due percorsi degustazione, ormai diventati obbligatori per chi ambisce alla stella.

Soddisfatta anche Iside De Cesare, che vede entrare in Michelin il suo Terrae a Firenze. Il ristorante, riaperto dopo la pausa estiva e operativo solo la sera, punta chiaramente alla sua seconda stella. Non lontano, un’altra storia di ritorni: il celebre ristorante stellato del Lingotto di Torino, attivo dal 2008 presso Eataly, sarebbe tornato alla sua sede originaria a Ivrea.

A Roma, Carlo Cracco — che non ha bisogno di presentazioni — entra con il suo Viride, mentre lascia definitivamente Castrocaro. Tra le novità agostane compare anche Balzi Rossi, che rientra con il nuovo chef.

Busto Arsizio si conferma una delle località più dinamiche: a giugno era arrivato Deg, ora ad agosto appena passato entra anche Gustoo, guidato dallo chef romeno Vasile Dumitroae. Arrivato in Italia nel vicino Comasco, ha iniziato da zero nel mondo della ristorazione, passando dalla pizza alla cucina contemporanea. Il locale, in pieno centro e a pochi chilometri da Malpensa, prima del Covid proponeva anche pizze gastronomiche solo la sera realizzate con la stessa materia prima dei piatti, in particolare i crudi di pesce. Oggi non mancano le proposte di carne, sempre eccellenti e ben presenti tra i secondi. A pranzo business lunch con altro menù del giorno.

A chi andrà la stella? Difficile dirlo. Da una parte c’è chi predilige il percorso fisso, dall’altra chi propone solo la carta. Nel caso di Gustoo, se il cliente vuole assaggiare più piatti, la cucina ridimensiona le porzioni in modo sartoriale, lasciando spazio anche al dessert. L’ardua sentenza spetta alla Michelin, che finora sembra prediligere percorsi da circa dieci portate, pochi coperti e tavoli rotondi ben distanziati.

Completano il quadro altre nuove entrate: due a Torino, quattro a Roma e provincia, due in Puglia (con anche Monopoli), Milano e provincia di Bergamo, e una in provincia di Vicenza.

Nuovi ristoranti Michelin Italia di Luglio, qualcuno fa il bis e c’è pure il tris

Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.

Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.

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