Il vino è da sempre uno dei temi più battuti dalle guide internazionali, forse il più frequentato in assoluto. Anche ristoranti e hotel non scherzano, ma per loro la voce più autorevole resta la Michelin, che dopo aver rivoluzionato il mondo con stelle e chiavi, ora debutta con un nuovo criptogramma: le Uve. Una scala di segnalazioni – uno, due e tre Uve – che introduce un cambio di prospettiva significativo: non più solo tavole e ospitalità, ma i Domaines e i loro terreni.
Se finora il discorso appariva chiaro parlando di ristoranti e alberghi, questa nuova pubblicazione sposta il fuoco sui suoli, sulle parcelle, sulle denominazioni. E non poteva che partire dalla Bourgogne, la regione-simbolo, che farà da apripista a un’imminente edizione dedicata a Bordeaux. Nessun dilemma cromatico: da Beaune in giù si piantano solo Chardonnay e Pinot Noir, bianco e rosso assicurati.
La Michelin, questa volta, non chiede bottiglie, non valuta annate, non entra nel merito dei prezzi. Per gli addetti ai lavori è quasi una rivoluzione: niente campioni da inviare, niente degustazioni in anteprima. Conta il luogo, la sua storia, la sua identità. E infatti i primi “tre Uve” bourguignonne sono nove: cinque dalla Côte de Nuits, quattro dalla Côte de Beaune, con la presenza dell’unica vigneronne premiata.
L’Italia, a questo punto, non dovrebbe tardare a rivelare i suoi Domaines. E il gioco delle ipotesi è inevitabile: sarà la Toscana, con Montalcino in testa? Oppure il Piemonte, con Langa e quindi Barolo e Barbaresco? Intanto, dalla Francia resta da celebrare la Champagne, che con il suo Metodo Classico è destinata a recitare un ruolo centrale che va oltre al rosso e bianco.
I numeri raccontano la portata del progetto: 94 produttori selezionati, di cui 62 premiati con almeno un’Uva e 32 semplicemente segnalati. Le “due Uve” sono 20, mentre le “tre Uve” arrivano a 33. Una mappa che, come già accade per ristoranti e hotel, fotografa un mondo di eccellenze spesso molto costose. Resta da capire se, come per la ristorazione, nascerà anche un equivalente dei Bib Gourmand del vino.
Fa caldo, anzi si scoppia, ma gli aggiornamenti sui migliori ristoranti del mondo per carta dei vini arrivano puntuali come sempre. E mentre aspettiamo che le temperature si decidano a scendere, annotiamo le insegne italiane che continuano a fregiarsi dei prestigiosi Glass di Wine Spectator. Se non altro, la notizia può offrire un piccolo refrigerio.
Nel firmamento dei riconoscimenti spiccano solo due nuove stelle globali: il Grand Award, il più importante e raro, va quest’anno a Berria di Madrid e al Caruso’s di Montecito, in California. In Italia, invece, tutto immutato: restano sei i ristoranti che detengono il massimo riconoscimento. In testa Enoteca Pinchiorri a Firenze, seguita da La Pergola a Roma, La Ciau del Tornavento nel cuore del Barbaresco, l’Antica Bottega del Vino a Verona con gli Storici dell’Amarone, il Poeta Contadino ad Alberobello e Cracco in Galleria a Milano.
Il vero zoccolo duro, però, resta quello dei Best of Award of Excellence, i celebri “due Glass”. Qui la geografia italiana si fa interessante: ricordiamo che solo 12 locali nel Lazio, 10 in Toscana, 6 in Veneto e Piemonte, 5 in Sicilia, 4 in Campania, 2 in Liguria ed Emilia-Romagna, e un solo rappresentante per Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia e Sardegna, risultano selezionati. Dispiace invece per le Marche, che quest’anno salutano il Palmares con l’uscita de La Gioconda di Gabicce, scivolata da due Glass a zero. Resta in lista solo il locale dei Bizzarri a Rubiera.
La buona notizia arriva dai 14 nuovi ingressi italiani, che si aggiungono ai circa quattromila premiati nel mondo. Un dato che porta l’Italia sul podio globale con 53 insegne, dietro al Canada (152) e al Messico (64). Quattordici ingressi, dunque, a fronte di sette esclusioni.
Sulla Via Emilia, nonostante una perdita quasi tutta romagnola, arriva una nuova bandierina da Milano: Al Baretto Sant’Ambrogio. In Lombardia entra anche L’Aria del Mandarin Oriental Lake Como, mentre Verona rafforza la propria offerta con Iris. Tra Bardolino e Valpolicella fa il suo ingresso, meritatissimo, La Casa degli Spiriti di Costermano, con una vista che da sola vale il viaggio.
Dalla Toscana arrivano due novità: Bistrot Forte dei Marmi, direttamente sulla spiaggia, e Gastone a Firenze, ma perde Tabasco N.6 a Calcinaia in provincia di Pistoia. A Dobbiaco, a pochi chilometri dal confine austriaco, Hebbo conferma la sua vocazione di enoteca di charme all’interno del Glamping & Chalets affacciato sul lago. In Piemonte, nella sottozona di La Morra, entra La Corte chez Stefano Chiarlo.
Il Lazio aggiunge Achilli al Parlamento a Roma e Nando al Pallone a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, entrambi con due Glass. La Sicilia risponde con St. George a Taormina, dove Heinz Beck fa il bis, e con Principe di Belludia a Noto. A fronte di queste due novità, però, l’isola perde Porto Marino Da Salvo a Siracusa. Il Piemonte registra l’uscita di Del Cambio a Torino e di LeBolle a Stresa, compensate da una sola new entry.
Colpo duro per Bellagio e per la Lombardia: spariscono dai Glass sia Salice Blu sia Aperitivo Et Al Wine Bar.
Tra le insegne premiate con un solo Glass entrano quest’anno Dulcis in Fundo a San Gimignano e San Babylon a Roma.
dal 2014 Borgo Antico Pescantina (Vr) Charade Roma
dal 2015 Rinaldi Al Quirinale Roma
dal 2016 Il Convivio Troiani Roma
dal 2018 Duomo Ragusa Pierluigi Roma
dal 2019 Ristorante Do Forni Venezia Ristorante Famiglia Rana Oppeano (Vr)
dal 2020 Langosteria Milano Seta Milano Terrazza Fiorella Massa Lubrense
dal 2021 Ristorante San Giorgio Genova Piazza Duomo Alba (Cn) Ristorante Bilacus Bellagio (Co)
dal 2022 Cortile Spirito Santo Siracusa Cracco Portofino (Ge) Il Pagliaccio Roma
dal 2023 Il Palagio Firenze Al Gatto Nero Torino George Restaurant Napoli Antica Pesa Roma
Principe Cerami Taormina (Me)
Veranda Cernobbio (Co) La Piola Alba (Cn) Zelo Milano Ristorante Don Camillo Siracusa Le Palme Castiadas (Ca) Le Petit Bellevue Cogne (Ao)
dal 2024 Affinatore Milano Atto di Vito Mollica Firenze Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti Imàgo Roma
Osteria del Viandante Rubiera (Re) Ristorante Umberto a Mare Forio (Na) Ristorante Belvedere Il Pantaleone Ravello (Sa) Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)
dal 2025 Tomkat Lucca Tuya Milano La Sosta del Gusto Pontassieve (Fi) Gli Affreschi Cortona (Ar) Gucci Osteria da Massimo Bottura Firenze Acquolina Ristorante Roma
Dal 2026 Iris Verona St. George Restaurant by Heinz Beck Taormina Achilli al Parlamento Roma Al Baretto Sant’Ambrogio Milano Bistrot Forte dei Marmi (Lu) Hebbo Dobbiaco La Casa degli Spiriti Costermano (Ve) La Corte La Morra (Cn) L’Aria Blevio (Co) Nando al Pallone Vitorchiano (Vt) Ristorante Gastone Firenze Principe di Belludia Noto (Sr)
Glass Award of Excellence
dal 2013 Barbacoa Churrascaria Milano
dal 2022 STK Milano
dal 2026 Dulcisinfundo San Gimignano (Si) San Baylon Roma
BOSCARELLI BRAIDA DI GIACOMO BOLOGNA CANALICCHIO DI SOPRA CANTINA TERLANO CAPRILI CARPINETO CASANOVA DI NERI CASTELLO DELLA SALA CASTELLO DI ALBOLA CASTELLO DI MONSANTO CASTELLO ROMITORIO CAVALLOTTO CERETTO COGNO D’ANGELO DAL FORNO ROMANO DUCA DI SALAPARUTA ELENA WALCH ELIO ALTARE EREDI FULIGNI
FATTORIA LE PUPILLE G.B. BURLOTTO GAROFOLI GIACOMO BORGOGNO & FIGLI IL POGGIONE ISOLE E OLENA J. HOFSTÄTTER JERMANN LE MACCHIOLE LUIGI BAUDANA – G.D. VAJRA LVNAE BOSONI MARCHESI DI GRESY MARCO FELLUGA – RUSSIZ SUPERIORE MASSOLINO VIGNA RIONDA NINO FRANCO ODDERO PODERI E CANTINE PASSOPISCIARO PIO CESARE PIRA CHIARA BOSCHIS PRODUTTORI DEL BARBARESCO RATTI RICASOLI ROAGNA ROCCA DELLE MACÌE SAN LEONARDO SANDRONE SELLA&MOSCA SIRO PACENTI ST. MICHAEL-EPPAN WINERY TABARRINI TEDESCHI TENUTA DELLE TERRE NERE VALDICAVA VIE DI ROMANS VIETTI
La Toscana è la regione che, come sempre, ottiene il maggior numero di vini rossi sulle guide nazionali: per Gentleman sarebbero addirittura cinque volumi, tutti curati da esperti e sommelier. Sono 44 le bottiglie provenienti dalle province di Firenze, Siena, Livorno, Pisa, Grosseto e Prato, quest’ultima con tre vini. Parliamo di aziende che raggiungono i punteggi più alti e, soprattutto, riescono a posizionarsi su più pubblicazioni: la cosa più difficile. Essere degustati da Cernilli non significa esserlo anche da Veronelli o da Bibenda: ognuna celebra i propri vini, ed è comprensibile.
Il Piemonte segue con 24 etichette, concentrate soprattutto in Langa e quindi in provincia di Cuneo: 15 Barolo e 6 Barbaresco, con due di questi ultimi sul podio, compresa la numero uno dell’anno. Tutto questo, naturalmente, a patto che le bottiglie vengano inviate gratuitamente alle redazioni dalle aziende produttrici.
Abruzzo e Molise Podere San Biagio de Fermo Torre dei Beati Valentini Rabasco Praesidium Agricolavinica Emidio Pepe Tenuta Terraviva
Alto Adige Thomas Niedermayr Nusserhof Pranzegg Martin Gojer Kuenhof Peter Pliger Manincor Castel Juval Unterortl Alois Lageder In Der Eben Urban Plattner Dornach Patrick Uccelli Garlider Christian Kerschbaumer
Basilicata Elena Fucci Musto Carmelitano Grifalco Calabria ‘A Vita Sergio Arcuri
Campania Cantine Matrone Luigi Maffini Giovanni Iannucci Agnanum Contrada Salandra I Cacciagalli Fontanavecchia Tenuta San Francesco Rocca del Principe Pietracupa Luigi Tecce Ciro Picariello Cantine dell’Angelo
Emilia Romagna Gradizzolo Ognibene Orsi Vigneto San Vito La Tosa Bergianti Vino Terre Vive Vittorio Graziano Camillo Donati Podere Cipolla Denny Bini