La prima selezione delle Uve Michelin 2026

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3 Uve Michelin

Cote des Nuits
Domaine de Cécile Tremblay Chambolle-Musigny & Morey-Saint-Denis
Dugat-Py Gevrey-Chambertin
Roumier Chambolle-Musigny
Domaine de la Romanée-Conti Vosne-Romanée
Leroy Vosne-Romanée

Côte de Beaune
Domaine d’Auvenay Saint-Romain
Coche-Dury Meursault
Jean-Marc & Thomas Bouley Volnay
Hubert Lamy Saint-Aubin

2 Uve Michelin

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Michelin celebra i grandi Chateaux partendo dalla Bourgogne

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Il vino è da sempre uno dei temi più battuti dalle guide internazionali, forse il più frequentato in assoluto. Anche ristoranti e hotel non scherzano, ma per loro la voce più autorevole resta la Michelin, che dopo aver rivoluzionato il mondo con stelle e chiavi, ora debutta con un nuovo criptogramma: le Uve. Una scala di segnalazioni – uno, due e tre Uve – che introduce un cambio di prospettiva significativo: non più solo tavole e ospitalità, ma i Domaines e i loro terreni.

Se finora il discorso appariva chiaro parlando di ristoranti e alberghi, questa nuova pubblicazione sposta il fuoco sui suoli, sulle parcelle, sulle denominazioni. E non poteva che partire dalla Bourgogne, la regione-simbolo, che farà da apripista a un’imminente edizione dedicata a Bordeaux. Nessun dilemma cromatico: da Beaune in giù si piantano solo Chardonnay e Pinot Noir, bianco e rosso assicurati.

La Michelin, questa volta, non chiede bottiglie, non valuta annate, non entra nel merito dei prezzi. Per gli addetti ai lavori è quasi una rivoluzione: niente campioni da inviare, niente degustazioni in anteprima. Conta il luogo, la sua storia, la sua identità. E infatti i primi “tre Uve” bourguignonne sono nove: cinque dalla Côte de Nuits, quattro dalla Côte de Beaune, con la presenza dell’unica vigneronne premiata.

L’Italia, a questo punto, non dovrebbe tardare a rivelare i suoi Domaines. E il gioco delle ipotesi è inevitabile: sarà la Toscana, con Montalcino in testa? Oppure il Piemonte, con Langa e quindi Barolo e Barbaresco? Intanto, dalla Francia resta da celebrare la Champagne, che con il suo Metodo Classico è destinata a recitare un ruolo centrale che va oltre al rosso e bianco.

I numeri raccontano la portata del progetto: 94 produttori selezionati, di cui 62 premiati con almeno un’Uva e 32 semplicemente segnalati. Le “due Uve” sono 20, mentre le “tre Uve” arrivano a 33. Una mappa che, come già accade per ristoranti e hotel, fotografa un mondo di eccellenze spesso molto costose. Resta da capire se, come per la ristorazione, nascerà anche un equivalente dei Bib Gourmand del vino.

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Ecco i Ristoranti 2026 con le Carte in regola secondo Wine Spectator

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Fa caldo, anzi si scoppia, ma gli aggiornamenti sui migliori ristoranti del mondo per carta dei vini arrivano puntuali come sempre. E mentre aspettiamo che le temperature si decidano a scendere, annotiamo le insegne italiane che continuano a fregiarsi dei prestigiosi Glass di Wine Spectator. Se non altro, la notizia può offrire un piccolo refrigerio.

Nel firmamento dei riconoscimenti spiccano solo due nuove stelle globali: il Grand Award, il più importante e raro, va quest’anno a Berria di Madrid e al Caruso’s di Montecito, in California. In Italia, invece, tutto immutato: restano sei i ristoranti che detengono il massimo riconoscimento. In testa Enoteca Pinchiorri a Firenze, seguita da La Pergola a Roma, La Ciau del Tornavento nel cuore del Barbaresco, l’Antica Bottega del Vino a Verona con gli Storici dell’Amarone, il Poeta Contadino ad Alberobello e Cracco in Galleria a Milano.

Il vero zoccolo duro, però, resta quello dei Best of Award of Excellence, i celebri “due Glass”. Qui la geografia italiana si fa interessante: ricordiamo che solo 12 locali nel Lazio, 10 in Toscana, 6 in Veneto e Piemonte, 5 in Sicilia, 4 in Campania, 2 in Liguria ed Emilia-Romagna, e un solo rappresentante per Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia e Sardegna, risultano selezionati. Dispiace invece per le Marche, che quest’anno salutano il Palmares con l’uscita de La Gioconda di Gabicce, scivolata da due Glass a zero. Resta in lista solo il locale dei Bizzarri a Rubiera.

La buona notizia arriva dai 14 nuovi ingressi italiani, che si aggiungono ai circa quattromila premiati nel mondo. Un dato che porta l’Italia sul podio globale con 53 insegne, dietro al Canada (152) e al Messico (64). Quattordici ingressi, dunque, a fronte di sette esclusioni.

Sulla Via Emilia, nonostante una perdita quasi tutta romagnola, arriva una nuova bandierina da Milano: Al Baretto Sant’Ambrogio. In Lombardia entra anche L’Aria del Mandarin Oriental Lake Como, mentre Verona rafforza la propria offerta con Iris. Tra Bardolino e Valpolicella fa il suo ingresso, meritatissimo, La Casa degli Spiriti di Costermano, con una vista che da sola vale il viaggio.

Dalla Toscana arrivano due novità: Bistrot Forte dei Marmi, direttamente sulla spiaggia, e Gastone a Firenze, ma perde Tabasco N.6 a Calcinaia in provincia di Pistoia. A Dobbiaco, a pochi chilometri dal confine austriaco, Hebbo conferma la sua vocazione di enoteca di charme all’interno del Glamping & Chalets affacciato sul lago. In Piemonte, nella sottozona di La Morra, entra La Corte chez Stefano Chiarlo.

Il Lazio aggiunge Achilli al Parlamento a Roma e Nando al Pallone a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, entrambi con due Glass. La Sicilia risponde con St. George a Taormina, dove Heinz Beck fa il bis, e con Principe di Belludia a Noto. A fronte di queste due novità, però, l’isola perde Porto Marino Da Salvo a Siracusa. Il Piemonte registra l’uscita di Del Cambio a Torino e di LeBolle a Stresa, compensate da una sola new entry.

Colpo duro per Bellagio e per la Lombardia: spariscono dai Glass sia Salice Blu sia Aperitivo Et Al Wine Bar.

Tra le insegne premiate con un solo Glass entrano quest’anno Dulcis in Fundo a San Gimignano e San Babylon a Roma.

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Questi gli Italiani tre, due, uno, Glass Wine Spectator dal 1984 ad oggi

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Ristoranti Enoteche Bar Wine Spectator

3 Glass
Grand Award

dal 1984
Enoteca Pinchiorri Firenze

dal 1997
Il Poeta Contadino Alberobello (Ba)

dal 2004
Antica Bottega del Vino Verona

dal 2004
La Pergola Roma

dal 2013
La Ciau Del Tornavento Treiso (Cn)

dal 2019
Ristorante Cracco Milano

2 Glass
Best of Award of Excellence

dal 2008
Acanto Milano

dal 2014
Borgo Antico Pescantina (Vr)
Charade Roma

dal 2015
Rinaldi Al Quirinale Roma

dal 2016
Il Convivio Troiani Roma

dal 2018
Duomo Ragusa
Pierluigi Roma

dal 2019
Ristorante Do Forni Venezia
Ristorante Famiglia Rana Oppeano (Vr)

dal 2020
Langosteria Milano
Seta Milano
Terrazza Fiorella Massa Lubrense

dal 2021
Ristorante San Giorgio Genova
Piazza Duomo Alba (Cn)
Ristorante Bilacus Bellagio (Co)

dal 2022
Cortile Spirito Santo Siracusa
Cracco Portofino (Ge)
Il Pagliaccio Roma

dal 2023
Il Palagio Firenze
Al Gatto Nero Torino
George Restaurant Napoli
Antica Pesa Roma

Principe Cerami Taormina (Me)

Veranda Cernobbio (Co)
La Piola Alba (Cn)
Zelo Milano
Ristorante Don Camillo Siracusa
Le Palme Castiadas (Ca)
Le Petit Bellevue Cogne (Ao)

dal 2024
Affinatore Milano
Atto di Vito Mollica Firenze
Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti
Imàgo Roma

Osteria del Viandante Rubiera (Re)
Ristorante Umberto a Mare Forio (Na)
Ristorante Belvedere Il Pantaleone Ravello (Sa)
Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)

dal 2025
Tomkat Lucca
Tuya Milano
La Sosta del Gusto Pontassieve (Fi)
Gli Affreschi Cortona (Ar)
Gucci Osteria da Massimo Bottura Firenze
Acquolina Ristorante Roma

Dal 2026
Iris Verona
St. George Restaurant by Heinz Beck Taormina
Achilli al Parlamento Roma
Al Baretto Sant’Ambrogio Milano
Bistrot Forte dei Marmi (Lu)
Hebbo Dobbiaco
La Casa degli Spiriti Costermano (Ve)
La Corte La Morra (Cn)
L’Aria Blevio (Co)
Nando al Pallone Vitorchiano (Vt)
Ristorante Gastone Firenze
Principe di Belludia Noto (Sr)

Glass
Award of Excellence

dal 2013
Barbacoa Churrascaria Milano

dal 2022
STK Milano

dal 2026
Dulcisinfundo San Gimignano (Si)
San Baylon Roma

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Le 150 Cantine Selezionate da Wine Spectator in vista di Vinitaly 2026

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Classic
ALTESINO
ANSELMI
ARGIANO
ARGIOLAS
ARNALDO CAPRAI
ARPEPE
BANFI
BELLAVISTA
BENANTI
BERLUCCHI FRANCIACORTA
BERTANI
BIONDI-SANTI TENUTA GREPPO
BISCI
BORGO DEL TIGLIO

BOSCARELLI
BRAIDA DI GIACOMO BOLOGNA
CANALICCHIO DI SOPRA
CANTINA TERLANO
CAPRILI
CARPINETO
CASANOVA DI NERI
CASTELLO DELLA SALA
CASTELLO DI ALBOLA
CASTELLO DI MONSANTO
CASTELLO ROMITORIO
CAVALLOTTO
CERETTO
COGNO
D’ANGELO
DAL FORNO ROMANO
DUCA DI SALAPARUTA
ELENA WALCH
ELIO ALTARE
EREDI FULIGNI

FATTORIA LE PUPILLE
G.B. BURLOTTO
GAROFOLI
GIACOMO BORGOGNO & FIGLI
IL POGGIONE
ISOLE E OLENA
J. HOFSTÄTTER
JERMANN
LE MACCHIOLE
LUIGI BAUDANA – G.D. VAJRA
LVNAE BOSONI
MARCHESI DI GRESY
MARCO FELLUGA – RUSSIZ SUPERIORE
MASSOLINO VIGNA RIONDA
NINO FRANCO
ODDERO PODERI E CANTINE
PASSOPISCIARO
PIO CESARE
PIRA CHIARA BOSCHIS
PRODUTTORI DEL BARBARESCO
RATTI
RICASOLI
ROAGNA
ROCCA DELLE MACÌE
SAN LEONARDO
SANDRONE
SELLA&MOSCA
SIRO PACENTI
ST. MICHAEL-EPPAN WINERY
TABARRINI
TEDESCHI
TENUTA DELLE TERRE NERE
VALDICAVA
VIE DI ROMANS
VIETTI

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2026 Gentleman 100 Red Wine, parola d’ordine: Sangiovese in Chianti e Cabernet Sauvignon a Bolgheri

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La Toscana è la regione che, come sempre, ottiene il maggior numero di vini rossi sulle guide nazionali: per Gentleman sarebbero addirittura cinque volumi, tutti curati da esperti e sommelier. Sono 44 le bottiglie provenienti dalle province di Firenze, Siena, Livorno, Pisa, Grosseto e Prato, quest’ultima con tre vini. Parliamo di aziende che raggiungono i punteggi più alti e, soprattutto, riescono a posizionarsi su più pubblicazioni: la cosa più difficile. Essere degustati da Cernilli non significa esserlo anche da Veronelli o da Bibenda: ognuna celebra i propri vini, ed è comprensibile.

Il Piemonte segue con 24 etichette, concentrate soprattutto in Langa e quindi in provincia di Cuneo: 15 Barolo e 6 Barbaresco, con due di questi ultimi sul podio, compresa la numero uno dell’anno. Tutto questo, naturalmente, a patto che le bottiglie vengano inviate gratuitamente alle redazioni dalle aziende produttrici.

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Chiocciole Aziende Vinicole SlowWine 2026

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Chiocciole 2026 Vini

Abruzzo e Molise
Podere San Biagio
de Fermo
Torre dei Beati
Valentini
Rabasco
Praesidium
Agricolavinica
Emidio Pepe
Tenuta Terraviva

Alto Adige
Thomas Niedermayr
Nusserhof
Pranzegg Martin Gojer
Kuenhof Peter Pliger
Manincor
Castel Juval Unterortl
Alois Lageder
In Der Eben Urban Plattner
Dornach Patrick Uccelli
Garlider Christian Kerschbaumer

Basilicata
Elena Fucci
Musto Carmelitano
Grifalco
Calabria
‘A Vita
Sergio Arcuri

Campania
Cantine Matrone
Luigi Maffini
Giovanni Iannucci
Agnanum
Contrada Salandra
I Cacciagalli
Fontanavecchia
Tenuta San Francesco
Rocca del Principe
Pietracupa
Luigi Tecce
Ciro Picariello
Cantine dell’Angelo

Emilia Romagna
Gradizzolo Ognibene
Orsi Vigneto San Vito
La Tosa
Bergianti Vino Terre Vive
Vittorio Graziano
Camillo Donati
Podere Cipolla Denny Bini

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