La Michelin annuncia la fine delle Stelle Verdi, introdotte nel 2020 per riconoscere l’impegno dei ristoranti verso la sostenibilità. Negli ultimi anni erano diventate una presenza discreta: niente simbolo dedicato in guida, solo un cenno durante la presentazione della stessa e poche righe nel comunicato stampa. Ora, però, la decisione è definitiva. Le stelle verdi non verranno più assegnate. Rimarranno solo quelle già attribuite, almeno pernoi, come un sigillo permanente: gli unici ristoranti che oggi possono vantare il triplo riconoscimento – Tre Stelle, Tre Chiavi e Green Star – restano Single Thread, Bad Ragaz e l’Oustau de Baumanière, ormai irraggiungibili.
Una scelta che fa discutere. Per qualcuno la Guida diventa “sempre più rossa”, e non solo per tradizione. Cosa prenderà il posto della Stella Verde? Da giugno, Mindfull Voices promette una nuova pubblicazione dedicata alla sostenibilità, estesa non solo ai ristoranti ma anche ad alberghi e vini. Un segnale che lascia intendere come il tema non sia affatto archiviato.
Intanto, ci si augura che gli chef continuino a coltivare il proprio orto, a portare in tavola prodotti di casa, a investire in pannelli solari, raccolta differenziata, lotta agli sprechi: tutto ciò che rende una cucina davvero durevole.
L’Italia e le sue Green Star
Nell’edizione 2026 della Guida italiana le stelle verdi sono state 72, su un totale di 394 stellati. Un numero significativo, che racconta un movimento diffuso.
Nella nostra Hall of Fame non possiamo però includere chi, come Tina Marcelli, ha perso la stella verde insieme all’indirizzo Michelin dopo la chiusura del Ristorante Gourmet degli Chalet Amonti in Valle Aurina. Resta invece il Green all’Artifex di Brennero, oggi guidato da Andrea Moccia, dove la cheffe l’aveva conquistata in precedenza.
La storia delle stelle verdi in Italia comincia nel novembre 2020, mentre in Francia erano già comparse qualche mese prima, in pieno periodo Covid, durante la presentazione parigina.
Chi l’ha persa, chi l’ha cambiata, chi non l’ha riconfermata
Non hanno mantenuto la Stella Verde dopo aver cambiato ristorante Antonello Sardi, oggi stellato a Fiesole, e Giorgio Servetto, ora a Verona da Iris solo in rosso. L’unico locale ad aver perso il Green pur conservando la stella classica è Lazzaro 1915 a Pontelongo, con Piergiorgio Siviero: il meno “green” secondo la Michelin.
Una curiosità: Vite di San Patrignano, a Coriano, riporta ancora l’autocertificazione dello chef che aveva ottenuto la Stella Verde nell’edizione 2023, Davide Pontoriere, nonostante oggi ci sia un nuovo chef, già stellato in passato. Mirko Gatti, invece, è stato uno dei pochi a conquistare due volte la Stella Verde: prima con Radici, poi con àbitat a San Fermo della Battaglia. L’ultimo ristorante ha chiuso nell’ottobre 2025, e non ci sarà una terza occasione.
È sparita rapidamente dalla Guida online La Bursch di Campiglia Cervo, nuova Stella Verde 2026, dopo l’uscita della cheffe Erika Gotta.
Il caso St. Hubertus e l’unico chef con due autocertificazioni
Il St. Hubertus di San Cassiano, dopo la ristrutturazione, ha perso sia il Green sia le Tre Stelle. Con la riapertura attende una nuova valutazione: il nuovo concept Shabu Shabu potrebbe aprire scenari inaspettatamente zen.
Infine, un primato nazionale: l’unico chef ad aver firmato due autocertificazioni Green nella Guida italiana è Riccardo Gaspari, con il San Brite e l’El Brite de Larieto, nei dintorni di Cortina d’Ampezzo.
Bar Camparino in Galleria50 Best Bar Milano Historic home of Campari Drink Kong50 Best Bar Roma Vibrant late-night cocktails Freni e Frizioni50 Best Bar Roma Streetside cocktail destination Gucci Giardino50 Best Bar Firenze All-day high-fashion hotspot
Locale Firenze50 Best Bar Firenze Lavish 13th-century setting L’Antiquario50 Best Bar Napoli Speakeasy-inspired den Moebius Milano50 Best Bar Culinary cocktails and experimental cuisine Rita50 Best Bar Milan meets American bar 1930 Milano Highly secretive speakeasy Aguardiente Marina di Ravenna Encyclopaedic rum collection
Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.
Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.
La Basilicata festeggia un doppio ingresso: Aroma e Radino Wine Bistrot a Matera, un’ insegna di questi potrebbe anche ambire alla stella in autunno. E non è l’unico caso di chef che, dopo aver visto molte stelle, decide di mettersi in proprio: Simone Tricarico ha aperto Thelema nel milanese, dalle parti di Caggiano, portando con sé un bagaglio di esperienze importanti.
Si va sul sicuro anche a Fiumicino, dove il Bistrot di Pascucci Mare entra tra le novità di luglio. E cresce la presenza in Guida di Stefano Zanin, che aggiunge una nuova tavola a Lonato del Garda.
Il mese porta anche indirizzi che valorizzano l’ospitalità: dai Dammusi di Cala Creta a Lampedusa, immersi nel Mediterraneo, a Lisander a Malgrate, sul Lago di Como, sponda dei Promessi Sposi.
Chiudono il quadro Terra Arsa a Foggia, Ausa a Isernia, Osteria Stella Masone in Liguria, Partage a Rivarolo Canavese e Entroterra – Trattoria Sostenibile a Teramo. Un mosaico di nuove insegne che conferma quanto la Michelin continui a scandagliare l’Italia con attenzione, mese dopo mese, in attesa del grande appuntamento di novembre.
Era tutto pronto: l’idea, il concept, l’immagine coordinata, la squadra, il progetto degli interni. Era stato aperto anche il cantiere. Poi il resto è noto: lockdown e conseguente interruzione di tutte le attività. Un lungo periodo di quarantena che ha letteralmente “messo in gabbia” l’energia dei giovani protagonisti di questa nuova realtà, frenando brutalmente il percorso intrapreso. Oggi per loro non si parla di rinascita, ma di nuova alba. Una sfida post-Covid19 combattuta con l’ottimismo (non senza esperienza) della gioventù.
Sono dieci gli chef migliori al mondo – con i rispettivi ristoranti – secondo La Liste, la classifica globale che quest’anno celebra la sua decima edizione. Era il 2016 quando chi scrive scoprì per la prima volta quella lunga graduatoria di mille ristoranti sparsi per il pianeta, nata quasi come contraltare all’elenco, molto più snello, dei 50 Best, che già da anni dominavano la scena.
Del resto, quando i Fifty Best debuttarono nel 2002, in redazione accadde qualcosa di simile: a rappresentare l’Italia non c’erano i soliti blasonati tre stelle, ma Checchino a Roma e Alle Testiere a Venezia, un ristorante talmente piccolo che, per servire Acqua Panna e San Pellegrino, avrebbe dovuto rinunciare a due tavoli.
Anche per La Liste la storia si ripete. Dieci anni fa, Da Vittorio – quando i Cerea avevano già conquistato le tre stelle Michelin nel 2010 ma erano ancora un po’ più defilati – risultava l’italiano più in alto in classifica. La notizia, in diretta radiofonica, venne comunicata proprio a Chicco Cerea. Quel primato non solo resiste, ma oggi si consolida con un punteggio massimo arrivato a 99,5, rafforzato nel frattempo dall’apertura di altri “Da Vittorio” nel mondo, ciascuno insignito di due stelle.
Gli altri nove ristoranti al vertice, tutti stranieri, compongono un mosaico globale di altissima cucina. Per la Francia c’è Guy Savoy, nonostante il recente declassamento Michelin a due stelle. Seguono la Germania con Schwarzwaldstube, Hong Kong – e dunque la Cina – con Lung King Heen, gli Stati Uniti con Le Bernardin a New York, la Svizzera con il Cheval Blanc di Basilea, il Giappone con Matsukawa a Minato-ku, ancora gli USA con la Napa Valley e SingleThread, unico tra questi ad aver ottenuto contemporaneamente la stella verde e le tre Chiavi Michelin per l’hotel. Chiudono la lista la Spagna con Martín Berasategui a Lasarte-Oria e Robuchon au Dôme a Macao, ancora in territorio cinese. Tutti, tranne Savoy, vantano tre stelle Michelin.
Accanto ai dieci attuali, merita un ricordo anche l’undicesimo, Benoît Violier, primo numero uno assoluto nella storia de La Liste, senza ex aequo. Un talento straordinario che oggi non è più tra noi.
* (6) Al Portone Lugano Roberto Galizzi Ascolago Ascona Walter Klose Centenario Locarno Gerard Perriard -1 Giardino Ascona Bruno Keist Motto del Gallo Taverne Nico e Josè De La Jglesia new Santabbondio Lugano Frazione Sorengo Martin Dalsass
La domanda che circola con insistenza tra addetti ai lavori e appassionati è semplice solo in apparenza: come si comporterà la Guida Michelin nei confronti di Quattro Passi il prossimo novembre a Piacenza? Il ristorante della famiglia Mellino è ancora ufficialmente uno dei 15 tre stelle italiani, almeno secondo la guida online, ma quest’anno non ha aperto come da tradizione a metà maggio. Un’anomalia che pesa.
La risposta arriverà – oltre che “vivendo” – giovedì 12 novembre al Teatro Lirico di Piacenza, quando verrà presentata l’edizione 2027 della Rossa. E il precedente non è incoraggiante: Marco Sacco fu declassato improvvisamente di due stelle per una situazione simile. È dunque lecito aspettarsi un ridimensionamento, anche se in questo caso la speranza è che la Michelin scelga una via più morbida.
A complicare il quadro c’è la chiusura del locale per l’intera stagione 2026, in attesa della sentenza della Corte d’Appello prevista per ottobre. E non è escluso che, prima ancora della cerimonia, la scheda online del ristorante possa sparire, come talvolta accade in situazioni delicate.
Una storia che conosciamo bene Di Quattro Passi, di Toni Mellino e della sua famiglia avevamo già scritto nella ricostruzione storica dei circa venti ristoranti italiani che hanno ottenuto le tre stelle dal 1986 a oggi. Avevamo persino azzardato qualche previsione, ma non questa.
Il nostro primo incontro con i Mellino risale alla loro partecipazione a Divincibo a Ravenna, quando il ristorante non aveva ancora alcuna stella. Da lì partì un percorso che ci portò a visitarli a Massa Lubrense e a Sant’Agata sui Due Golfi, quell’epicentro gastronomico dove due e tre stelle convivono da decenni. Dormimmo persino nell’albergo oggi al centro della vicenda giudiziaria.
Poi arrivò la prima stella, mentre altri colleghi della zona iniziavano il loro declino: quello fu il secondo passo. Toni era sempre presente, in cucina e in sala, affiancato da maître e sommelier. E come dimenticare quello Spaghettone, un piatto che da solo raccontava un territorio.
La seconda stella arrivò mentre erano già in corso i lavori di ammodernamento del locale, che riaprì puntuale la Pasqua successiva. Il terzo passo fu la scelta di Toni di lasciare la guida al figlio Francesco, rientrato dopo esperienze pluristellate all’estero. Il quarto passo, infine, fu la conquista della terza stella Michelin, assegnata al giovanissimo erede.
Ora il futuro è sospeso Oggi, però, la storia dei Mellino si trova davanti a un bivio inatteso. La Michelin dovrà decidere se confermare la fiducia o se applicare la sua regola più severa: un tre stelle deve essere aperto, operativo e verificabile. La chiusura forzata e la sentenza in arrivo rendono tutto più fragile.
Il 12 novembre, a Piacenza, capiremo quale sarà il quinto passo di questa vicenda: un nuovo inizio, una sospensione o un doloroso arretramento.
40 Anni di Tre Stelle Michelin italiane
Quattro decenni che raccontano una storia fatta di costanza, rivoluzioni silenziose e famiglie che hanno trasformato la cucina in un’eredità culturale. Tra tutte, una brilla più a lungo: Dal Pescatore, a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Sono trentuno anni che il ristorante della famiglia Santini difende senza interruzioni il massimo riconoscimento. Era il 1996 quando Nadia Santini entrò nell’Olimpo delle Tre Stelle, affiancando Gualtiero Marchesi ed Ezio Santin, che poi si sarebbero fermati rispettivamente a undici e sette anni. Oggi Nadia è affiancata dal figlio Giovanni, e insieme rappresentano l’unico caso italiano di continuità assoluta, ulteriormente rafforzata dalla stella verde.
Subito dopo, un’altra donna segna la storia: Annie Féolde, originaria di Villeneuve-Loubet, la città natale di Escoffier. Ottenne la terza stella nel 1993, la perse nel 1995 e la riconquistò solo dopo una profonda ristrutturazione dell’edificio storico che ospita Enoteca Pinchiorri a Firenze. Da vent’anni, dal 2004, la sua terza stella non è più in discussione.
Il primo uomo tra gli attuali Tre Stelle arriva nel 2003: Massimiliano Alajmo, allievo di Marc Veyrat, allora considerato il miglior chef del mondo. Tornato a casa, vicino Padova, Alajmo prende in mano la cucina de Le Calandre, già stellata grazie al lavoro della madre Rita Chimetto tra il 1992 e il 1995. Da allora, la sua terza stella resiste da ventitré anni.
Nel 2006 è la volta di un altro straniero d’adozione: Heinz Beck. Il tedesco, ormai figura centrale della gastronomia italiana, arriva dalle cucine del primo italiano a ottenere tre stelle all’estero: Heinz Winkler, altoatesino trionfatore nel 1981 al Tantris di Monaco, allora il più giovane Tre Stelle al mondo con i suoi 31 anni. Beck, invece, mantiene da ventuno anni le sue tre stelle a La Pergola del Waldorf Cavalieri Hilton di Roma.
Una storia a parte è quella della famiglia Cerea. Dopo una lunga permanenza a due stelle nel centro di Bergamo, raggiungono la terza nel 2010 nella nuova sede di Brusaporto, dove il riconoscimento viene confermato da diciassette anni. Il loro percorso è un crescendo: prima stella nel 1978, seconda dopo diciotto anni, poi quattordici anni di attesa prima del salto nell’élite.
Tra le donne, spicca anche Luisa Valazza, che con Il Sorriso in provincia di Novara ha mantenuto le tre stelle per quindici anni. Il ristorante raggiunse il vertice nel 1998, rimanendovi fino al 2012, quando cedette il passo a una nuova figura piemontese: Enrico Crippa.
Con Piazza Duomo ad Alba, sostenuto dalla famiglia Ceretto, Crippa ha collezionato quattordici edizioni di Tre Stelle, a cui si è aggiunta di recente anche la stella verde. La sua ascesa fu rapidissima: due stelle, poi tre, in un percorso quasi fulmineo.
Nel 2012 arriva anche il traguardo di Massimo Bottura, che con l’Osteria Francescana non solo conquista le Tre Stelle, ma raggiunge per due volte il vertice dei 50 Best Restaurants. Anche qui la Stella Verde in più, mentre nel B&B Casa Maria Luigia siamo a 5 Luxury, l’unico Tre Chiavi del Nord Italia esclusa Venezia.
Infine, Niko Romito: dodici anni di Tre Stelle che hanno portato l’Abruzzo nell’élite mondiale, creando un divario enorme tra il suo ristorante e il resto della scena regionale dal 2014 in poi.
2018: l’inizio della stagione dei “nuovi Tre Stelle”
Il 2018 è l’anno in cui tutti si chiedono se finalmente arriverà un nuovo Tre Stelle. Alcuni chef vengono invitati a cucinare alla presentazione ufficiale, tra cui Norbert Niederkofler, già celebrato come miglior chef mitteleuropeo dai 19/20 del GaultMillau. Quando la Michelin lo promuove anche alla terza stella, rimane sinceramente esterrefatto. Da quel momento si apre una stagione irripetibile: un nuovo Tre Stelle ogni anno, con l’ingresso di nuove regioni. Una corsa che solo il Covid riuscirà a interrompere nel 2021 e 2022.
Val d’Aosta Cavallo Bianco Le Petit Restaurant dell’Hostellerie du Cheval Blanc Aosta Paolo Vai 1977-1983* 1984-1991** 1994** Il Grill G.H.R&G 1997-2000
Piemonte Villa Sassi Torino Silvio Rivolta 1968* 1969-1972 1973-1988* El Toulà Al Gatto Nero Enzo Vannelli Torino 1959-1972* 1973-1980** 1981-1988* Vecchia Lanterna Torino Armando Zanetti 1975-1990* 1991-1995** Flipot Torre Pellice (To) Walter Eynard 1996-2002* 2003-2008**
Il Luogo di Aimo e Nadia Milano 1981-1988* 1989-2002** 2003-2007* 2008-2023** 2024-2026* Il Sole di Ranco Carlo Brovelli (Va) 1980-1986* 1987-1997** 1998-2016* La Scaletta Milano Pina Bellini 1980-1982* 1983-1986** 1987-1993*
Ambasciata Quistello (Mn) Tamani 1986-1992* 1993-2009** 2010-2021* Il Griso Malgrate (Lc) Claudio Prandi 1974-1989* 1990-1994** 1995-2001 Al Bersagliere Goito (Mn) Massimo Ferrari 1983-1995* 1996-2000** 2001-2010*
Miramonti L’Altro Concesio (Bs) Philippe Leveillè 1990-2000* 2001-2025** 2026* Sadler Milano 1992-2002* 2003-2017** 2018-2026*
Peck Milano Daniel Droudaine 1987-1998* Cracco Peck Milano 2002-2003* 2004-2017** Cracco in Galleria 2018-2026*
Trussardi alla Scala Milano Andrea Berton 2008* 2009-2012** Luigi Taglienti 2013-2017* Roberto Conti 2018-2020*
Il Pellicano Hotel Monte Argentario Porto Ercole (Gr) Antonio Guida 2005-2009* 2010-2014** Seta del Mandarin Oriental Milano Antonio Guida 2016* 2017-2026**
Villa Feltrinelli Gargnano (Bs) Stefano Baiocco 2008-2013* 2014-2026**
La Lucanda Osio Sotto Luca Brasi 2003-2008* La Lucanda dell’Hotel Devero Luca Brasi 2009-2010 Ristorante dell’Hotel Devero Cavenago di Brianza (Mb) Enrico Bartolini 2011-2013* 2014-2016** Enrico Bartolini-Mudec Milano Enrico Bartolini 2017-2019** 2020-2026***
Vun dell’H.Park Hyatt Milano Andrea Aprea (2018 – 2021) Andrea Aprea Ristorante Milano Andrea Aprea (2024 – 2026)
Verso Capitaneo Milano Remo e Mario Capitaneo 2024- 2026**
Casual Bergamo 2017-2023* Villa Elena Bergamo Marco Galtarossa e Enrico Bartolini 2024* 2025-2026**
Veneto Antico Martini Venezia Emilio Baldi 1956-1968* 1969-1981** 1982-1987* Harry’s Bar Venezia Giuseppe Rossi e Arrigo Cipriani 1966-1969* 1970-1989** 1990-2000*
Alfredo – El Toulà Treviso Silvano Marcon – Alfredo Beltrame e Arturo Filippini 1968-1971* 1972-1974** 1975-1989*
Dolada Pieve d’Alpago (Bl) Enzo De Pra 1972-1998* 1999-2002** 2003-2026* Il Desco Verona Elia Rizzo 1986-1996* 1997-2014** 2015-2026*
Il Trigabolo Argenta (Fe) Bruno Barbieri Igles Corelli 1984-1991* 1992-1995**
Locanda Solarola Castel Guelfo (Bo) Bruno Barbieri 1997-1999* 2000-2001** Carlo Valeri 2002* Antonella Scardovi 2003-2009* Arquade dell’Hotel Villa del Quar San Pietro in Cariano (Vr) Bruno Barbieri 2002-2004* 2005-2010** Locanda Tamerice Ostellato (Fe) Igles Corelli 1999-2002* Atman Pescia (Pt) 2012-2015* Villa Rospigliosi Lamporecchio Vinci (Fi) 2016-2026*
Met dell’Hotel Metropole Venezia Corrado Fasolato 2006-2009* 2010- 2011** Luca Veritti 2014-2019* Spinechile Schio Corrado Fasolato 2014-2026
Glam di Palazzo Venart Venezia Donato Ascani e Enrico Bartolini supervisor 2018-2019* 2020-2026**
Faro di Capo d’Orso Maiori (Sa) Francesco Sodano 2020-2022* Oseleta Cavaion Veronese (Vr) Giuseppe d’Aquino 2014-2019* Marco Marras 2020-2026* Famiglia Rana Oppeano (Vr) Giuseppe d’Aquino 2023-2024 Francesco Sodano 2025* 2026**
Alto Adige
Trenkerstube dell’Hotel Castel Tirolo Gerhard Wieser (Bz) 2007-2009* 2010-2026** Jasmin dell’Hotel Bischofhof Chiusa/Klausen (Bz) Martin Obermarzoner 2007-2010* 2011-2020** 2021*
Gourmet Stube Einhorn del Romantik Hotel Stafler Campo di Trens/Freienfeld (Bz) Peter Girtler 2009-2015* 2016-2024** 2025-2026*
Terra dell’Hotel Auener Hof Sarentino/Sarntal (Bz) Heinrich Schneider 2009-2016* 2017-2026**
La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares San Cassiano Corrado Fasolato 2002-2005* Claudio Melis 2006-2010 Fabio Cucchelli 2012-2013 Matteo Metullio 2014-2017* 2018-2019** In Viaggio Bolzano Merano Claudio Melis 2019-2026* Harry’s Piccolo Trieste Davide De Pra e Matteo Metullio 2019-2020* 2021-2026**
Trentino Fior di Roccia Vezzano (Tn) Walter Miori 1996-2007* Locanda Margon Trento Walter Miori 2008-2009*
Alfio Ghezzi al Mart Rovereto (Tn) Alfio Ghezzi al Eala Limone sul Garda (Bs)
Friuli Venezia Giulia Boschetti Tricesimo (Ud) Vinicio Dvier 1959-1981* 1982-1987** 1988-1993* Agli Amici Udine Emanuele Scarello 2000-2012* 2013-2026** Harry’s Piccolo Trieste Davide De Pra e Matteo Metullio 2019-2020* 2021-2026**
Emilia Romagna Fini Modena Guido Reggiani e Giorgio Fini 1959-1968* 1969-1981** 1982-1985* 1986-1997** 1998-2009* Franco Clerici Cantarelli Busseto (Pr) Mirella Cantarelli 1963-1969* 1970-1982** San Domenico Imola (Bo) Valentino Marcattilii Massimiliano Mascia 1975-1976* 1977-1989** 1990-1999* 2000-2026**
La Frasca Castrocaro Terme (Fc) Marco Cavallucci 1976-1985* 1986-2008** 2009-2011** Milano Marittima (Ra) 2012-2015*
Antica Osteria del Teatro Piacenza Georges Cogny 1981-1987* Filippo Chiappini Dattilo 1988-1989** 1990-2016*
Il Trigabolo Argenta (Fe) Igles Corelli e Bruno Barbieri 1984-1991*1992-1995** Locanda Solarola Castel Guelfo (Bo) Bruno Barbieri 1997-1999* 2000-2001**
Il Rigoletto Reggiolo (Re) Giovanni D’Amato 2002-2004* 2005-2014** Magnolia Cesenatico (Fc) Alberto Faccani 2006-2017* 2018-2026**
Toscana Sabatini Firenze Vincenzo 1959-1968* 1969-1977** 1978-1979* La Tenda Rossa San Casciano Val di Pesa (Fi) Maria Salcuni 1983-1997* 1998-2008** 2009-2020* Probst Gambero Rosso San Vincenzo (Li) Fulvio Pierangelini 1984-1997* 1998-2009**
Il Pellicano Hotel Monte Argentario Porto Ercole (Gr) Antonio Guida 2005-2009* 2010-2014** Sebastiano Lombardi 2015-2018*
Michele Gioia 2019-2026* Seta del Mandarin Oriental Milano Antonio Guida 2016* 2017-2026**
Bracali Massa Marittima (Gr) Francesco Bracali 1999-2010* 2011-2023** Piccolo Principe del Gran Hotel Principe di Piemonte Viareggio (Lu) Giuseppe Mancino 2009-2012* 2014* 2015-2026** Santa Elisabetta dell’Hotel Brunelleschi Firenze Rocco De Santis 2020* 2021-2026**
Gallopapa Matteo Temperini e Michele Benvenuti 2004-2009* La Sponda Le Sirenuse Positano Matteo Temperini 2012-2019* Campo del Drago dell’Hotel Rosewood Castiglione del Bosco Montalcino (Si) Matteo Temperini 2023-2024* 2025-2026**
Marche Madonnina del Pescatore Senigallia (An) Moreno Cedroni 1996-2006* 2007-2026**
Umbria Vissani Baschi (Tr) Gianfranco Casa 1994* 1995-2019** 2020-2025*
Lazio Ranieri Roma 1965-1970* 1971** 1972-1983* Relais le Jardin Hotel Lord Byron Roma Antonio Sciullo 1983-1985* 1986-1993** 1994-1999* Il Pagliaccio Roma Antony Genovese 2007-2008* 2009-2026**
Oliver Glowig dell’Hotel Aldrovandi Villa Borghese Roma Oliver Glowig 2012-2016** Assaje Mengoni Migliaccio 2017-2021* Borgo San Jacopo Firenze Claudio Mengoni 2022-2026*
La Trota Rivodutri (Ri) Enrico Pezzotti, Sandro e Maurizio Serva 2005-2012* 2013-2022** 2023-2026*
Acquolina Roma Giulio Terrinoni 2009-2016* Acquolina Hostaria in Roma Alessandro Narducci 2017-2018* Acquolina First Luxury Art Roma Daniele Lippi 2019-2022* 2023-2026**
Enoteca La Torre Viterbo Koaro Noda 2011* Enoteca La Torre Villa Laetitia Roma Danilo Ciavattini 2012-2016* Domenico Stile 2017-2022* 2023-2026**
Campania
L’Olivo Capri Palace Anacapri (Na) Oliver Glowig 2005-2008* 2009-2010** Andrea Migliaccio 2011* 2012-2026** Taverna del Capitano Massa Lubrense (Na) Alfonso Caputo 1996-2006* 2007-2012** 2013-2026*
Mosaico Terme Manzi Ischia (Na) Nino di Costanzo 2008-2009* 2010-2015** Giovanni de Vivo 2018-2019* Danì Maison Ischia (Na) Nino Di Costanzo 2017-2026**
Taverna Estia Brusciano (Na) Francesco Sposito 2008-2014* 2015-2026** Oasis Sapori Antichi Giuseppina Pagliarulo, Maria Luisa e Michelina Fischietti e Maria Luongo 2000-2026* Torre del Saracino Vico Equense (Na) Gennaro Esposito e Vittoria Aiello 2001-2008* 2009-2026** Krèsios Telese Terme (Bn) Giuseppe Iannotti 2014-2021* 2022-2026**
Tre Olivi del Savoy Beach Capaccio Paestum (Sa) Giovanni Solofra 2022-2024** 2025-2026* Oliver Glowig George Restaurant dell’Hotel Parker’s Napoli Domenico Candela 2020-2023* 2024-2026**
Piazzetta Milù Castellammare di Stabia (Na) Luigi Salomone 2017-2023 Maicol Izzo 2024-2026** Re Santi e Leoni Nola (Na) Luigi Salomone 2021-2026*
Puglia Al Gambero Taranto Giuseppe e Cosimo Tinelli 1963-1970* 1971-1972** 1973-1975* 1992-1995* Bacco Barletta (Ba) Angela Campana 1990-1991* 1992-1995** 2000-2007* 2009-2014* 2016-2020*
Sicilia Charleston Palermo Francesco Paolo Loveso 1970-1973* 1974-1979** 1980-1995* Mulinazzo Villafrati (Pa) Antonino Graziano 1998-2002* 2003-2005** Duomo Ragusa (Rg) Franco Ciccio Sultano 2004-2005* 2006-2026** La Madia Licata (Ag) Giuseppe Cuttaia 2006-2009* 2010-2026**
Locanda Don Serafino Ragusa Vincenzo Candiano 2008-2013* 2014-2019** 2020-2026* St. George by Heinz Beck dell’Hotel The Ashbee Taormina (Me) Giovanni Solofra Salvatore Iuliano 2019-2022* 2023-2026**
Therasia Resort Lipari Isole Eolie (Me) Davide Guidara I Tenerumi 2023-2025* 2026** Il Cappero Crescenzo Scotti Giuseppe Biuso Onofrio Pagnotto 2015-2025*