Con settembre tornano in libreria le nuove guide che da quest’anno saranno tutte online: si parte dalle Pizzerie, poi toccherà ai Ristoranti e infine ai Vini. È già noto che Francesco Martucci non è più il numero uno nazionale e, di conseguenza, non più “Profeta in Patria”. Rimane però l’attuale numero uno al mondo fino a martedì 15, anche se la nuova classifica mondiale alle porte non potrà confermarlo: i primi quaranta passeranno infatti al verdetto planetario senza variazioni. Resta da capire se Confine riuscirà a superare gli stranieri, sempre più agguerriti.
Il mito di Franco Pepe continua a resistere in molte classifiche internazionali e, fino allo scorso anno, il Gambero Rosso lo valutava con un punteggio altissimo, 97. Eppure, nella Top Ten della Pizz of the Pizz appena calcolata, non compare tra i quattordici esercizi selezionati, sei dei quali ex aequo. Insomma, Pepe in Grani continua a far discutere, e anche Martucci senior sembra cedere lo scettro al fratello Sasà, almeno sul fronte italiano.
Dopo le novità, i vincitori e gli stazionari della 50 Top Pizza 2026, in attesa della Pizz of the Pizz e poi degli Spicchi di settembre, è il momento di osservare il movimento opposto: le retrocessioni dai primi cento e le nuove entrate al fatidico 101. Un viaggio che, come sempre, racconta lo stato di salute della pizza italiana regione per regione.
Nord-Ovest: segnali alterni
In Valle d’Aosta la situazione resta minima: iSaulle sale dalla 95 alla 84, ma non compaiono Eccellenti. Va leggermente meglio in Piemonte, dove due new entry in provincia di Alessandria compensano solo in parte il calo generale: gli Eccellenti scendono da 21 a 15, con molte uscite, alcune positive — come Passaparola Bottega Contemporanea a Vinovo — altre più nette:
A Casa di Pulcinella Torino Cammafà Torino Civico1 Torino Il Pizz’ino Alessandria La Casetta del Gad Oulx Le Due Matote Bossolasco SP143 Tetti Valfré
In Liguria gli Eccellenti restano undici: entra Chiavari, esce Sanremo dopo la chiusura di Senese.
Lombardia: il grande laboratorio
La Lombardia è la regione più dinamica, con numerose new entry a Milano, due in provincia di Pavia, altrettante in quella di Brescia e una sola a Bergamo. In Brianza torna — come un ripescaggio di lusso — Enosteria Lipen a Triuggio, storico Tre Spicchi.
Milano ha appena spento i riflettori sui 50 Top Pizza 2026, e nell’aria si percepiva quella vibrazione particolare che precede le grandi sorprese. Quando è stato annunciato il vincitore, nessuno ha davvero trattenuto il fiato: Confine ha trionfato, come molti avevano intuito da tempo. Non uno scandalo, non un ribaltone, ma un abbraccio ideale che ha unito Nord e Sud nelle prime cinque posizioni, distribuite fra sei locali. Dal campione del mondo all’ultimo arrivato così in alto, la geografia della pizza italiana sembra finalmente ricomporsi.
La lunga missione delle Strade della Mozzarella può dirsi conclusa. Prima la provincia di Caserta, con la sua mozzarella capace di numeri impressionanti; poi Napoli, con una parentesi breve ma intensa come il Fior di Latte; infine la mozzarella salernitana, quella che aveva aperto la strada con il Congresso di Paestum, portando in scena la mitica Bufala. In questo decennio, forse, si poteva gestire meglio il declassamento di Franco Pepe, apripista indiscusso. Ma un colpo di scena serviva, e ora resta da capire se sarà un bene o un male.
Con la nuova numero uno, il discorso sembrava già scritto, pronto per essere pronunciato. E invece, come spesso accade quando si sale su un palco così importante, ciò che era valido fino a un attimo prima rischia di non esserlo più. È un meccanismo noto: lo si è visto anche ai 50 Best Restaurants in passato. Per un Bottura che promette di non spostare la Francescana, c’è stato un Eleven Madison Park che, raggiunta la vetta, ha chiuso, rinnovato tutto e poi è sparito dalla classifica, prima ancora che si finisse nell’Hall of Fame.
Confine, ora primo in classifica, sembra voler migliorare ulteriormente l’offerta. Eppure la sede milanese delle “cinque vie”, una sorta di Wall Street gastronomica, ha favorito un’escalation rapidissima. Nonostante dal menu si possa ordinare una sola pizza da una decina di euro, la maggior parte dei clienti sceglie il percorso degustazione da 85, evitando le proposte più economiche o da Bib Gourmand. Si vedrà: la novità è questa, e guardando i primi cinquanta non emergono scosse telluriche.
La flessione de Il Vecchio e il Mare a Firenze era già prevista, mentre il possibile subentro di Cipriano non si è verificato, neppure nei primi cento ed è finito pari merito a 101 anche quest’anno. Il balzo più impressionante è quello di Palazzo Petrucci a Napoli: con Davide Ruotolo che passa dalla posizione 22 alla 3, un’ascesa sorprendente considerando che sul Gambero Rosso detiene appena due Spicchi con punteggio di soli 80. L’altro exploit in Top Ten è quello di Avenida Calò a Roma, guidato dall’ex tre Spicchi viennese Francesco.
Nessun capitombolo clamoroso, a parte Meunier a Corciano, in Umbria, che ha chiuso. Acqua e Farina a Trento, nuovo tre Spicchi, sale invece dalla 98 alla 32. Rientra dagli Eccellenti Salvo dei Fratelli a Napoli, mentre l’unica new entry è Pizza & Bolle a Roma, che colma il vuoto lasciato dalla chiusura perugina.
Piemonte Fuocofarina Alba (Cn) 87 Vicolo Battisti Asti 84 Il Pizz’ino Alessandria 84
Liguria Senese Sanremo (Im) 3S 90
Lombardia Anima Romita Crema (Cr) 91 Crosta Milano 91 081 Pizzeria Melegnano (Mi) 86 Giolina Milano 86 Bioesserì Milano 85 Vurria Milano Milano 85 Mosso Milano 84 Salvatore Mugnano Pizza e Passione Milano 82 Pizza AM Milano 79