Sono 368 gli Eccellenti oltre a i 100 dei Top Pizza edizione 2026

Dopo le novità, i vincitori e gli stazionari della 50 Top Pizza 2026, in attesa della Pizz of the Pizz e poi degli Spicchi di settembre, è il momento di osservare il movimento opposto: le retrocessioni dai primi cento e le nuove entrate al fatidico 101. Un viaggio che, come sempre, racconta lo stato di salute della pizza italiana regione per regione.

Nord-Ovest: segnali alterni

In Valle d’Aosta la situazione resta minima: iSaulle sale dalla 95 alla 84, ma non compaiono Eccellenti. Va leggermente meglio in Piemonte, dove due new entry in provincia di Alessandria compensano solo in parte il calo generale: gli Eccellenti scendono da 21 a 15, con molte uscite, alcune positive — come Passaparola Bottega Contemporanea a Vinovo — altre più nette:

A Casa di Pulcinella Torino
Cammafà Torino
Civico1 Torino
Il Pizz’ino Alessandria
La Casetta del Gad Oulx
Le Due Matote Bossolasco
SP143 Tetti Valfré

In Liguria gli Eccellenti restano undici: entra Chiavari, esce Sanremo dopo la chiusura di Senese.

Lombardia: il grande laboratorio

La Lombardia è la regione più dinamica, con numerose new entry a Milano, due in provincia di Pavia, altrettante in quella di Brescia e una sola a Bergamo. In Brianza torna — come un ripescaggio di lusso — Enosteria Lipen a Triuggio, storico Tre Spicchi.

La nota dolente è il numero degli Eccellenti: solo 23, erano 28 lo scorso luglio. Undici nuove entrate non bastano a compensare le uscite, fra cui Denis, che lascia i Top dopo essere stato 23. Escono:

300° Gradi Milano (chiuso)
Bioesserì Milano
Bolle Monza
Da Sobb Casirate d’Adda
DaV Milano
Era Pizza Monza
La Filiale Erbusco
La Lanterna Castione della Presolana
La Pizza Popolare Milano
Montegrigna Legnano
Mosso Milano
Nàpiz’ Milano
Piz Milano
Pizza AM Milano
Salvatore Mugnano Pizza e Passione
Sirani Brescia

Veneto: conferme e scatti in avanti

Il Veneto registra cinque nuove Eccellenti: due a Venezia, due in provincia di Treviso, una a Padova e Vicenza. Le presenze salgono da 24 a 25. Alcuni locali avanzano nei Top — Pedrocchino Pizza & Cakes (Campodoro) alla 77, Zio Mò (Legnago) alla 99, Acqua e Farina – Giannattasio (Vicenza) alla 100 — mentre escono definitivamente:

Guglielmo & Enrico Vuolo Verona
Zero81 Treviso

Trentino-Alto Adige: movimenti opposti

Il Trentino ripesca La Cocceria e aggiunge cinque vere novità, salendo a 14 Eccellenti. Escono:

Da Albert
Il Gusto Pizza & Drink
La Talpa 3.0 Baselga di Piné
Pineta Caldonazzo

In Alto Adige tutto fermo: tre presenze, ma salutano 357 e Soulfood a Merano.

Friuli Venezia Giulia: crescita costante

Quattro new entry portano gli Eccellenti a otto (erano sette). Escono:

Casa Pepe Trieste
Antico Grano San Vito al Tagliamento
Da Mario Udine

Emilia-Romagna: lieve contrazione

Da quindici si scende a quattordici Eccellenti: due nuove entrate, un ex Top, quattro uscite definitive:

Chiere Piacenza
Il Rovescio Bologna
L’Angolo di Napoli Reggio Emilia
Maggi 1953  Sant’Agata Bolognese (Bo)

Toscana: una pizza che cambia volto

La Regione passa da 27 a 23 Eccellenti, con dieci uscite:

Acqua e Farina Pontedera
Al Fresco Firenze
Aqaba Sesto Fiorentino
Borderline Campi Bisenzio
Disapore+ Cecina
La Kambusa Massarosa
La Napoletana 2.0 Siena
Pizza Quadra Prato
Capri Pieve a Nievole
A Puteca Tavarnelle Barberino

Le nuove entrate sono sette, con una piccola retrocessione per Gli Allocchi a Marradi.

Centro Italia: movimenti marcati

Nelle Marche gli Eccellenti scendono da 13 a 11: escono Duca (Civitanova), La Scaletta (Ascoli) e sparisce Farina (Pesaro) nonostante i Tre Spicchi. Entra Monte Vidon Corrado.

In Umbria esce Nascostoposto (salito alla 94), mentre lasciano anche Da Andrea, I Cento Passi, Il Sesto Canto. Una sola new entry a Fabro.

In Abruzzo gli Eccellenti raddoppiano: da 8 a 14, grazie a sei nuove entrate tra Teramo, Chieti e L’Aquila.

Molise resta fermo a cinque.

Lazio: dodici dentro, dodici fuori

Il numero degli Eccellenti resta invariato, ma il ricambio è totale: dodici entrano, dodici escono. Fra gli usciti:

Al 384 Roma
Al Grottino Roma
Cimarra 4 Roma
Elysium Roma
Marita Roma
Mater Fiano Romano
N01 Pontinia
Peppo al Cosimato Pontinia
Piccolo Buco Roma
Pucci e Manella Formia
Tondo Roma
Velo Latina

Campania: la regione più viva

Gli Eccellenti salgono a 74, con 27 nuove entrate e diversi upgrade dai Top, tra cui, Salvo Napoli saliti alla 24, Elite Rosso (Alvignano) dalla 59, I Caporale Casalnuovo di Napoli alla 67 e stessa cosa per Carmnella Napoli 78, Tavolo Riservato Napoli alla 79 . Le uscite, inevitabili, includono:

Basta Enzo Bastelli Nola
Casa de Rinaldi N,apoli
Fonderì Napoli
Gusto Pizza Society
La Pineta Castelvenere
Mary Rose Napoli
’O Saraccin Nocera Inferiore
Prisco Boscotrecase
Umberto Napoli
Varnelli Pompei

Sud e Isole: equilibri nuovi

In Puglia gli Eccellenti diventano 34 (+11), con retrocessioni dai Top che causano l’uscita di:

Na Nuvola Statte
Tipozerø Galatina

In Basilicata esce Proxima by Franco Pepe (fine gestione), entra 400 Gradi a Matera.

La Calabria resta a 23, ma con cinque nuove entrate e quattro uscite:

Ammasciata San Marco Argentano
Impasto San Lorenzo del Vallo
Liolà Catanzaro
Lorenzo Fortuna Rende

La Sicilia scende da 29 a 26 Eccellenti, nonostante nove new entry e due promozioni dai Top. Escono:

Bocche di Fuoco Catania
Da Pistritto Favara
Era Ora Siracusa
Forno Santa Maria Palermo
Frida Palermo
In un Angolo di Mondo Acireale
La Braciera Palermo
Mastunicola Palermo
Parà Palermo
Piedimonte 1.0 Rodia
Prandìa Castel di Tusa
Seven Caltanissett
Villa Costanza Palermo

In Sardegna escono Amalfi Pizza e Gin (Cagliari) e Sa Cadrea (Santa Maria Navarrese). Entra Maiori, proveniente dalla 58, e gli Eccellenti restano sei.

Best Pizza 2026 anticamera Mondiale ai 50 Top Pizza Italiani

Ci aspettavamo che fossero i pizzaioli della provincia di Salerno a completare il mosaico delle province che patrocinano Le Strade della Mozzarella, il circuito che da anni alimenta – anche dietro le quinte – l’universo dei Top Pizza. Dopo Caserta, ormai lanciatissima, e Napoli già sul tetto del mondo, sembrava naturale che toccasse a loro. Magari una pizzeria con ambizioni da ristorante, capace di puntare prima al Bib Gourmand e poi, perché no, alla stella Michelin.
E invece no: ai Best Pizza Award, anticamera degli attesi 50 Top Pizza 2026, spuntano i calabresi. Con tutto il rispetto, non era ciò che ci aspettavamo.

Questa classifica mondiale appena presentata prova a fotografare lo stato attuale delle cose. E, sinceramente, con tutto l’affetto per Pepe e i Martucci, mi sarei immaginato in prospettiva un numero uno mondiale tricolore… ma diverso da quello italiano. Un po’ come ai tempi di Santi Santamaria: in Spagna era il non plus ultra, ma nel mondo il titolo spettava a Ferran Adrià. Due piani diversi, due percezioni diverse.

Di Roberto D’Avanzo, lo ammetto, non ho memoria: quando passavo in Calabria c’erano solo rotelle, niente spicchi. Vedremo se questi “Golden Globe” della pizza anticiperanno e confermeranno gli “Oscar” italiani di luglio, come accade ogni anno con i 50 Top Pizza.

Intanto una certezza c’è: Francesco Martucci è davvero il numero uno mondiale confermato anche dai Best Pizza, non ci piove. Non solo con la casa madre, ma anche con la sua pizzeria di Miami, già new entry nei World Top e ora consacrata anche dai Best Pizza Award.
Franco Pepe, invece, avrebbe già mollato il colpo: come nei 50 Best, chi arriva al numero uno finisce per auto-escludersi, perché non può più essere votato con lo stesso locale. Ma nessuno sembra preoccuparsene, e lui è ormai abituato a essere catapultato altrove e comunque l’anno scorso era alla due ai Best pizza 2025.

In grande ascesa Bob Alchimia, che dalla posizione quattro sfiora il primo posto e si conferma anche miglior locale per la birra secondo Slow Food. Sale dalla tredici alla tre Confine, e questo lascia aperte anche altre possibilità ai casertani trapiantati a Milano per il prossimo anno. Nell’immediato ci sarebbe anche lo spazio per una stella o un Bib Gourmand, ma finché il locale collocato nella “Wall Street nazionale” non entra nei nuovi indirizzi Michelin, è impossibile.

Gabriele Bonci, scende alla cinque dalla tre, una sua eventuale numero uno metterebbe d’accordo tutti ma in discesa e comunque si tratta di pizzeria al taglio.
All’ottava scende di un punto anche 180 grammi, che con il suo concetto rivoluzionerebbe tutto, aprendo persino alla pizza turca come impasto e mantenendo una leggerezza sorprendente dell’impasto.
Una numero uno che non dispiacerebbe, anche perché sarebbe “una” donna: e sarebbe uno scoop. Amalia Costantini, felicissima del suo nono posto mondiale stazionaria nei Best Pizza, non risponde ai messaggi: forse si sta ancora riprendendo dalla sbornia di vini calabresi serviti a Milano durante la presentazione. Restare immobile fra tanti colleghi è un’emozione che, confessiamolo, ce la tireremmo tutti… anzi, tutte.

I Tigli restano una presenza fissa, come l’Asador Etxebarri ai fifty best: una volta che arrivi al numero uno, entri nella Hall of Fame e sparisci dalla competizione, meglio non vincere e mantenere la visibilità. Per Simone Padoan arriva un’altra flessione nel suo su e giù, da cinque a undici mondiale Best Pizza.
Sale invece Raf Bonetta, dalla 18 dello scorso anno alla 12 attuale.
Sale Pier Daniele Seu, già sedici nel 2025 e oggi tredici in salita.
Quattro posizioni in meno invece per Clementina a Fiumicino, che chiude la top ten nazionale dei Pizza Award 2026 che sono 1/3 del totale internazionale.

Sarà Profeta in Patria il numero uno Mondiale della Pizza?

L’unico italiano proveniente dall’Italia presente nella nuova 50 Top Pizza USA è Francesco Martucci, che con il suo recente ristorante di Miami debutta direttamente al quinto posto. In vetta alla classifica troviamo invece Antony Mangieri, collega con cui Martucci condivide anche il podio mondiale. Un dato che racconta molto delle caratteristiche del “miglior pizzaiolo del mondo”: popolare, certo, ma soprattutto capace di replicare all’estero un livello qualitativo all’altezza della casa madre di Caserta, elemento che finora era un po’ mancato.

Tutto ciò accade mentre si attende la più patriottica delle classifiche, 50 Top Pizza Italia, la cui presentazione è prevista – come sempre – per luglio. Nell’attesa, vale la pena osservare cosa è successo nell’ultimo anno nelle due pubblicazioni più autorevoli del settore, mentre la Pizz of the Pizz si prepara ad aggiornare, in una notte di mezza estate, le posizioni più alte e i punteggi più significativi.

L’escalation si apre al numero 71 con Gli Allocchi di Marradi (FI), forte della presenza nei primi cento di 50 Top Pizza e dei 2 Spicchi del Gambero Rosso. Una notorietà che si riflette anche in Romagna, dove è superato soltanto da O’ Fiore Mio a Faenza, luogo in cui tutto ebbe inizio. Il numero ridotto di posizioni è dovuto a una ventina di ex aequo e alla presenza di locali valutati solo da Top Pizza e non dal Gambero Rosso.

Proseguendo, Biga a Milano occupa il 70, mentre la prima nuova entrata è Maturazioni a San Giuseppe Vesuviano (NA), al 69. Tra i picchi più alti spiccano Pizzeria La Passeggiata a Priverno (LT) al 66 e il nuovo tre Spicchi Acquaefarina a Trento, anch’esso al 66. Seguono Extremis a Roma (56), Màdia a Salerno (49), Raf Bonetta 19 a Pozzuoli e Confine a Milano, che conquista la numero 2.

La flessione più drammatica è quella di Gigi Pipa alla 28 a Este, che ha perso il terzo Spicchio, chiuso la sede di Padova e oggi apre soltanto la sera. Perde terreno, pur mantenendo i tre Spicchi, anche Il Vecchio e il Mare a Firenze, segnato dalla dipartita di Cipriano e ora al 36.

Tra le novità, a Orvieto entra finalmente anche sul Gambero Rosso con due Spicchi Claudio al Vicolo a 64; seguono Pizzarè a Rizziconi (RC) al 60, Don Antonio a Salerno al 50, L’Ammaccata a Casal Velino al 40 e Avenida Calò al 30 (già tre Spicchi a Vienna), la più alta nuova entrata della Pizz of the Pizz di inizio 2026.

Resta ora da capire se tra i nuovi e inediti segnalati dal Gambero Rosso 2026 ci saranno ulteriori sorprese. A partire proprio da Mario Cipriano, che ha mantenuto i tre Spicchi nel suo locale fiorentino aperto a dicembre 2024, ma che ancora non compare nei Top, nonostante il valore riconosciuto.

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