Ci aspettavamo che fossero i pizzaioli della provincia di Salerno a completare il mosaico delle province che patrocinano Le Strade della Mozzarella, il circuito che da anni alimenta – anche dietro le quinte – l’universo dei Top Pizza. Dopo Caserta, ormai lanciatissima, e Napoli già sul tetto del mondo, sembrava naturale che toccasse a loro. Magari una pizzeria con ambizioni da ristorante, capace di puntare prima al Bib Gourmand e poi, perché no, alla stella Michelin.
E invece no: ai Best Pizza Award, anticamera degli attesi 50 Top Pizza 2026, spuntano i calabresi. Con tutto il rispetto, non era ciò che ci aspettavamo.
Questa classifica mondiale appena presentata prova a fotografare lo stato attuale delle cose. E, sinceramente, con tutto l’affetto per Pepe e i Martucci, mi sarei immaginato in prospettiva un numero uno mondiale tricolore… ma diverso da quello italiano. Un po’ come ai tempi di Santi Santamaria: in Spagna era il non plus ultra, ma nel mondo il titolo spettava a Ferran Adrià. Due piani diversi, due percezioni diverse.
Di Roberto D’Avanzo, lo ammetto, non ho memoria: quando passavo in Calabria c’erano solo rotelle, niente spicchi. Vedremo se questi “Golden Globe” della pizza anticiperanno e confermeranno gli “Oscar” italiani di luglio, come accade ogni anno con i 50 Top Pizza.
Intanto una certezza c’è: Francesco Martucci è davvero il numero uno mondiale confermato anche dai Best Pizza, non ci piove. Non solo con la casa madre, ma anche con la sua pizzeria di Miami, già new entry nei World Top e ora consacrata anche dai Best Pizza Award.
Franco Pepe, invece, avrebbe già mollato il colpo: come nei 50 Best, chi arriva al numero uno finisce per auto-escludersi, perché non può più essere votato con lo stesso locale. Ma nessuno sembra preoccuparsene, e lui è ormai abituato a essere catapultato altrove e comunque l’anno scorso era alla due ai Best pizza 2025.
In grande ascesa Bob Alchimia, che dalla posizione quattro sfiora il primo posto e si conferma anche miglior locale per la birra secondo Slow Food. Sale dalla tredici alla tre Confine, e questo lascia aperte anche altre possibilità ai casertani trapiantati a Milano per il prossimo anno. Nell’immediato ci sarebbe anche lo spazio per una stella o un Bib Gourmand, ma finché il locale collocato nella “Wall Street nazionale” non entra nei nuovi indirizzi Michelin, è impossibile.
Gabriele Bonci, scende alla cinque dalla tre, una sua eventuale numero uno metterebbe d’accordo tutti ma in discesa e comunque si tratta di pizzeria al taglio.
All’ottava scende di un punto anche 180 grammi, che con il suo concetto rivoluzionerebbe tutto, aprendo persino alla pizza turca come impasto e mantenendo una leggerezza sorprendente dell’impasto.
Una numero uno che non dispiacerebbe, anche perché sarebbe “una” donna: e sarebbe uno scoop. Amalia Costantini, felicissima del suo nono posto mondiale stazionaria nei Best Pizza, non risponde ai messaggi: forse si sta ancora riprendendo dalla sbornia di vini calabresi serviti a Milano durante la presentazione. Restare immobile fra tanti colleghi è un’emozione che, confessiamolo, ce la tireremmo tutti… anzi, tutte.
I Tigli restano una presenza fissa, come l’Asador Etxebarri ai fifty best: una volta che arrivi al numero uno, entri nella Hall of Fame e sparisci dalla competizione, meglio non vincere e mantenere la visibilità. Per Simone Padoan arriva un’altra flessione nel suo su e giù, da cinque a undici mondiale Best Pizza.
Sale invece Raf Bonetta, dalla 18 dello scorso anno alla 12 attuale.
Sale Pier Daniele Seu, già sedici nel 2025 e oggi tredici in salita.
Quattro posizioni in meno invece per Clementina a Fiumicino, che chiude la top ten nazionale dei Pizza Award 2026 che sono 1/3 del totale internazionale.
Sarà Profeta in Patria il numero uno Mondiale della Pizza?
L’unico italiano proveniente dall’Italia presente nella nuova 50 Top Pizza USA è Francesco Martucci, che con il suo recente ristorante di Miami debutta direttamente al quinto posto. In vetta alla classifica troviamo invece Antony Mangieri, collega con cui Martucci condivide anche il podio mondiale. Un dato che racconta molto delle caratteristiche del “miglior pizzaiolo del mondo”: popolare, certo, ma soprattutto capace di replicare all’estero un livello qualitativo all’altezza della casa madre di Caserta, elemento che finora era un po’ mancato.
Tutto ciò accade mentre si attende la più patriottica delle classifiche, 50 Top Pizza Italia, la cui presentazione è prevista – come sempre – per luglio. Nell’attesa, vale la pena osservare cosa è successo nell’ultimo anno nelle due pubblicazioni più autorevoli del settore, mentre la Pizz of the Pizz si prepara ad aggiornare, in una notte di mezza estate, le posizioni più alte e i punteggi più significativi.
L’escalation si apre al numero 71 con Gli Allocchi di Marradi (FI), forte della presenza nei primi cento di 50 Top Pizza e dei 2 Spicchi del Gambero Rosso. Una notorietà che si riflette anche in Romagna, dove è superato soltanto da O’ Fiore Mio a Faenza, luogo in cui tutto ebbe inizio. Il numero ridotto di posizioni è dovuto a una ventina di ex aequo e alla presenza di locali valutati solo da Top Pizza e non dal Gambero Rosso.
Proseguendo, Biga a Milano occupa il 70, mentre la prima nuova entrata è Maturazioni a San Giuseppe Vesuviano (NA), al 69. Tra i picchi più alti spiccano Pizzeria La Passeggiata a Priverno (LT) al 66 e il nuovo tre Spicchi Acquaefarina a Trento, anch’esso al 66. Seguono Extremis a Roma (56), Màdia a Salerno (49), Raf Bonetta 19 a Pozzuoli e Confine a Milano, che conquista la numero 2.
La flessione più drammatica è quella di Gigi Pipa alla 28 a Este, che ha perso il terzo Spicchio, chiuso la sede di Padova e oggi apre soltanto la sera. Perde terreno, pur mantenendo i tre Spicchi, anche Il Vecchio e il Mare a Firenze, segnato dalla dipartita di Cipriano e ora al 36.
Tra le novità, a Orvieto entra finalmente anche sul Gambero Rosso con due Spicchi Claudio al Vicolo a 64; seguono Pizzarè a Rizziconi (RC) al 60, Don Antonio a Salerno al 50, L’Ammaccata a Casal Velino al 40 e Avenida Calò al 30 (già tre Spicchi a Vienna), la più alta nuova entrata della Pizz of the Pizz di inizio 2026.
Resta ora da capire se tra i nuovi e inediti segnalati dal Gambero Rosso 2026 ci saranno ulteriori sorprese. A partire proprio da Mario Cipriano, che ha mantenuto i tre Spicchi nel suo locale fiorentino aperto a dicembre 2024, ma che ancora non compare nei Top, nonostante il valore riconosciuto.
