Ecco i vincitori di The Fork Awards 2026 secondo gli stellati

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Ogni anno, tra classifiche e guide che si moltiplicano soprattutto nei periodi più caldi, torna puntuale un’iniziativa ormai consolidata: i The Fork Awards, giunti alla loro ottava edizione. L’evento mette in luce i nuovi ristoranti prenotabili online, abbinandoli a Chef di ristoranti stellati che li hanno personalmente segnalati. Una curiosità: quasi tutti i mentori hanno almeno una stella Michelin. Le eccezioni sono poche e significative — Paolo Morelli, che la stella l’ha avuta a lungo; Stéphane Zippl, ancora detentore della Stella Verde; e Viviana Varese, oggi premiata con le 3 Chiavi di Passalacqua. Sono loro gli unici “non stellati” chiamati a indicare i nuovi talenti.

Il meccanismo è semplice: il ristorante più votato online tra le nuove aperture vince. Ma, proprio come accade agli Oscar, essere in gara è già una forma di riconoscimento.

Quest’anno, il ristorante emergente più sostenuto dagli Chef stellati e pluristellati è Sextantio, in Abruzzo, all’interno dell’omonimo Albergo Diffuso premiato con la Chiave Michelin. Un consenso sorprendente: un tre stelle, due due stelle, due una stella e un tre Spicchi hanno indicato la stessa realtà. Merito forse della location visionaria creata da Daniel Kihlgren, maestro dei rifugi d’autore, ma soprattutto del lavoro dello Chef Executive Dino Como.

Di fatto, Sextantio avrebbe già vinto solo per la forza delle sue segnalazioni: Gennaro Esposito, Donato Ascani, Niko Romito, Michele Lazzarini, Arcangelo Tinari, Claudio Mengoni e Franco Pepe hanno espresso il loro apprezzamento. Un parterre che parla da sé.

A questo punto, l’elenco degli altri 47 concorrenti diventa quasi superfluo: la maggior parte può contare su un solo mentore. Eppure, alcune realtà spiccano. Stecca Roma raccoglie più segnalazioni grazie a Gian Marco Bianchi (Al Madrigale, Tivoli), Gianfranco Pascucci (Al Porticciolo, Fiumicino) e Daniele Usai (Tino, Fiumicino). Thelema ottiene il sostegno di Andrea Berton a Milano, Simone Cantafio La Stua de Michil a Corvara, Alessandro Negrini e Fabio Pisani di Aimo e Nadia a Milano, Sara Scarsella di Sintesi ad Ariccia e Giancarlo Perbellini del XII Apostoli a Verona.

A Torino, Spirito Osteria viene segnalata da Michelangelo Mammoliti, fresco delle tre stelle de La Rei Natura, Giancarlo Morelli e Davide Palluda di All’Enoteca a Canale. Nino Osteria con Cucina conquista sia Antonio Guida del Seta a Milano, sia Chiara Pavan e consorte a Venissa. Nomos Ante a Roma riceve l’apprezzamento di Gabriele Boffa supportato da Enrico Bartolini in Piemonte e Anthony Genovese de Il Pagliaccio Roma.

C’è anche una pizzeria segnalata da due Chef: Sasà Martucci Milano, indicato da Giuseppe Torrisi e Andrea Aprea. Infine, Somnium a Eboli, scelto da Peppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense; Francesco Sodano, nuovo due stelle a Casa Rana nel Veronese; e Giuseppe Iannotti del Kresios a Telese Terme.

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Bibenda, Golosaria e Gambero Rosso rivelano i Vini 2027

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Arrivano le prime Guide dopo l’estate, quelle che resistono ancora in formato cartaceo – quando possibile – mentre il mondo degli hotels appena presentati è ormai passato definitivamente all’online. Da oggi, in anteprima, compaiono i Tre Bicchieri del Gambero Rosso, e si parte dal profondo Sud con la Sicilia. A quanto sembra, quest’anno sono i bianchi a dominare sui rossi, nonostante l’Etna continui a regalare un Nerello Mascalese straordinario, spesso accompagnato da quel 5% di Nerello Cappuccio che ne completa la piacevolezza. Vedremo poi se a Bolgheri il Vermentino riuscirà davvero a superare il rosso nelle degustazioni nelle altre Regioni alla fine del countdown.

Per il momento, il Rolle – o la Favorita, a seconda delle latitudini – continua a essere il vitigno bianco più diffuso del Mediterraneo, capace di adattarsi con naturalezza tanto alle zone costiere quanto alle aree interne. Spesso si nasconde sotto la denominazione Cote, presentandosi con strutture leggere, quasi trasparenti nel colore, e con quella immediatezza che lo ha reso un compagno fedele della tavola mediterranea.

Ben diversa è la storia nei Colli di Luni, dove il vitigno assume un carattere più deciso e una personalità che domina l’intera Liguria, da La Spezia fino a Ventimiglia. È proprio qui, al confine con la Toscana, che la Liguria ottiene il maggior numero di bottiglie con Tre Bicchieri 2027, confermando ancora una volta il ruolo di questo territorio come porta d’ingresso della grande qualità.

Da Bibenda arrivano invece tutti i Cinque Grappoli, con alcune aziende che ottengono la tripletta. In testa Gaja, che li conquista con tre Barbaresco – Sorì San Lorenzo, Costa Russi e Sorì Tildin, tutti 2023. Segue Conterno con tre Barolo: Monfortino Riserva 2023, Arione e Cerretta 2022. Tripla anche per La Spinetta, che li ottiene sempre con tre Barbaresco: Galliana e Starderi 2023, più Campé 2022.

In Lombardia un’altra famiglia ottiene il massimo con tre vini: Cà del Bosco, con tre Franciacorta – Dosage Zéro Cuvée Annamaria Clementi Riserva 2017, Dosage Zéro Vintage Collection e Extra Brut Vintage Collection 2021. In Alto Adige è la Cantina Terlan a realizzare la tripletta, confermando la sua leadership nei bianchi: Terlaner I Primo Grande Cuvée, Terlano Pinot Bianco Vorberg Riserva 2023 e Pinot Bianco Rarity 2013. Si scende poi in Toscana con Fontodi, che piazza tre 2023: Flaccianello della Pieve, Chianti Classico Gran Selezione Vigna del Sorbo e Terrazze San Leolino.

Le scelte di Golosaria
Golosaria ha già pubblicato i suoi Hundred, sia normali che storici.

Top dei Bianchi: Piemonte Riesling Tardoché 2023 di Frasca La Guaragna
Top dei Passiti: Greco Bianco Passito Centocamere 2021 di Barone G.R. Macrì
Top dei Top Spumanti: Spumante Metodo Classico 360 2016 di Officina del Sole

L’Emilia compare nella sezione normale con un Gutturnio Superiore Antares 2021 dei Fratelli Piacentini e una Spergola Spumante Brut Ennio 2025 di Zanni Vini. La Romagna invece emerge nella sezione Storici con una cantina di Modigliana che produce il Rubicone Rosso Modi 2023, blend di Merlot, Sangiovese e Cabernet Sauvignon. Sempre negli Storici, il Lambrusco di Sorbara Brut Silvia Zucchi 2025 in purezza. Una curiosità arriva dall’Umbria: un solo vino negli Storici, il Vermentino Le Lucciole 2024 di Barberani.

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3 Bicchieri Gambero Rosso 2027

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LIGURIA
Colli di Luni Vermentino
Giardino dei Vescovi 2024 Giacomelli
Lunae Etichetta Nera 2025 Cantine Lunae Bosoni
Superiore 2025 Ottaviano Lambruschi

Colline di Levanto Vermentino Luccicante 2025 Cà du Ferrà
Dolceacqua Curli 2024 Maccario Dringenberg
Riviera Ligure di Ponente Pigato Le Russeghine 2024 Bruna

SICILIA
Biancoviola 2024 Aldo Viola
Cerasuolo di Vittoria 2024 Feudi del Pisciotto

Etna Bianco
A’ Puddara 2024 Tenuta di Fessina
Anthemis 2024 Monteleone
Arrigo 2023 Alta Mora
Contrada Arcuria 2024 Restivo
Contrada Cottanera 2022 Cottanera
Contrada Pietrarizzo 2024 Francesco Tornatore
Muganazzi 2024 Graci
Superiore Contrada Volpare Frontebosco 2025 Maugeri

Etna Rosso
Calderara Sottana 2024 Girolamo Russo
Cavanera Rovo delle Coturnie Contrada Marchesa 2022 Firriato
Rosso Contrada Vign. Monte Gorna V. V. Ris. 2020 Cantine Nicosia
Rosso V. Barbagalli 2023 Pietradolce

Faro
2024 Le Casematte
Palari 2021 Palari

Grotta dell’Oro 2025 Hibiscus
Infatata 2025 Caravaglio
Magaggiaro Mandrarossa 2025 Cantine Settesoli – Mandrarossa
Marsala Superiore Secco 2016 Francesco Intorcia Heritage
Passito di Pantelleria Ben Ryè 2023 Donnafugata

Sicilia (Super)
Acini di Grillo 2025 Possente
a Grillo Firma del Tempo Riserva 2024 Cantine Fina
Grillo Tasca d’Almerita Withaker Mozia 2025 Tasca d’Almerita
Grillo Trisole 2025 Cantine Birgi
Kheirè Grillo Ris. 2024 Tenuta Gorghi Tondi
Nerello Mascalese 2023 Feudo Arancio
Nero d’Avola Duca Enrico 2022 Duca di Salaparuta
Nero d’Avola Saia 2024 Feudo Maccari
Noto Santa Cecilia 2023 Planeta
Zibibbo 2025 Barraco

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50 Best Hotels Italia 2026

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1 (5)
Passalacqua Lake Como -1 (5)

2 (12)
Four Seasons Firenze -3 (9)

3 (18)
Casa Maria Luigia Modena +64 (82)

4 (32)
Bulgari Roma -10 (22)

5 (39)
Portrait Milano +60 (99)

6 (50)
San Domenico Palace Taormina n.e.

7 (58)
Il San Pietro Positano n.e.

8 (60)
Splendido Portofino +23 (83)

9 (62)
Castiglion del Bosco Montalcino n.e.

10 (66)
Orient Express La Minerva Rome n.e.

11 (68)
Forestis Dolomites Bressanone n.e.

12 (84)
Borgo Santandrea Amalfi -31 (53)

13 (88)
Borgo Egnazia Savelletri -25 (63)

14 (91)
Villa Treville Positano n.e.

15 (95)
Reschio Lisciano Niccone -14 (81)

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Key Michelin Hotels Italia 2026

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new 3 Key
Airelles Palladio Venezia n.e.

2 Key to 3 Key
Borgo Santandrea Amalfi
Collegio alla Querce Auberge Collection Firenze
Splendido, A Belmond Hotel, Portofino

new 2 Key
Vetera Matera
The Carlton Milan a Rocco Forte Hotel
Villa Treville Positano

Key to 2 Key
Cernobbio Villa d’Este
Splendido Mare, A Belmond Hotel, Portofino
Masseria Torre Maizza, a Rocco Forte Hotel, Savelletri di Fasano

new Key
Anacapri, Isola di Capri Caesar Augustus

Anterselva Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler
Aragona Resort Fontes Episcopi
Bari Bra Hotel
Bologna Grand Hotel Majestic
Cagliari Palazzo Boyl 1840
Capri La Minerva

Capri Punta Tragara
Cortina d’Ampezzo Ancora Cortina
Firenze The James Suite Hotel Firenze 1564
Griante Cadenabbia The Lake Como EDITION
Locorotondo Leonardo Trulli Resort
Marsala Baglio Oneto
Milano Casa Brera, a Luxury Collection Hotel
Napoli Grand Hotel Parker’s
Noto Dimora delle Balze
Ostuni VISTA
Perugia Tenuta di Murlo
Pisticci Torre Fiore Hotel Masseria
Porto Cervo Romazzino, A Belmond Hotel, Costa Smeralda
Quattro Castella Relais Roncolo 1888
Redagno Berghoferin Fine Hotel & Hideaway
Roma Anantara Palazzo Naiadi Rome
Roma Corinthia Rome
San Lorenzo di Sebato Castel Badia
San Lorenzo di Sebato Castel Maurn
San Pantaleo Petra Segreta Resort & Spa
Santa Caterina Valfurva Sunny Valley Mountain Lodge
Siena Certosa di Maggiano
Stresa Boutique Hotel

Taormina The Ashbee Hotel
Tolentino Interno Marche
Venezia Orient Express Venezia
Villandro Ansitz Steinbock

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Ecco chi ha già vinto con le novità Michelin di Settembre

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Mancano soltanto gli ingressi di ottobre e la lista dei possibili protagonisti della Guida Michelin 2027 – tra stelle, Bib Gourmand e mindful voices – sarà finalmente completa. È brutto da dire, ma il meccanismo è ormai chiaro: a conquistare un upgrade sono quasi sempre gli indirizzi già presenti in guida o che, mese dopo mese, entrano nella selezione online, alimentando l’attenzione dei media per tutto l’anno. Certo, resta quello 0,01% di imprevedibilità che la Michelin rivendica come suo diritto naturale, la possibilità del “botto” inatteso. Ma molti operatori sono scoraggiati dal fatto che, due mesi prima dell’ingresso, arriva la famosa lettera di pre‑avviso. Sarà per il prossimo anno, da gennaio: la routine è ormai consolidata.

Se agosto era stato il mese delle re‑entry, con diversi nomi storici tornati in selezione, i venti di settembre sembrano soffiare in direzione opposta. Le novità sono molte, anche se una retrò spicca: Il Pozzo Osteria a Sant’Angelo in Colle, Montalcino. Un locale che va e viene nelle guide da sempre, ma che rientra tra le nuove segnalazioni. Qui il Bib Gourmand appare quasi certo per novembre, pochi giorni prima della presentazione ufficiale di Piacenza. Il segreto? Una cucina tradizionale ben eseguita, la Cheffe‑proprietaria Paola Binarelli, e il nipote in sala con una selezione impeccabile dei vini locali, anche al bicchiere.

La seconda novità toscana di settembre è la nuova gestione de L’Oca Bonda all’Impruneta: tre giovani chef che hanno scelto di mantenere il nome storico, proponendo però una cucina sorprendentemente di pesce, in un territorio che solitamente tende alla terra. Apertura dal giovedì al lunedì, pranzo e cena.

Il mare torna protagonista anche a Peschiera del Garda, dove BIP Bella Italia Pesce dello chef‑patron Fabio Codognola entra in selezione con il suo ristorante e l’annesso B&B, gestito separatamente. Tutto indipendente anche al 1224 di Cortina d’Ampezzo, nonostante si trovi all’interno dell’Hotel Savoia 5*L e sia, contemporaneamente, la “succursale cittadina” del Baita Piè Tofana di Rumerlo.

Tra le vecchie conoscenze, ritorna il Posta Vecchia di Ladispoli con il ribattezzato Da Aurelio. Sempre nel Lazio compaiono Dieci a Nepi, Quid a Roma e Percorsi al Vecchio Ponte Bracciano.

Il resto delle novità si sposta verso Sud, le isole e l’estremo Est & Ovest:

a Torino, Akoya;
a Trieste, Chimera di Bacco.

Agosto, Guida mia non ti conosco, Michelin non va in ferie

Sono quindici le nuove entrate del mese di agosto 2026 che confluiranno nella Guida Michelin 2027, attesa in versione cartacea a Piacenza giovedì 12 novembre. Un aggiornamento che arriva proprio mentre i diretti interessati rientrano dalle vacanze, e che questa volta porta con sé un elemento inedito: il ritorno di alcuni “soliti noti”, re-entry che fanno sperare in ulteriori ripescaggi futuri, magari dovuti a dimenticanze, fattori imponderabili o cambi di guida, più che a veri stravolgimenti strutturali.

Essere pubblicati sulla Rossa, oggi, è diventato un traguardo sempre più improbabile: anche ristoranti solidi, riconosciuti e funzionanti alla perfezione possono restare fuori. Rientrare, poi, è quasi impossibile. Eppure, proprio questo è accaduto a Tuccino di Polignano a Mare, da sempre considerato il miglior ristorante di pesce d’Italia. Era scomparso dalla Michelin nel 2011 per un errore d’ufficio nella compilazione della scheda, nonostante fosse presente in tutte le guide nazionali con punteggi elevati e nonostante molti si aspettassero una stella. Ora, con il nuovo ingresso, la possibilità della promozione non è solo riaperta: è spalancata.

Dal ristorante pugliese, il patron Pasquale e tutta la famiglia — allargata e comprensiva del Fish Manager Vito Mancini — confermano che l’unica novità è il cambio del menù: una scelta di piatti molto ampia e due percorsi degustazione, ormai diventati obbligatori per chi ambisce alla stella.

Soddisfatta anche Iside De Cesare, che vede entrare in Michelin il suo Terrae a Firenze. Il ristorante, riaperto dopo la pausa estiva e operativo solo la sera, punta chiaramente alla sua seconda stella. Non lontano, un’altra storia di ritorni: il celebre ristorante stellato del Lingotto di Torino, attivo dal 2008 presso Eataly, sarebbe tornato alla sua sede originaria a Ivrea.

A Roma, Carlo Cracco — che non ha bisogno di presentazioni — entra con il suo Viride, mentre lascia definitivamente Castrocaro. Tra le novità agostane compare anche Balzi Rossi, che rientra con il nuovo chef.

Busto Arsizio si conferma una delle località più dinamiche: a giugno era arrivato Deg, ora ad agosto appena passato entra anche Gustoo, guidato dallo chef romeno Vasile Dumitroae. Arrivato in Italia nel vicino Comasco, ha iniziato da zero nel mondo della ristorazione, passando dalla pizza alla cucina contemporanea. Il locale, in pieno centro e a pochi chilometri da Malpensa, prima del Covid proponeva anche pizze gastronomiche solo la sera realizzate con la stessa materia prima dei piatti, in particolare i crudi di pesce. Oggi non mancano le proposte di carne, sempre eccellenti e ben presenti tra i secondi. A pranzo business lunch con altro menù del giorno.

A chi andrà la stella? Difficile dirlo. Da una parte c’è chi predilige il percorso fisso, dall’altra chi propone solo la carta. Nel caso di Gustoo, se il cliente vuole assaggiare più piatti, la cucina ridimensiona le porzioni in modo sartoriale, lasciando spazio anche al dessert. L’ardua sentenza spetta alla Michelin, che finora sembra prediligere percorsi da circa dieci portate, pochi coperti e tavoli rotondi ben distanziati.

Completano il quadro altre nuove entrate: due a Torino, quattro a Roma e provincia, due in Puglia (con anche Monopoli), Milano e provincia di Bergamo, e una in provincia di Vicenza.

Nuovi ristoranti Michelin Italia di Luglio, qualcuno fa il bis e c’è pure il tris

Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.

Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.

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Questi i nuovi ingressi sulla Guida Michelin 2027 Italia

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Nuovi indirizzi Michelin 2027

Settembre
Abbamele Osteria MAMOIADA (Nu)
Ulìa ARZACHENA (Ss)
Percorsi al Vecchio Ponte BRACCIANO (Rm)
Dal Pittore CAGLIARI 
Aurea Osteria Contemporanea CAGLIARI 
1224 Restaurant CORTINA D’AMPEZZO (Bl)
Seasons FORIO D’ISCHIA (Na)
Luigi Lepore – Casa Koplè FRANCAVILLA ANGITOLA (Vv)
Casa Scarica Cucina Da Vivere GRAGNANO (Na)
L’Oca Bonda IMPRUNETA (Fi)
Trattoria da Pina di Maniaci ISOLA VULCANO (Ms)
Da Aurelio LADISPOLI (Rm)
Dieci NEPI (Vt)
Osteria Arbustico PAESTUM (Sa)
Bella Italia Pesce PESCHIERA DEL GARDA (Vr)
QUID ROMA (Rm)

Il Pozzo SANT’ANGELO IN COLLE (Si)
Chimera di Bacco TRIESTE
Convivial TUSCANIA (Vt)
Akoya TORINO

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Il gioco d’azzardo attira ma con la Michelin SudOvest americana c’è chi preferisce le zone di Wil E. Coyote

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Dopo quindici anni di silenzio, Michelin torna a Las Vegas. La guida dedicata alla città del gioco era apparsa solo nelle edizioni 2008 e 2009, quando l’unico ristorante a ottenere le tre stelle fu quello di Joël Robuchon. Oggi, nella nuova selezione American Southwest 2026 – che comprende anche Arizona, New Mexico, il resto del Nevada e Utah – quel tre stelle storico scende a due, segnando simbolicamente la distanza tra la Las Vegas di allora e quella di oggi.

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La Migliore Pizza Mondiale parla sempre italiano anche a Londra

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È Michele Pascarella il nuovo numero uno al mondo nella classifica 50 Top Pizza. Al secondo posto troviamo Antony Mangieri, che nel 2024 aveva raggiunto la vetta mondiale, eguagliando il ritorno al primo posto di Francesco Martucci, oggi quarto in coppia con Seu. A completare il podio, il nuovo numero uno italiano della classifica nazionale, Francesco Capece.

La doppia presenza del patron de I Masanielli nella classifica mondiale – dopo la new entry alla numero quattro USA con Miami – non si è concretizzata come ci auguravamo, e sarà necessario attendere il prossimo anno per capire se riuscirà a salire ulteriormente.

Il Paese considerato numero uno quest’anno, dopo l’Italia nel 2022 con Caserta e Napoli e dopo New York nel 2024 con gli Stati Uniti, è il Regno Unito, con Londra che conquista la vetta. Per trovare un’altra nazione oltre queste tre bisogna scendere alla numero sei, dove si colloca il Brasile, seguito da Giappone, Spagna, Cile, Australia, Colombia, Cina e Francia, quest’ultima presente solo alla ventiduesima posizione con Tonino Cogliano.

Napoli on the Road, oggi locale numero uno al mondo, aveva debuttato nella prima edizione World del 2022 alla posizione 63, mentre Londra figurava al numero 15 con 50 Kalò. Entrambi salgono l’anno successivo, ma è nel 2024 che Ciro Salvo scende dalla sette alla nove, venendo superato dall’ascesa del collega nella City, che si piazza alla numero cinque e rimane stabile fino all’anno scorso.

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