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Locale Firenze50 Best Bar Firenze Lavish 13th-century setting L’Antiquario50 Best Bar Napoli Speakeasy-inspired den Moebius Milano50 Best Bar Culinary cocktails and experimental cuisine Rita50 Best Bar Milan meets American bar 1930 Highly secretive speakeasy Aguardiente Bar Aguardiente Encyclopaedic rum collection
Milano ha appena spento i riflettori sui 50 Top Pizza 2026, e nell’aria si percepiva quella vibrazione particolare che precede le grandi sorprese. Quando è stato annunciato il vincitore, nessuno ha davvero trattenuto il fiato: Confine ha trionfato, come molti avevano intuito da tempo. Non uno scandalo, non un ribaltone, ma un abbraccio ideale che ha unito Nord e Sud nelle prime cinque posizioni, distribuite fra sei locali. Dal campione del mondo all’ultimo arrivato così in alto, la geografia della pizza italiana sembra finalmente ricomporsi.
La lunga missione delle Strade della Mozzarella può dirsi conclusa. Prima la provincia di Caserta, con la sua mozzarella capace di numeri impressionanti; poi Napoli, con una parentesi breve ma intensa come il Fior di Latte; infine la mozzarella salernitana, quella che aveva aperto la strada con il Congresso di Paestum, portando in scena la mitica Bufala. In questo decennio, forse, si poteva gestire meglio il declassamento di Franco Pepe, apripista indiscusso. Ma un colpo di scena serviva, e ora resta da capire se sarà un bene o un male.
Con la nuova numero uno, il discorso sembrava già scritto, pronto per essere pronunciato. E invece, come spesso accade quando si sale su un palco così importante, ciò che era valido fino a un attimo prima rischia di non esserlo più. È un meccanismo noto: lo si è visto anche ai 50 Best Restaurants in passato. Per un Bottura che promette di non spostare la Francescana, c’è stato un Eleven Madison Park che, raggiunta la vetta, ha chiuso, rinnovato tutto e poi è sparito dalla classifica, prima ancora che si finisse nell’Hall of Fame.
Confine, ora primo in classifica, sembra voler migliorare ulteriormente l’offerta. Eppure la sede milanese delle “cinque vie”, una sorta di Wall Street gastronomica, ha favorito un’escalation rapidissima. Nonostante dal menu si possa ordinare una sola pizza da una decina di euro, la maggior parte dei clienti sceglie il percorso degustazione da 85, evitando le proposte più economiche o da Bib Gourmand. Si vedrà: la novità è questa, e guardando i primi cinquanta non emergono scosse telluriche.
La flessione de Il Vecchio e il Mare a Firenze era già prevista, mentre il possibile subentro di Cipriano non si è verificato, neppure nei primi cento. Il balzo più impressionante è quello di Palazzo Petrucci a Napoli: con Davide Ruotolo che passa dalla posizione 22 alla 3, un’ascesa sorprendente considerando che sul Gambero Rosso detiene appena due Spicchi con punteggio di soli 80. L’altro exploit in Top Ten è quello di Avenida Calò a Roma, guidato dall’ex tre Spicchi viennese Francesco.
Nessun capitombolo clamoroso, a parte Meunier a Corciano, in Umbria, che ha chiuso. Acqua e Farina a Trento, nuovo tre Spicchi, sale invece dalla 98 alla 32. Rientra Salvo dei Fratelli a Napoli, mentre l’unica new entry è Pizza & Bolle a Roma, che colma il vuoto lasciato dalla chiusura perugina.
Luglio porta con sé quindici nuove entrate italiane nella Guida Michelin, in attesa della presentazione ufficiale dell’edizione 2027 prevista a novembre a Piacenza. Un mese vivace, che parla soprattutto romagnolo: il riminese continua a muoversi, con Borgo San Giuliano che accoglie il terzo locale firmato Canzian, mentre a Torriana torna alla ribalta Casa Gasperoni, guidata oggi da Giuseppe, già stellato. Una coppia di nomi che ormai sembra giocare in casa quando si parla di novità sulla Rossa.
Pochi chilometri più a nord di dove avverrà la presentazione, verso Cremona, è invece Lorenzo Barbieri a rompere il ghiaccio: il suo Ginkgo riporta in Guida la cucina italiana, dopo anni in cui la città del Torrone e di Stradivari era rappresentata soltanto da un indirizzo giapponese.
La Basilicata festeggia un doppio ingresso: Aroma e Radino Wine Bistrot a Matera, un’ insegna di questi potrebbe anche ambire alla stella in autunno. E non è l’unico caso di chef che, dopo aver visto molte stelle, decide di mettersi in proprio: Simone Tricarico ha aperto Thelema nel milanese, dalle parti di Caggiano, portando con sé un bagaglio di esperienze importanti.
Si va sul sicuro anche a Fiumicino, dove il Bistrot di Pascucci Mare entra tra le novità di luglio. E cresce la presenza in Guida di Stefano Zanin, che aggiunge una nuova tavola a Lonato del Garda.
Il mese porta anche indirizzi che valorizzano l’ospitalità: dai Dammusi di Cala Creta a Lampedusa, immersi nel Mediterraneo, a Lisander a Malgrate, sul Lago di Como, sponda dei Promessi Sposi.
Chiudono il quadro Terra Arsa a Foggia, Ausa a Isernia, Osteria Stella Masone in Liguria, Partage a Rivarolo Canavese e Entroterra – Trattoria Sostenibile a Teramo. Un mosaico di nuove insegne che conferma quanto la Michelin continui a scandagliare l’Italia con attenzione, mese dopo mese, in attesa del grande appuntamento di novembre.
Qualcuno la chiama ristorazione balneare. E, a ben vedere, non ha tutti i torti. Per decenni le guide gastronomiche hanno rivolto lo sguardo quasi esclusivamente ai ristoranti dell’entroterra: locali aperti tutto l’anno, sale interne, cucine strutturate. Il mare, invece, restava sullo sfondo, come se la ristorazione in riva alle onde fosse un fenomeno stagionale, marginale, quasi folkloristico.
Poi basta aprire l’app CucinaMare – giunta alla sua terza edizione – per rendersi conto che quel mondo sommerso non solo esiste, ma pullula di indirizzi vivaci, contemporanei, spesso aperti 365 giorni l’anno, a pranzo e a cena, con crostacei e bollicine come linguaggio comune. Le regioni alpine restano fuori per ovvie ragioni – Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino e Alto Adige – ma le isole entrano in scena con forza, contribuendo a un totale che supera i 460 locali censiti.
Ed è qui che accade qualcosa di inatteso: le località considerate “minori” si ravvivano, compaiono segnalazioni sorprendenti, spesso inaspettate persino per gli stessi gestori, abituati a sognare la Michelin e per il momento non si vantano su Instagram. Una guida del genere, probabilmente, la Rossa non la farà mai, nonostante abbia appena ampliato il proprio raggio d’azione ai vini, oltre che agli hotel e ai ristoranti. Ma CucinaMare, nel suo percorso, non rinuncia a includere i grandi nomi: dalle tre stelle di Uliassi a Senigallia al due stelle di Gennaro Esposito a Vico Equense, pur non essendo direttamente sul mare, fino alla costellazione delle insegne a una stella.
DI peranzana Monocultivar Peranzana 2025 Di Molfetta Frantoiani Puglia Heros Monocultivar Frantoio 2025 Frantoio Oleario Francesco Santinelli Lazio Sabina Dop 2025 Roberta Marcoaldi Lazio Leccino Vigoroso Monocultivar Coratina 2025 Frantolio Acri Calabria
Tre Foglie 2026-2027 I migliori oli di oliva italiani Gambero Rosso Più di 30 euro
Piemonte Olio Smeraldo Bio 2025 Agricola Agorà Trino (Vc) Leccino Monocultivar Leccio del Corno 2025 Oliveti Giachino Front (To)
Liguria Monocultivar Razzola 2025 Belfiore Magra (Sp) Da 26 a 30 euro Pria Grossa Monocultivar Colombaia 2025 Varigotti (Sv) Domenico Ruffino
Lombardia Monocultivar Casaliva 2025 Comincioli Puegnago del Garda (Bs) Tondello Dop Laghi Lombardi 2025 Olio Gaiatto Frantoio Perledo (Lc)
Veneto Dop Veneto Valpolicella 2025 La Contarina Illasi (Vr) Grignano Fioi 2025 Frantoio Famiglia Orlandi Illasi (Vr) Grignano Monocultivar Grignano 2025 Frantoio Bonamini Illasi (Vr) Da 26 a 30 euro Selezione Premium 2025 Colle d’Oro sul Lago Palazzuolo di Sona (Vr) Frantoio Riva Jacur Blend 2025 Luciano Breda Sernaglia della Battaglia (Tv) Frantoio Green Selection 2025 Frantoio di Cornoleda Cinto Euganeo (Pd) Rasara
Trentino 46° Parallelo Monocultivar Casaliva 2025 Frantoio di Riva del Garda Origini 2025 OlioCRU Riva del Garda Casaliva Olio Extravergine di Oliva Bio 2025 Madonna delle Vittorie Arco Favolosa FS17
Emilia Romagna Dop Brisighella Monocultivar Nostrana di Brisighella 2025 Palazzo di Varignana (Bo) Nobildrupa Monocultivar Ghiacciola 2025 CAB Terra di Brisighella (Ra) Monocultivar Ghiacciola 2025 Oleificio Corazza Rimini
new 3 Pani 2027 Mauro Petronella Bakery Altamura (Ba) Panificio Settecroste Galatina (Le) Forno di Lambrate Milano Tondo Forno Radicale Milano L’arte del Grano Davoli (Cz) Panequaglia Sant’Urbano (Pd) Pagna Panificio Artigianale Trieste Kentos Il Pane dei Centenari Cagliari
Premi Speciali 2027 Panificio dell’anno Pezz de Pane Frosinone Roberta Pezzella Panificatore emergente Massimo Ingegni Ingrano Forno Artigianale Mercatello sul Metauro (Pu) La Novità dell’anno Le Lucciole di Lucca Giulia Foppoli Pane e territorio Ilo Pane Pensiero Vercelli Luca Giannino
Panificatori che hanno fatto la storia Premio 40 anni Gambero Rosso Gabriele Bonci Panificio Bonci Roma Davide Longoni Pane Milano Ezio Marinato Marinato Cinto Caomaggiore (Ve) Eugenio Pol Vulaiga Fabello (Vc)
Perdono i 3 Pani Jerian Trieste -1 Pank La Blangeria Firenze -1 Panificio Adriatico Bari -1
3 Pani 2026
Valle d’Aosta Le Coin Du Pain Saint Christophe (Ao)
Piemonte Panetteria Ribotta Barge (Cn) new Panetteria Fagnola dal 1923 Bra (Cn) Cuore di pane bio Cabella Ligure (Al) Vulaiga Fobello (Vc) Marcarino Roddino Roddino (Cn) Grano – Fornai in Fermento Santena (To) Ficini Torino Perino Vesco Torino Luca Scarcella Torino Spoto Bakery Torino
Lombardia Cerere – L’Atelier del Pane Triuggio (Mb)