In attesa delle Chiavi Michelin 2026 avanzano gli Oli Resort
Va dove ti porta l’olio. Perché i tempi in cui si partiva verso ristoranti considerati vere istituzioni, nazionali e internazionali, sono finiti. Quelle insegne che per decenni hanno rappresentato un’epoca oggi non ci sono più. E mentre il fine dining si interroga sul proprio futuro – spesso senza aver mai davvero guadagnato, nonostante prezzi elevati – il pubblico e i cuochi sembrano orientarsi verso la trattoria, verso un ritorno alla semplicità.
In questo vuoto di certezze, avanzano le guide dedicate ai singoli prodotti: vino, olio. E si scopre che chi quei prodotti li crea ha saputo trasformare la propria attività in un’esperienza, rendendo finalmente redditizio ciò che un tempo era solo lavoro agricolo. L’ospitalità, ormai, ruota attorno al vino: in Spagna, i Tre Chiavi Michelin sono tutti Wine Resort. Con l’olio non siamo ancora a quel livello, ma i segnali sono incoraggianti.
La culla è la Toscana, e la città è Firenze. Anche la Puglia osserva da lontano con buone prospettive. È bastato un giro tra frantoi e aziende agricole dei Colli Fiorentini per ritrovarsi in splendide ville medicee e intuire che, molto probabilmente, venerdì 18 settembre – con la nuova assegnazione delle Chiavi Michelin agli hotel – potrebbero arrivare novità importanti per il nostro Paese.
Si parte dalla Dimora del Ghirlandaio, indirizzo segnalato dalla Guida Rossa Hotels da circa un anno. Le sue due ville e la suite appartenute al celebre maestro del ’400 – che ebbe tra i suoi giovani allievi anche Buonarroti – oggi ospitano una produzione olearia premiata con le Due Foglie del Gambero Rosso.
E come non citare il Verrocchio, che dà il nome al ristorante di Villa La Massa, già detentrice delle Due Chiavi Michelin, e che produce un olio “on Arno”. Siamo a Bagno a Ripoli: la bottiglietta è disponibile sugli scaffali anche per gli ospiti esterni e per chi frequenta la piscina.
Non possono mancare i Medici. In una delle loro dimore, la produzione olearia di Malenchini ha ottenuto le Tre Foglie, grazie al suo “Crepuscolo” Bio. Siamo alla Villa Medicea di Lilliano, a Grassina, dove anche la vicina frazione di La Torre offre appartamenti di grande pregio, piscina e zona breakfast. L’offerta gastronomica è interamente costruita su wine & oil tasting, dalla mattina alla sera.
Poi c’è lo Chef dell’Olio, Andrea Perini, che opera a I Vicelli, borgo riservato agli adulti durante la bella stagione. A colazione, pranzo e cena si consulta una vera carta degli oli, con produzioni toscane e selezioni provenienti dalle regioni più vocate, oltre all’olio della casa, l’Al 588. Qui avviene la magia: si sceglie la bottiglia o la proposta al bicchiere da abbinare ai piatti. E il martedì sera, anche alla pizza.
Due Foglie anche per l’olio dei Frescobaldi, prodotto a Castello di Nipozzano, poco sopra Pontassieve, dove la ricettività si divide anche tra il Quartino dello chef Dario Landi e Castello di Pomino, a circa 600 metri d’altezza.
A Marignolle, un antico relais – definito “ameno” dalla Michelin cartacea dei decenni scorsi – produce un proprio olio. Qui, oltre al breakfast su richiesta, si può cenare; durante il giorno funziona una scuola di cucina che attira ospiti interni ed esterni.
La vera chicca è a Impruneta, in una parte nascosta della località, all’interno della tenuta di Villa Triboli, dove si cela anche un lago. Nella fattoria si produce un unico olio, premiato con le Due Foglie Rosse, che spesso ottiene il massimo. I packaging sono vari e acquistabili anche online: dalla bottiglietta in metallo che protegge dalla luce alla bag-in-box da più litri. Non è possibile alloggiare nella splendida residenza, abitata dalla famiglia proprietaria: e dunque non potrà ambire alle Tre Chiavi.
Fuori gioco anche La Gramigna, a Sieci, che ha ottenuto Tre Foglie con il proprio Olio Grullo, forte di una produzione 2025 pari a una tonnellata. Nei dintorni, ricettività diffusa: ville per famiglie numerose e appartamenti nel centro di Firenze.
Verso Siena ma sempre in provincia di Firenze al Castello di Vicchiomaggio due Foglie all’IGP Toscano Bio e novità 2026 alcune nuove ville si sono aggiunte all’offerta ricettiva e saranno aperte tutto l’anno assieme al Ristorante, siamo nel Chianti Classico a Greve.
