In Francia oltre alle Stelle e alle Chiavi ci sono i Palace

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Se, come me, avete sempre pensato che il “Palace dei Palace” fosse il Carlton di Cannes, è il momento di ricredersi. La Francia ha appena rinnovato la lista dei trentatré alberghi cinque stelle che possono fregiarsi del titolo di Palace, un riconoscimento che va oltre la semplice classificazione alberghiera. In Italia, invece, sopravvive ancora la “elle maiuscola”, quel raro sigillo che pochi hotel del Tricolore possono esibire e che supera lo standard del cinque stelle tradizionale.

Meglio chiarirlo subito: quando si parla di Palace francesi, rientrano anche le “colonie”, come lo Cheval Blanc ai Caraibi, a Saint-Barthélemy, raggiungibile con un normale volo Air France. Una curiosità che ricorda un po’ la storia dei Savoiardi — introvabili oltralpe — o delle borse da spiaggia Saint Barth, souvenir italianissimi che già a Menton spariscono, figurarsi nella loro presunta terra d’origine. Insomma, mai dare nulla per scontato.

La mappa dei Palace si concentra soprattutto a Parigi: ben tredici, con due nuove entrate e altrettanti declassamenti. Courchevel segue con cinque strutture, tutte stagionali, aperte solo d’inverno. Nel resto dell’Esagono si registrano movimenti significativi: alcune località perdono il titolo a favore di altre. Biarritz, ad esempio, cede il passo a Cannes grazie al Martinez sulla Croisette che non detiene Chiavi anche come località, forse meno iconico del Carlton ma ora più titolato. Sulla Manica, invece, l’Hotel du Palais perde il titolo nonostante le sue due Chiavi Michelin.

A Parigi, dopo sette anni di splendore, retrocedono il Park Hyatt Vendôme e il Mandarin Oriental in Rue Saint-Honoré, entrambi senza Chiavi Michelin. A loro si aggiunge il Byblos di Saint-Tropez, decaduto già da tempo. Tutti rientrano nella categoria dei “semplici” cinque stelle.

A prendere il loro posto nella capitale sono tre nomi pesanti: Bulgari, Cheval Blanc e Fouquet’s. Fuori Parigi, entrano nel firmamento dei Palace anche il Royal Champagne e il Four Seasons Megève, destinati a mantenere il titolo per i prossimi anni.

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10 Chef al vertice da Cina, Usa, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Giappone e Italia.

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Sono dieci gli chef migliori al mondo – con i rispettivi ristoranti – secondo La Liste, la classifica globale che quest’anno celebra la sua decima edizione. Era il 2016 quando chi scrive scoprì per la prima volta quella lunga graduatoria di mille ristoranti sparsi per il pianeta, nata quasi come contraltare all’elenco, molto più snello, dei 50 Best, che già da anni dominavano la scena.

Del resto, quando i Fifty Best debuttarono nel 2002, in redazione accadde qualcosa di simile: a rappresentare l’Italia non c’erano i soliti blasonati tre stelle, ma Checchino a Roma e Alle Testiere a Venezia, un ristorante talmente piccolo che, per servire Acqua Panna e San Pellegrino, avrebbe dovuto rinunciare a due tavoli.

Anche per La Liste la storia si ripete. Dieci anni fa, Da Vittorio – quando i Cerea avevano già conquistato le tre stelle Michelin nel 2010 ma erano ancora un po’ più defilati – risultava l’italiano più in alto in classifica. La notizia, in diretta radiofonica, venne comunicata proprio a Chicco Cerea. Quel primato non solo resiste, ma oggi si consolida con un punteggio massimo arrivato a 99,5, rafforzato nel frattempo dall’apertura di altri “Da Vittorio” nel mondo, ciascuno insignito di due stelle.

Gli altri nove ristoranti al vertice, tutti stranieri, compongono un mosaico globale di altissima cucina. Per la Francia c’è Guy Savoy, nonostante il recente declassamento Michelin a due stelle. Seguono la Germania con Schwarzwaldstube, Hong Kong – e dunque la Cina – con Lung King Heen, gli Stati Uniti con Le Bernardin a New York, la Svizzera con il Cheval Blanc di Basilea, il Giappone con Matsukawa a Minato-ku, ancora gli USA con la Napa Valley e SingleThread, unico tra questi ad aver ottenuto contemporaneamente la stella verde e le tre Chiavi Michelin per l’hotel. Chiudono la lista la Spagna con Martín Berasategui a Lasarte-Oria e Robuchon au Dôme a Macao, ancora in territorio cinese. Tutti, tranne Savoy, vantano tre stelle Michelin.

Accanto ai dieci attuali, merita un ricordo anche l’undicesimo, Benoît Violier, primo numero uno assoluto nella storia de La Liste, senza ex aequo. Un talento straordinario che oggi non è più tra noi.

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La Liste Italia Ristoranti 2026

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99.5
Da Vittorio Brusaporto (Bg)

99
Atelier Moessmer Norbert Niederkofler Brunico (Bz)
Le Calandre Sarmeola di Rubano (Pd)

98
Dal Pescatore Runate (Mn)
Villa Crespi Orta San Giulio (No)

97.5
Osteria Francescana Modena
Quattro Passi Nerano (Na)
Uliassi Senigallia (An)

96.5
Piazza Duomo Alba (Cn)

96
Casa Perbellini – 12 Apostoli Verona

95.5
La Pergola Roma
Madonnina del Pescatore Senigallia (An)

96
Enrico Bartolini – Mudec Milano
Castel Fine Dining Tirolo (Bz)

94.5
Reale Castel di Sangro (Aq)
Il Pagliaccio Roma

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Gelaterie d’Italia 2027 Gambero Rosso

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new 3 Coni 2027
Papalele Torino
Gelatina Genova
Nano Labo Camalò di Povegliano (Tv)
Gelateria Da Simone Noale (Ve)
Biancamenta Porto Recanati (Mc)
Gelaterie Naturale Demetra Assisi (Pg)
Il Giubileo Riccia (Cb)
Crivella Sapri (Sa)
Gelizioso Sarno (Sa)
Emilio Maratea (Pz)
Liparoti Trapani

Novità dell’Anno The Rag Gian Paolo Capaldo Atripalda (Av)

Gelatiere Emergente Eleonora Prinzi Ele Gelati e Granite di Lucca

Premio Speciale Miglior Gelato Gastronomico
100% Naturale Sestri Levante (Ge) e Chiavari (Ge)
Capodilatte Vicenza
Scilò Gelateria Contemporanea Chieti

Premio Speciale Gelato e Territorio
Lolla Gelato Viterbo e Bolsena (Vt)
Gasparotto Lacco Ameno (Na)
Bar Ettore Locri (Rc)

Premio speciale Inalpi Gambero Rosso 40 anni
Alberto Marchetti, Giancarlo Timballo, Corrado Sanelli, Gianfrancesco Cutelli, Sergio Dondoli, Claudio Torcè e Antonio Cappadonia

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Questi i nuovi ingressi sulla Guida Michelin 2027 Italia

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Nuovi indirizzi Michelin 2027

Giugno
Casa Serafini Borgo Tossignano (Bo)
Akira Back Firenze
Podere Giglio Empoli (Fi)
Cucina di Sintesi Genova
Lino Bistrot Pavia
Taverna Trilussa Roma
Osteria Saint Martin Zagarolo (Rm)
Acqua Bulle Grottaferrata (Rm)
Avus Marino (Rm)
Tinello Bistrot Castel Gandolfo (Rm)
Deg Busto Arsizio (Va)

Charleston by Giovanni Solofra Palermo
La Nigra Lampedusa (Ag)

Maggio

Zivieri Bologna
Pesceria San Martino Ciriè (To)

Barbagianni Colle Val d’Elsa (Si)
Elementi Latina
Insieme Milano
Patrizia Modena
Ciambra Monreale (Pa)
Sabaudia Nichelino (To)

Nunziadêina Nonantola (Mo)
Mamma Orso Roma
Pirò Roma
San Genesio San Genesio (To)
Ciccio Bistrot Tortona (Al)
Café Carducci Verona

Darì Verona

Aprile
Il Cigno Mantova

Sant’Agostino Piacenza
Orso Grigio Cavalese (Tn)
Nomos Ante Roma
Enoteca Cavour 313 Roma
Sakeya Milano
Osteria dell’Unione Treiso (Cn)
Insieme dal Clandestino Torino
Q.B.Bistrò Cuneo
Marchese Torino

marzo
Cura Cucina Contemporanea Marina di Davoli (Cz)
Gustificio Carmignano di Brenta (Pd)
Inka Verona
Sushi Matsu Omakase Milano
Le Fucine Gourmet Buttrio (Ud)
Olio Fishbar Saronno (Va)
Casa Marconi Crodo (Vb)
Blanco Osteria da Fabio Siderno

Casa Celesia Oleggio (No)
Altatto Milano

Febbraio
Casa Romano Alzano Lombardo
Nero&Oro Napoli

Coro Orvieto

The Tasting Room by Marcello Corrado Merano

La Piazzetta Lake Como Cernobbio
Deschevaliers Napoli
Trattoria del Bollito Alba

Il Frate Urgnano

Gasthaus Lamm San Martino in Passiria
Bottega del Re Genova

Gennaio

I Mori Concesio (Bs)
Terracotta Belluno

Castel Flavon Haselburg Bolzano

Osteria Erbaluce Cesenatico (Fc)
Barlèsh Montevarchi (Ar)
Peculiare Restaurant Aversa (Ce)
Cinque Foglie Battipaglia (Sa)
Dabbanna Modica (Rg)
CR21 Palermo
Badalamenti Cucina e Bottega Palermo

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Petrin ci lascia, resta Slow Food che prosegue a tutta Birra

The Show Must Go On, verrebbe proprio da dirlo. Perché nulla ha fermato la presentazione della Guida alle Birre d’Italia 2026 di Slow Food, andata in scena a Brescia a pochi giorni dalla scomparsa del suo Fondatore, Carlo Petrini.
E mentre scorrevano le pagine della nuova edizione, era impossibile non pensare a cosa avrebbe detto lui, Carlin, se fosse stato ancora lì.

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Meno Gold e nuovi 3Ombrelloni nella Guida più estiva 2026

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L’uscita della terza edizione della Guida ai Beach Club d’Italia 2026 conferma una tendenza ormai chiara: il settore è in movimento continuo, tra nuove aperture, promozioni, flessioni e qualche uscita di scena. Dopo l’anteprima con le prime indiscrezioni, ora che il volume è finalmente in mano si può leggere il quadro completo, fatto di conferme e piccoli scossoni.

Tra le note più interessanti c’è l’upgrade del Sarabi di Cervia, entrato solo lo scorso anno e già premiato con due Ombrelloni.

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Dolcetto o scherzetto? Michelin si prepara al dopo Halloween

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Cominciamo dalla buona notizia, quella che accompagna l’attesa per la presentazione della Guida Michelin a Piacenza il prossimo novembre: dall’inizio dell’anno i nuovi ristoranti segnalati salgono a 55, grazie ai quindici ingressi del mese di maggio. Un ritmo sostenuto, che vede già quattro nuovi indirizzi in Emilia-Romagna, la regione che ospiterà l’evento più atteso dal mondo della ristorazione.

Dopo la sola Romagna premiata a gennaio, si aggiunge ora l’Emilia con un nome pesante: Zivieri a Bologna, nuova apertura negli spazi che furono del Pappagallo, nella Torre degli Alberici oggi della famiglia Vacchi. Siamo nel cuore della città, dove la celebre macelleria di Sasso Marconi firma il suo secondo ristorante dopo la Fattoria di Zola Predosa, affiancata dall’agriturismo con camere, Lagune. Qui Igles Corelli colloca alcuni suoi signature vegetariani e di selvaggina ben eseguiti da Lorenzo Biagioni.

Modena risponde con una doppietta: Patrizia, ristorante serale, e Nunziadêina a Nonantola, già noto e apprezzato nelle altre guide. La specialità è il Gnocco Fritto fatto utilizzando il burro piuttosto che lo strutto o l’olio.

Doppietta anche a Verona, con Café Carducci, aperto dall’alba fino a notte fonda, e Darì, considerato il miglior ristorante di cucina veneziana dopo l’Harry’s Bar – ma a Verona.

Si raddoppia pure a Roma, con Mamma Orso e Pirò.

La Toscana, finora assente dalle novità mensili della 2027, rompe il silenzio con Barbagianni a Colle Val d’Elsa, dove lo chef Rossi ora “ci mette la faccia” dopo aver lasciato il Gabbiano a Grosseto Mare, lo stellato che lo aveva reso riconoscibile.

Una sola novità per Milano, Insieme, mentre il Piemonte aggiunge Pesceria San Martino a Ciriè, Sabaudia a Nichelino, San Genesio e Ciccio Bistrot. Al Sud entra Ciambra a Monreale, in Sicilia.

La notizia meno piacevole riguarda invece la fine della Stella Verde, che verrà sostituita da una nuova iniziativa chiamata Mindfull Voices. Una scelta che qualcuno ha già commentato con ironia, parlando di una Michelin “sempre più rossa… dalla vergogna”.

Fra le novità Michelin 2027 si intravedono già nuove Stelle e qualcuna torna

Per capire davvero cosa cambierà, non resta che attendere il primo giugno, quando verranno svelati ulteriori dettagli.

Con l’arrivo di marzo salgono a trenta i ristoranti che conquistano la nuova entrata nella prossima guida cartacea 2027. Le recensioni sono già disponibili in anteprima online: un assaggio che, in vista della presentazione di novembre, lascia intravedere possibili upgrade — dalla Stella Verde al Bib Gourmand, fino alla più ambita Stella Michelin.

A gennaio 2026 le prime dieci novità si distribuivano tra Romagna, Sicilia, Campania, Toscana, Alto Adige, Veneto e Lombardia. Con febbraio si sono aggiunte Liguria, Piemonte e Umbria, mentre negli ultimi giorni hanno fatto il loro ingresso anche Calabria e Friuli. Un mosaico che si compone lentamente, regione dopo regione.

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Quando il Ticino Svizzero rientrava nella Guida Michelin Italia

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1993 Canton Ticino (CH)

* (6)
Al Portone Lugano Roberto Galizzi
Ascolago Ascona Walter Klose
Centenario Locarno Gerard Perriard -1
Giardino Ascona Bruno Keist
Motto del Gallo Taverne Nico e Josè De La Jglesia new
Santabbondio Lugano Frazione Sorengo Martin Dalsass

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