Anche Gelaterie e Gelatai hanno una classifica nazionale

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100 Dissapore

1 Ciacco Lab Parma
2 Magritte gelati al cubo Fidenza (Pr) (6) +4
3 Papalele Torino (2) -1
4 Gelateria Michel Peschici (Fg) (7) +3
5 Gelateria Liparoti Trapani ed Erice (3) -2
6 Gelateria Prossima Fermata Milano (8) +2
7 Quattrini Falconara Marittima (An) e Sirolo (An) (32)
8 Cremeria Capolinea Reggio Emilia (35)
9 Gelateria Pallini Seregno (Mb) e Verano Brianza (Mb) (10) +1
10 Gelateria Al Polo Parma (13) +3
11 L’albero dei gelati Seregno (Mb), Monza e Cogliate (Mb) (4) -7
12 Greed Frascati (Rm) (24) +12
13 GnomoGelato Milano (12) -1
14 Officine del Gusto Pignola (Pz) (17) +3
15 Gelateria della Passera Firenze (11) -4
16 Criollo Roma (40)
17 Ottimo Torino (58)
18 Soban Valenza (Al) e Alessandria (5) (58)
19 Santo Musumeci Randazzo (Ct)
20 Gelateria Paolo Brunelli Senigallia (An) (9) -11
21 Manorossa Alba (Cn) (20) -1
22 Savà Santeramo in Colle (Ba) (60)
23 Chiara Spalluto Casalabate (Le) new
24 The Rag Atripalda (Av) (25) +1
25 Gelateria De’ Coltelli Pisa (14) -11
26 Rosamundi Roma new
27 Gelateria G&CO Tricase (Le) (21)
28 Artico Milano (15) -13
29 Siké Milazzo (Me) e Lipari (Me) (57)
30 Gelatina Genova (36)
31 Vero Milano, Bologna e Verona new
32 Supernatural Bologna new
33 Mokambo Ruvo di Puglia (Ba) (26) -7
34 Picchio Bracciano (Rm) (43)
35 Bun da Mat Santo Stefano Belbo (Cn) (34)
36 Zelato Roma (61)
37 Nivera Scicli (Rg) (79)
38 Latteria del Ringo Martina Franca (Ta) new
39 Di Matteo Torchiara (Sa) (23) -16
40 Mara dei Boschi Torino (30)
41 StéFrisk Bari new
42 Dolce Isernia (37)
43 Ciocolat Toscolano Maderno (Bs) (52)
44 Pachamama Chiavari (Ge) (27) -17
45 Stefano Ferrara Formassenza Roma new
46 MaCam Novara (90)
47 Mavé Roma new
48 Nughenè Bogliasco (Ge) (50)
49 Gelizioso Sarno (Sa) new
50 Pikko Verona (54)
51 Micama Avezzano (Aq) new
52 Bar Ettore Locri (Rc) (92)
53 Il Giubileo Riccia (Cb) new
54 100% Naturale Sestri Levante (Ge) e Chiavari (Ge) (46)
55 Cremeria Cecconi Arezzo new
56 Bar Dolce e Salato Gerace (Rc) (42)
57 Il Fenicottero Anguillara Sabazia (Rm) (95)
58 Rocco Naviglio Foggia (80)
59 Angelo Napoli Baronissi (Sa) new
60 I Vizi degli Angeli Matera (78) +18
61 Unika Cremeria Crema (67) +6
62 Insisto Savona new
63 Nano Labo Camalò di Povegliano (Tv) (16) -47
64 Buono Così – Gelateria Naturale Roma new
65 Gelati Radicali Ancona (51) -14
66 Gelasio Roma (59)
67 Morè Soverato (Cz) (47)
68 La Gourmandise Roma (18) +50
69 Makì Fano (An) (29) -40
70 I Fenu Cagliari (66) -4
71 Cremeria Aurelia Roma (68) -3
72 Idem Congelato Reggiolo (Re) new
73 Gelateria Crispini Spoleto (Pg) e Foligno (Pg) new
74 Gelato Contadino Bergamo new
75 Aria Torino new
76 Caprilli Gelateria Naturale Livorno (31) -45
77 C’era Una Volta Benevento new
78 Fiore di Latte Gradisca di Isonzo (Go) new
79 Lolla Gelato Bolsena e Viterbo new
80 Crivella Sapri (Sa) (62) -18
81 Sablé Bologna new
82 Fattoria Dassogno Rogeno (Lc) (75) -7

83 Zeno – Gelato e Cioccolato Verona (45)
84 Torcé Roma (64)
85 Ribera Brescia (84)
86 Gelateria Fisotti Otranto (Le) new
87 Otaleg! Roma (56)
88 Voglia di… San Benedetto del Tronto (Ap) (85)
89 Gelateria Minù Osio Sotto (Bg) new
90 Gelati d’Antan Torino new
91 Francis Brescia (72)
92 Lado Lab Trento (96)
93 Scilò Gelateria Contemporanea Chieti (83)
94 Timballo Udine new
95 La Bottega del Gelato Porto Mantovano (Mn) (76)
96 Esquimau Pordenone (99)

97 Sbrino – Gelatificio Contadino Firenze (65)
98 Cremeria Santo Stefano Bologna (22) -76
99 Il Gelato di Juri Pesaro new
100 Ambrogino Cantina Lattica Saronno (Va) new

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Ecco i Ristoranti 2026 con le Carte in regola secondo Wine Spectator

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Fa caldo, anzi si scoppia, ma gli aggiornamenti sui migliori ristoranti del mondo per carta dei vini arrivano puntuali come sempre. E mentre aspettiamo che le temperature si decidano a scendere, annotiamo le insegne italiane che continuano a fregiarsi dei prestigiosi Glass di Wine Spectator. Se non altro, la notizia può offrire un piccolo refrigerio.

Nel firmamento dei riconoscimenti spiccano solo due nuove stelle globali: il Grand Award, il più importante e raro, va quest’anno a Berria di Madrid e al Caruso’s di Montecito, in California. In Italia, invece, tutto immutato: restano sei i ristoranti che detengono il massimo riconoscimento. In testa Enoteca Pinchiorri a Firenze, seguita da La Pergola a Roma, La Ciau del Tornavento nel cuore del Barbaresco, l’Antica Bottega del Vino a Verona con gli Storici dell’Amarone, il Poeta Contadino ad Alberobello e Cracco in Galleria a Milano.

Il vero zoccolo duro, però, resta quello dei Best of Award of Excellence, i celebri “due Glass”. Qui la geografia italiana si fa interessante: ricordiamo che solo 12 locali nel Lazio, 10 in Toscana, 6 in Veneto e Piemonte, 5 in Sicilia, 4 in Campania, 2 in Liguria ed Emilia-Romagna, e un solo rappresentante per Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia e Sardegna, risultano selezionati. Dispiace invece per le Marche, che quest’anno salutano il Palmares con l’uscita de La Gioconda di Gabicce, scivolata da due Glass a zero. Resta in lista solo il locale dei Bizzarri a Rubiera.

La buona notizia arriva dai 14 nuovi ingressi italiani, che si aggiungono ai circa quattromila premiati nel mondo. Un dato che porta l’Italia sul podio globale con 53 insegne, dietro al Canada (152) e al Messico (64). Quattordici ingressi, dunque, a fronte di sette esclusioni.

Sulla Via Emilia, nonostante una perdita quasi tutta romagnola, arriva una nuova bandierina da Milano: Al Baretto Sant’Ambrogio. In Lombardia entra anche L’Aria del Mandarin Oriental Lake Como, mentre Verona rafforza la propria offerta con Iris. Tra Bardolino e Valpolicella fa il suo ingresso, meritatissimo, La Casa degli Spiriti di Costermano, con una vista che da sola vale il viaggio.

Dalla Toscana arrivano due novità: Bistrot Forte dei Marmi, direttamente sulla spiaggia, e Gastone a Firenze, ma perde Tabasco N.6 a Calcinaia in provincia di Pistoia. A Dobbiaco, a pochi chilometri dal confine austriaco, Hebbo conferma la sua vocazione di enoteca di charme all’interno del Glamping & Chalets affacciato sul lago. In Piemonte, nella sottozona di La Morra, entra La Corte chez Stefano Chiarlo.

Il Lazio aggiunge Achilli al Parlamento a Roma e Nando al Pallone a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, entrambi con due Glass. La Sicilia risponde con St. George a Taormina, dove Heinz Beck fa il bis, e con Principe di Belludia a Noto. A fronte di queste due novità, però, l’isola perde Porto Marino Da Salvo a Siracusa. Il Piemonte registra l’uscita di Del Cambio a Torino e di LeBolle a Stresa, compensate da una sola new entry.

Colpo duro per Bellagio e per la Lombardia: spariscono dai Glass sia Salice Blu sia Aperitivo Et Al Wine Bar.

Tra le insegne premiate con un solo Glass entrano quest’anno Dulcis in Fundo a San Gimignano e San Babylon a Roma.

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Best Pizza 2026 anticamera Mondiale ai 50 Top Pizza Italiani

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Ci aspettavamo che fossero i pizzaioli della provincia di Salerno a completare il mosaico delle province che patrocinano Le Strade della Mozzarella, il circuito che da anni alimenta – anche dietro le quinte – l’universo dei Top Pizza. Dopo Caserta, ormai lanciatissima, e Napoli già sul tetto del mondo, sembrava naturale che toccasse a loro. Magari una pizzeria con ambizioni da ristorante, capace di puntare prima al Bib Gourmand e poi, perché no, alla stella Michelin.
E invece no: ai Best Pizza Award, anticamera degli attesi 50 Top Pizza 2026, spuntano i calabresi. Con tutto il rispetto, non era ciò che ci aspettavamo.

Questa classifica mondiale appena presentata prova a fotografare lo stato attuale delle cose. E, sinceramente, con tutto l’affetto per Pepe e i Martucci, mi sarei immaginato in prospettiva un numero uno mondiale tricolore… ma diverso da quello italiano. Un po’ come ai tempi di Santi Santamaria: in Spagna era il non plus ultra, ma nel mondo il titolo spettava a Ferran Adrià. Due piani diversi, due percezioni diverse.

Di Roberto D’Avanzo, lo ammetto, non ho memoria: quando passavo in Calabria c’erano solo rotelle, niente spicchi. Vedremo se questi “Golden Globe” della pizza anticiperanno e confermeranno gli “Oscar” italiani di luglio, come accade ogni anno con i 50 Top Pizza.

Intanto una certezza c’è: Francesco Martucci è davvero il numero uno mondiale confermato anche dai Best Pizza, non ci piove. Non solo con la casa madre, ma anche con la sua pizzeria di Miami, già new entry nei World Top e ora consacrata anche dai Best Pizza Award.
Franco Pepe, invece, avrebbe già mollato il colpo: come nei 50 Best, chi arriva al numero uno finisce per auto-escludersi, perché non può più essere votato con lo stesso locale. Ma nessuno sembra preoccuparsene, e lui è ormai abituato a essere catapultato altrove e comunque l’anno scorso era alla due ai Best pizza 2025.

In grande ascesa Bob Alchimia, che dalla posizione quattro sfiora il primo posto e si conferma anche miglior locale per la birra secondo Slow Food. Sale dalla tredici alla tre Confine, e questo lascia aperte anche altre possibilità ai casertani trapiantati a Milano per il prossimo anno. Nell’immediato ci sarebbe anche lo spazio per una stella o un Bib Gourmand, ma finché il locale collocato nella “Wall Street nazionale” non entra nei nuovi indirizzi Michelin, è impossibile.

Gabriele Bonci, scende alla cinque dalla tre, una sua eventuale numero uno metterebbe d’accordo tutti ma in discesa e comunque si tratta di pizzeria al taglio.
All’ottava scende di un punto anche 180 grammi, che con il suo concetto rivoluzionerebbe tutto, aprendo persino alla pizza turca come impasto e mantenendo una leggerezza sorprendente dell’impasto.
Una numero uno che non dispiacerebbe, anche perché sarebbe “una” donna: e sarebbe uno scoop. Amalia Costantini, felicissima del suo nono posto mondiale stazionaria nei Best Pizza, non risponde ai messaggi: forse si sta ancora riprendendo dalla sbornia di vini calabresi serviti a Milano durante la presentazione. Restare immobile fra tanti colleghi è un’emozione che, confessiamolo, ce la tireremmo tutti… anzi, tutte.

I Tigli restano una presenza fissa, come l’Asador Etxebarri ai fifty best: una volta che arrivi al numero uno, entri nella Hall of Fame e sparisci dalla competizione, meglio non vincere e mantenere la visibilità. Per Simone Padoan arriva un’altra flessione nel suo su e giù, da cinque a undici mondiale Best Pizza.
Sale invece Raf Bonetta, dalla 18 dello scorso anno alla 12 attuale.
Sale Pier Daniele Seu, già sedici nel 2025 e oggi tredici in salita.
Quattro posizioni in meno invece per Clementina a Fiumicino, che chiude la top ten nazionale dei Pizza Award 2026 che sono 1/3 del totale internazionale.

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Questi gli Italiani tre, due, uno, Glass Wine Spectator dal 1984 ad oggi

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Ristoranti Enoteche Bar Wine Spectator

3 Glass
Grand Award

dal 1984
Enoteca Pinchiorri Firenze

dal 1997
Il Poeta Contadino Alberobello (Ba)

dal 2004
Antica Bottega del Vino Verona

dal 2004
La Pergola Roma

dal 2013
La Ciau Del Tornavento Treiso (Cn)

dal 2019
Ristorante Cracco Milano

2 Glass
Best of Award of Excellence

dal 2008
Acanto Milano

dal 2014
Borgo Antico Pescantina (Vr)
Charade Roma

dal 2015
Rinaldi Al Quirinale Roma

dal 2016
Il Convivio Troiani Roma

dal 2018
Duomo Ragusa
Pierluigi Roma

dal 2019
Ristorante Do Forni Venezia
Ristorante Famiglia Rana Oppeano (Vr)

dal 2020
Langosteria Milano
Seta Milano
Terrazza Fiorella Massa Lubrense

dal 2021
Ristorante San Giorgio Genova
Piazza Duomo Alba (Cn)
Ristorante Bilacus Bellagio (Co)

dal 2022
Cortile Spirito Santo Siracusa
Cracco Portofino Portofino (Ge)
Il Pagliaccio Roma

dal 2023
Il Palagio Firenze
Al Gatto Nero Torino
George Restaurant Napoli
Antica Pesa Roma

Principe Cerami Taormina (Me)

Veranda Cernobbio (Co)
La Piola Alba (Cn)
Zelo Milano
Ristorante Don Camillo Siracusa
Le Palme Castiadas (Ca)
Le Petit Bellevue Cogne (Ao)

dal 2024
Affinatore Milano
Atto di Vito Mollica Firenze
Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti
Imàgo Roma

Osteria del Viandante Rubiera (Re)
Ristorante Umberto a Mare Forio (Na)
Ristorante Belvedere Il Pantaleone Ravello (Sa)
Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)

dal 2025
Tomkat Lucca
Tuya Milano
La Sosta del Gusto Pontassieve (Fi)
Gli Affreschi Cortona (Ar)
Gucci Osteria da Massimo Bottura Firenze
Acquolina Ristorante Roma

Dal 2026
Iris Verona
St. George Restaurant by Heinz Beck Taormina
Achilli al Parlamento Roma
Al Baretto Sant’Ambrogio Milano
Bistrot Forte dei Marmi (Lu)
Hebbo Dobbiaco
La Casa degli Spiriti Costermano (Ve)
La Corte La Morra (Cn)
L’Aria Blevio (Co)
Nando al Pallone Vitorchiano (Vt)
Ristorante Gastone Firenze
Principe di Belludia Noto (Sr)

Glass
Award of Excellence

dal 2013
Barbacoa Churrascaria Milano

dal 2022
STK Milano

dal 2026
Dulcisinfundo San Gimignano (Si)
San Baylon Roma

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Milano Capitale del Pizza Mondiale rivela i Best Pizza Award 2026 nazionali

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Best Pizza Awards 2026 Italia

1 Francesco Martucci I Masanielli Caserta
2 Roberto Davanzo Bob Alchimia a Spicchi Montepaone (4) +2
3 Francesco Capece Confine Milano (13) +10

4(5) Gabriele Bonci Pizzarium Roma (3) -2
5(8) Jacopo Mercuro 180 grammi Pizzeria Romana Roma (8) -1
6(9) Amalia Costantini Mater Fiano Romano (9)
7(11) Simone Padoan I Tigli San Bonifacio (5) -6
8(12) Raf Bonetta Pizzeria Pozzuoli (18)

9(13) Pier Daniele Seu TAC-Thin and Crunchy Roma (16) +3

10(15) Luca Pezzetta Clementina Fiumicino (11) -4
11(17) Ciccio Vitiello Cambia-Menti Caserta
12(20) Roberta Esposito La Contrada Aversa
13(21) Sandro Cubeddu RE|MI Sassari
14(23) Enzo Coccia La Notizia Napoli
15(24) Cristian Santomauro L’Ammaccata, Antica Pizza Cilentana Casal Velino
16(25) Sasà Martucci Pizzeria I Masanielli Caserta
17(26) Massimiliano Prete Sestogusto Torino
18(27) Angelo Rumolo Le Grotticelle Caggiano
19(31) Antonio Pappalardo La Cascina dei Sapori Rezzato
20(37) Mastracci Luca! Pizza e Fritti Frosinone

21(39) Ivano Veccia Lisola Restaurant Ischia
22(43) Ciro Tutino-Bro. Ciro e Antonio Tutino Napoli
23(47) Francesco Calò Avenida Calò Roma
24(50) Vincenzo Abbate Pizzeria Contemporanea Aversa
25(53) Francesco De Maria & Federico De Maria I Vesuviani Castello di Cisterna
26(61) Davide Di Chio Alterego Pizza Boutique Andria
27(64) Cristiano Taurisano Luppolo & Farina Latiano
28(65) Enzo Bastelli Basta Pizzeria Nola
29(68) Enzo, Salvatore & Cristiano Piccirillo La Masardona Napoli
30(69) Isabella De Cham Pizza Fritta Napoli
31(74) Andrea Godi GIGI Vera Pizza Lecce
32(81) Daniele Campana 12 Corigliano
33(87) Francesco Pompetti Impastatori Roseto degli Abruzzi
34(89) Magdalena Perria, Sofia Paba & Daniela Tola Locanda Sa Matracca Cagliari
35(93) Alessandro Ruver Teglia Frazionata Roma
36(94) Filippo Sorce & Giorgio Sorce Sitári Agrigento
37(99) Francesco Miranda Màdia Salerno

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In Francia oltre alle Stelle e alle Chiavi ci sono i Palace

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Se, come me, avete sempre pensato che il “Palace dei Palace” fosse il Carlton di Cannes, è il momento di ricredersi. La Francia ha appena rinnovato la lista dei trentatré alberghi cinque stelle che possono fregiarsi del titolo di Palace, un riconoscimento che va oltre la semplice classificazione alberghiera. In Italia, invece, sopravvive ancora la “elle maiuscola”, quel raro sigillo che pochi hotel del Tricolore possono esibire e che supera lo standard del cinque stelle tradizionale.

Meglio chiarirlo subito: quando si parla di Palace francesi, rientrano anche le “colonie”, come lo Cheval Blanc ai Caraibi, a Saint-Barthélemy, raggiungibile con un normale volo Air France. Una curiosità che ricorda un po’ la storia dei Savoiardi — introvabili oltralpe — o delle borse da spiaggia Saint Barth, souvenir italianissimi che già a Menton spariscono, figurarsi nella loro presunta terra d’origine. Insomma, mai dare nulla per scontato.

La mappa dei Palace si concentra soprattutto a Parigi: ben tredici, con due nuove entrate e altrettanti declassamenti. Courchevel segue con cinque strutture, tutte stagionali, aperte solo d’inverno. Nel resto dell’Esagono si registrano movimenti significativi: alcune località perdono il titolo a favore di altre. Biarritz, ad esempio, cede il passo a Cannes grazie al Martinez sulla Croisette che non detiene Chiavi anche come località, forse meno iconico del Carlton ma ora più titolato. Sulla Manica, invece, l’Hotel du Palais perde il titolo nonostante le sue due Chiavi Michelin.

A Parigi, dopo sette anni di splendore, retrocedono il Park Hyatt Vendôme e il Mandarin Oriental in Rue Saint-Honoré, entrambi senza Chiavi Michelin. A loro si aggiunge il Byblos di Saint-Tropez, decaduto già da tempo. Tutti rientrano nella categoria dei “semplici” cinque stelle.

A prendere il loro posto nella capitale sono tre nomi pesanti: Bulgari, Cheval Blanc e Fouquet’s. Fuori Parigi, entrano nel firmamento dei Palace anche il Royal Champagne e il Four Seasons Megève, destinati a mantenere il titolo per i prossimi anni.

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10 Chef al vertice da Cina, Usa, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Giappone e Italia.

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Sono dieci gli chef migliori al mondo – con i rispettivi ristoranti – secondo La Liste, la classifica globale che quest’anno celebra la sua decima edizione. Era il 2016 quando chi scrive scoprì per la prima volta quella lunga graduatoria di mille ristoranti sparsi per il pianeta, nata quasi come contraltare all’elenco, molto più snello, dei 50 Best, che già da anni dominavano la scena.

Del resto, quando i Fifty Best debuttarono nel 2002, in redazione accadde qualcosa di simile: a rappresentare l’Italia non c’erano i soliti blasonati tre stelle, ma Checchino a Roma e Alle Testiere a Venezia, un ristorante talmente piccolo che, per servire Acqua Panna e San Pellegrino, avrebbe dovuto rinunciare a due tavoli.

Anche per La Liste la storia si ripete. Dieci anni fa, Da Vittorio – quando i Cerea avevano già conquistato le tre stelle Michelin nel 2010 ma erano ancora un po’ più defilati – risultava l’italiano più in alto in classifica. La notizia, in diretta radiofonica, venne comunicata proprio a Chicco Cerea. Quel primato non solo resiste, ma oggi si consolida con un punteggio massimo arrivato a 99,5, rafforzato nel frattempo dall’apertura di altri “Da Vittorio” nel mondo, ciascuno insignito di due stelle.

Gli altri nove ristoranti al vertice, tutti stranieri, compongono un mosaico globale di altissima cucina. Per la Francia c’è Guy Savoy, nonostante il recente declassamento Michelin a due stelle. Seguono la Germania con Schwarzwaldstube, Hong Kong – e dunque la Cina – con Lung King Heen, gli Stati Uniti con Le Bernardin a New York, la Svizzera con il Cheval Blanc di Basilea, il Giappone con Matsukawa a Minato-ku, ancora gli USA con la Napa Valley e SingleThread, unico tra questi ad aver ottenuto contemporaneamente la stella verde e le tre Chiavi Michelin per l’hotel. Chiudono la lista la Spagna con Martín Berasategui a Lasarte-Oria e Robuchon au Dôme a Macao, ancora in territorio cinese. Tutti, tranne Savoy, vantano tre stelle Michelin.

Accanto ai dieci attuali, merita un ricordo anche l’undicesimo, Benoît Violier, primo numero uno assoluto nella storia de La Liste, senza ex aequo. Un talento straordinario che oggi non è più tra noi.

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La Liste Italia Ristoranti 2026

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99.5
Da Vittorio Brusaporto (Bg)

99
Atelier Moessmer Norbert Niederkofler Brunico (Bz)
Le Calandre Sarmeola di Rubano (Pd)

98
Dal Pescatore Runate (Mn)
Villa Crespi Orta San Giulio (No)

97.5
Osteria Francescana Modena
Quattro Passi Nerano (Na)
Uliassi Senigallia (An)

96.5
Piazza Duomo Alba (Cn)

96
Casa Perbellini – 12 Apostoli Verona

95.5
La Pergola Roma
Madonnina del Pescatore Senigallia (An)

96
Enrico Bartolini – Mudec Milano
Castel Fine Dining Tirolo (Bz)

94.5
Reale Castel di Sangro (Aq)
Il Pagliaccio Roma

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Gelaterie d’Italia 2027 Gambero Rosso

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new 3 Coni 2027
Papalele Torino
Gelatina Genova
Nano Labo Camalò di Povegliano (Tv)
Gelateria Da Simone Noale (Ve)
Biancamenta Porto Recanati (Mc)
Gelaterie Naturale Demetra Assisi (Pg)
Il Giubileo Riccia (Cb)
Crivella Sapri (Sa)
Gelizioso Sarno (Sa)
Emilio Maratea (Pz)
Liparoti Trapani

Novità dell’Anno The Rag Gian Paolo Capaldo Atripalda (Av)

Gelatiere Emergente Eleonora Prinzi Ele Gelati e Granite di Lucca

Premio Speciale Miglior Gelato Gastronomico
100% Naturale Sestri Levante (Ge) e Chiavari (Ge)
Capodilatte Vicenza
Scilò Gelateria Contemporanea Chieti

Premio Speciale Gelato e Territorio
Lolla Gelato Viterbo e Bolsena (Vt)
Gasparotto Lacco Ameno (Na)
Bar Ettore Locri (Rc)

Premio speciale Inalpi Gambero Rosso 40 anni
Alberto Marchetti, Giancarlo Timballo, Corrado Sanelli, Gianfrancesco Cutelli, Sergio Dondoli, Claudio Torcè e Antonio Cappadonia

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Questi i nuovi ingressi sulla Guida Michelin 2027 Italia

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Nuovi indirizzi Michelin 2027

Giugno
Casa Serafini Borgo Tossignano (Bo)
Akira Back Firenze
Podere Giglio Empoli (Fi)
Cucina di Sintesi Genova
Lino Bistrot Pavia
Taverna Trilussa Roma
Osteria Saint Martin Zagarolo (Rm)
Acqua Bulle Grottaferrata (Rm)
Avus Marino (Rm)
Tinello Bistrot Castel Gandolfo (Rm)
Deg Busto Arsizio (Va)

Charleston by Giovanni Solofra Palermo
La Nigra Lampedusa (Ag)

Maggio

Zivieri Bologna
Pesceria San Martino Ciriè (To)

Barbagianni Colle Val d’Elsa (Si)
Elementi Latina
Insieme Milano
Patrizia Modena
Ciambra Monreale (Pa)
Sabaudia Nichelino (To)

Nunziadêina Nonantola (Mo)
Mamma Orso Roma
Pirò Roma
San Genesio San Genesio (To)
Ciccio Bistrot Tortona (Al)
Café Carducci Verona

Darì Verona

Aprile
Il Cigno Mantova

Sant’Agostino Piacenza
Orso Grigio Cavalese (Tn)
Nomos Ante Roma
Enoteca Cavour 313 Roma
Sakeya Milano
Osteria dell’Unione Treiso (Cn)
Insieme dal Clandestino Torino
Q.B.Bistrò Cuneo
Marchese Torino

marzo
Cura Cucina Contemporanea Marina di Davoli (Cz)
Gustificio Carmignano di Brenta (Pd)
Inka Verona
Sushi Matsu Omakase Milano
Le Fucine Gourmet Buttrio (Ud)
Olio Fishbar Saronno (Va)
Casa Marconi Crodo (Vb)
Blanco Osteria da Fabio Siderno

Casa Celesia Oleggio (No)
Altatto Milano

Febbraio
Casa Romano Alzano Lombardo
Nero&Oro Napoli

Coro Orvieto

The Tasting Room by Marcello Corrado Merano

La Piazzetta Lake Como Cernobbio
Deschevaliers Napoli
Trattoria del Bollito Alba

Il Frate Urgnano

Gasthaus Lamm San Martino in Passiria
Bottega del Re Genova

Gennaio

I Mori Concesio (Bs)
Terracotta Belluno

Castel Flavon Haselburg Bolzano

Osteria Erbaluce Cesenatico (Fc)
Barlèsh Montevarchi (Ar)
Peculiare Restaurant Aversa (Ce)
Cinque Foglie Battipaglia (Sa)
Dabbanna Modica (Rg)
CR21 Palermo
Badalamenti Cucina e Bottega Palermo

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