* (6) Al Portone Lugano Roberto Galizzi Ascolago Ascona Walter Klose Centenario Locarno Gerard Perriard -1 Giardino Ascona Bruno Keist Motto del Gallo Taverne Nico e Josè De La Jglesia new Santabbondio Lugano Frazione Sorengo Martin Dalsass
La domanda che circola con insistenza tra addetti ai lavori e appassionati è semplice solo in apparenza: come si comporterà la Guida Michelin nei confronti di Quattro Passi il prossimo novembre a Piacenza? Il ristorante della famiglia Mellino è ancora ufficialmente uno dei 15 tre stelle italiani, almeno secondo la guida online, ma quest’anno non ha aperto come da tradizione a metà maggio. Un’anomalia che pesa.
La risposta arriverà – oltre che “vivendo” – giovedì 12 novembre al Teatro Lirico di Piacenza, quando verrà presentata l’edizione 2027 della Rossa. E il precedente non è incoraggiante: Marco Sacco fu declassato improvvisamente di due stelle per una situazione simile. È dunque lecito aspettarsi un ridimensionamento, anche se in questo caso la speranza è che la Michelin scelga una via più morbida.
A complicare il quadro c’è la chiusura del locale per l’intera stagione 2026, in attesa della sentenza della Corte d’Appello prevista per ottobre. E non è escluso che, prima ancora della cerimonia, la scheda online del ristorante possa sparire, come talvolta accade in situazioni delicate.
Una storia che conosciamo bene Di Quattro Passi, di Toni Mellino e della sua famiglia avevamo già scritto nella ricostruzione storica dei circa venti ristoranti italiani che hanno ottenuto le tre stelle dal 1986 a oggi. Avevamo persino azzardato qualche previsione, ma non questa.
Il nostro primo incontro con i Mellino risale alla loro partecipazione a Divincibo a Ravenna, quando il ristorante non aveva ancora alcuna stella. Da lì partì un percorso che ci portò a visitarli a Massa Lubrense e a Sant’Agata sui Due Golfi, quell’epicentro gastronomico dove due e tre stelle convivono da decenni. Dormimmo persino nell’albergo oggi al centro della vicenda giudiziaria.
Poi arrivò la prima stella, mentre altri colleghi della zona iniziavano il loro declino: quello fu il secondo passo. Toni era sempre presente, in cucina e in sala, affiancato da maître e sommelier. E come dimenticare quello Spaghettone, un piatto che da solo raccontava un territorio.
La seconda stella arrivò mentre erano già in corso i lavori di ammodernamento del locale, che riaprì puntuale la Pasqua successiva. Il terzo passo fu la scelta di Toni di lasciare la guida al figlio Francesco, rientrato dopo esperienze pluristellate all’estero. Il quarto passo, infine, fu la conquista della terza stella Michelin, assegnata al giovanissimo erede.
Ora il futuro è sospeso Oggi, però, la storia dei Mellino si trova davanti a un bivio inatteso. La Michelin dovrà decidere se confermare la fiducia o se applicare la sua regola più severa: un tre stelle deve essere aperto, operativo e verificabile. La chiusura forzata e la sentenza in arrivo rendono tutto più fragile.
Il 12 novembre, a Piacenza, capiremo quale sarà il quinto passo di questa vicenda: un nuovo inizio, una sospensione o un doloroso arretramento.
40 Anni di Tre Stelle Michelin italiane
Quattro decenni che raccontano una storia fatta di costanza, rivoluzioni silenziose e famiglie che hanno trasformato la cucina in un’eredità culturale. Tra tutte, una brilla più a lungo: Dal Pescatore, a Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Sono trentuno anni che il ristorante della famiglia Santini difende senza interruzioni il massimo riconoscimento. Era il 1996 quando Nadia Santini entrò nell’Olimpo delle Tre Stelle, affiancando Gualtiero Marchesi ed Ezio Santin, che poi si sarebbero fermati rispettivamente a undici e sette anni. Oggi Nadia è affiancata dal figlio Giovanni, e insieme rappresentano l’unico caso italiano di continuità assoluta, ulteriormente rafforzata dalla stella verde.
Subito dopo, un’altra donna segna la storia: Annie Féolde, originaria di Villeneuve-Loubet, la città natale di Escoffier. Ottenne la terza stella nel 1993, la perse nel 1995 e la riconquistò solo dopo una profonda ristrutturazione dell’edificio storico che ospita Enoteca Pinchiorri a Firenze. Da vent’anni, dal 2004, la sua terza stella non è più in discussione.
Il primo uomo tra gli attuali Tre Stelle arriva nel 2003: Massimiliano Alajmo, allievo di Marc Veyrat, allora considerato il miglior chef del mondo. Tornato a casa, vicino Padova, Alajmo prende in mano la cucina de Le Calandre, già stellata grazie al lavoro della madre Rita Chimetto tra il 1992 e il 1995. Da allora, la sua terza stella resiste da ventitré anni.
Nel 2006 è la volta di un altro straniero d’adozione: Heinz Beck. Il tedesco, ormai figura centrale della gastronomia italiana, arriva dalle cucine del primo italiano a ottenere tre stelle all’estero: Heinz Winkler, altoatesino trionfatore nel 1981 al Tantris di Monaco, allora il più giovane Tre Stelle al mondo con i suoi 31 anni. Beck, invece, mantiene da ventuno anni le sue tre stelle a La Pergola del Waldorf Cavalieri Hilton di Roma.
Una storia a parte è quella della famiglia Cerea. Dopo una lunga permanenza a due stelle nel centro di Bergamo, raggiungono la terza nel 2010 nella nuova sede di Brusaporto, dove il riconoscimento viene confermato da diciassette anni. Il loro percorso è un crescendo: prima stella nel 1978, seconda dopo diciotto anni, poi quattordici anni di attesa prima del salto nell’élite.
Tra le donne, spicca anche Luisa Valazza, che con Il Sorriso in provincia di Novara ha mantenuto le tre stelle per quindici anni. Il ristorante raggiunse il vertice nel 1998, rimanendovi fino al 2012, quando cedette il passo a una nuova figura piemontese: Enrico Crippa.
Con Piazza Duomo ad Alba, sostenuto dalla famiglia Ceretto, Crippa ha collezionato quattordici edizioni di Tre Stelle, a cui si è aggiunta di recente anche la stella verde. La sua ascesa fu rapidissima: due stelle, poi tre, in un percorso quasi fulmineo.
Nel 2012 arriva anche il traguardo di Massimo Bottura, che con l’Osteria Francescana non solo conquista le Tre Stelle, ma raggiunge per due volte il vertice dei 50 Best Restaurants. Anche qui la Stella Verde in più, mentre nel B&B Casa Maria Luigia siamo a 5 Luxury, l’unico Tre Chiavi del Nord Italia esclusa Venezia.
Infine, Niko Romito: dodici anni di Tre Stelle che hanno portato l’Abruzzo nell’élite mondiale, creando un divario enorme tra il suo ristorante e il resto della scena regionale dal 2014 in poi.
2018: l’inizio della stagione dei “nuovi Tre Stelle”
Il 2018 è l’anno in cui tutti si chiedono se finalmente arriverà un nuovo Tre Stelle. Alcuni chef vengono invitati a cucinare alla presentazione ufficiale, tra cui Norbert Niederkofler, già celebrato come miglior chef mitteleuropeo dai 19/20 del GaultMillau. Quando la Michelin lo promuove anche alla terza stella, rimane sinceramente esterrefatto. Da quel momento si apre una stagione irripetibile: un nuovo Tre Stelle ogni anno, con l’ingresso di nuove regioni. Una corsa che solo il Covid riuscirà a interrompere nel 2021 e 2022.
Val d’Aosta Cavallo Bianco Le Petit Restaurant dell’Hostellerie du Cheval Blanc Aosta Paolo Vai 1977-1983* 1984-1991** 1994** Il Grill G.H.R&G 1997-2000
Piemonte Villa Sassi Torino Silvio Rivolta 1968* 1969-1972 1973-1988* El Toulà Al Gatto Nero Enzo Vannelli Torino 1959-1972* 1973-1980** 1981-1988* Vecchia Lanterna Torino Armando Zanetti 1975-1990* 1991-1995** Flipot Torre Pellice (To) Walter Eynard 1996-2002* 2003-2008**
Il Luogo di Aimo e Nadia Milano 1981-1988* 1989-2002** 2003-2007* 2008-2023** 2024-2026* Il Sole di Ranco Carlo Brovelli (Va) 1980-1986* 1987-1997** 1998-2016* La Scaletta Milano Pina Bellini 1980-1982* 1983-1986** 1987-1993*
Ambasciata Quistello (Mn) Tamani 1986-1992* 1993-2009** 2010-2021* Il Griso Malgrate (Lc) Claudio Prandi 1974-1989* 1990-1994** 1995-2001 Al Bersagliere Goito (Mn) Massimo Ferrari 1983-1995* 1996-2000** 2001-2010*
Miramonti L’Altro Concesio (Bs) Philippe Leveillè 1990-2000* 2001-2025** 2026* Sadler Milano 1992-2002* 2003-2017** 2018-2026*
Peck Milano Daniel Droudaine 1987-1998* Cracco Peck Milano 2002-2003* 2004-2017** Cracco in Galleria 2018-2026*
Trussardi alla Scala Milano Andrea Berton 2008* 2009-2012** Luigi Taglienti 2013-2017* Roberto Conti 2018-2020*
Il Pellicano Hotel Monte Argentario Porto Ercole (Gr) Antonio Guida 2005-2009* 2010-2014** Seta del Mandarin Oriental Milano Antonio Guida 2016* 2017-2026**
Villa Feltrinelli Gargnano (Bs) Stefano Baiocco 2008-2013* 2014-2026**
La Lucanda Osio Sotto Luca Brasi 2003-2008* La Lucanda dell’Hotel Devero Luca Brasi 2009-2010 Ristorante dell’Hotel Devero Cavenago di Brianza (Mb) Enrico Bartolini 2011-2013* 2014-2016** Enrico Bartolini-Mudec Milano Enrico Bartolini 2017-2019** 2020-2026***
Vun dell’H.Park Hyatt Milano Andrea Aprea (2018 – 2021) Andrea Aprea Ristorante Milano Andrea Aprea (2024 – 2026)
Verso Capitaneo Milano Remo e Mario Capitaneo 2024- 2026**
Casual Bergamo 2017-2023* Villa Elena Bergamo Marco Galtarossa e Enrico Bartolini 2024* 2025-2026**
Veneto Antico Martini Venezia Emilio Baldi 1956-1968* 1969-1981** 1982-1987* Harry’s Bar Venezia Giuseppe Rossi e Arrigo Cipriani 1966-1969* 1970-1989** 1990-2000*
Alfredo – El Toulà Treviso Silvano Marcon – Alfredo Beltrame e Arturo Filippini 1968-1971* 1972-1974** 1975-1989*
Dolada Pieve d’Alpago (Bl) Enzo De Pra 1972-1998* 1999-2002** 2003-2026* Il Desco Verona Elia Rizzo 1986-1996* 1997-2014** 2015-2026*
Il Trigabolo Argenta (Fe) Bruno Barbieri Igles Corelli 1984-1991* 1992-1995**
Locanda Solarola Castel Guelfo (Bo) Bruno Barbieri 1997-1999* 2000-2001** Arquade dell’H.Villa del Quar San Pietro in Cariano (Vr) Bruno Barbieri 2002-2004* 2005-2010**
Met dell’Hotel Metropole Venezia Corrado Fasolato 2006-2009* 2010- 2011** Luca Veritti 2014-2019* Spinechile Schio Corrado Fasolato 2014-2026
Glam di Palazzo Venart Venezia Donato Ascani e Enrico Bartolini supervisor 2018-2019* 2020-2026**
Faro di Capo d’Orso Maiori (Sa) Francesco Sodano 2020-2022* Oseleta Cavaion Veronese (Vr) Giuseppe d’Aquino 2014-2019* Marco Marras 2020-2026* Famiglia Rana Oppeano (Vr) Giuseppe d’Aquino 2023-2024 Francesco Sodano 2025* 2026**
Alto Adige
Trenkerstube dell’Hotel Castel Tirolo Gerhard Wieser (Bz) 2007-2009* 2010-2026** Jasmin dell’Hotel Bischofhof Chiusa/Klausen (Bz) Martin Obermarzoner 2007-2010* 2011-2020** 2021*
Gourmet Stube Einhorn del Romantik Hotel Stafler Campo di Trens/Freienfeld (Bz) Peter Girtler 2009-2015* 2016-2024** 2025-2026*
Terra dell’Hotel Auener Hof Sarentino/Sarntal (Bz) Heinrich Schneider 2009-2016* 2017-2026**
La Siriola dell’Hotel Ciasa Salares San Cassiano Corrado Fasolato 2002-2005* Claudio Melis 2006-2010 Fabio Cucchelli 2012-2013 Matteo Metullio 2014-2017* 2018-2019** In Viaggio Bolzano Merano Claudio Melis 2019-2026* Harry’s Piccolo Trieste Davide De Pra e Matteo Metullio 2019-2020* 2021-2026**
Trentino Fior di Roccia Vezzano (Tn) Walter Miori 1996-2007* Locanda Margon Trento Walter Miori 2008-2009*
Alfio Ghezzi al Mart Rovereto (Tn) Alfio Ghezzi al Eala Limone sul Garda (Bs)
Friuli Venezia Giulia Boschetti Tricesimo (Ud) Vinicio Dvier 1959-1981* 1982-1987** 1988-1993* Agli Amici Udine Emanuele Scarello 2000-2012* 2013-2026** Harry’s Piccolo Trieste Davide De Pra e Matteo Metullio 2019-2020* 2021-2026**
Emilia Romagna Fini Modena Guido Reggiani e Giorgio Fini 1959-1968* 1969-1981** 1982-1985* 1986-1997** 1998-2009* Franco Clerici Cantarelli Busseto (Pr) Mirella Cantarelli 1963-1969* 1970-1982** San Domenico Imola (Bo) Valentino Marcattilii Massimiliano Mascia 1975-1976* 1977-1989** 1990-1999* 2000-2026**
La Frasca Castrocaro Terme (Fc) Marco Cavallucci 1976-1985* 1986-2008** 2009-2011** Milano Marittima (Ra) 2012-2015*
Antica Osteria del Teatro Piacenza Georges Cogny 1981-1987* Filippo Chiappini Dattilo 1988-1989** 1990-2016*
Il Trigabolo Argenta (Fe) Igles Corelli e Bruno Barbieri 1984-1991*1992-1995** Locanda Solarola Castel Guelfo (Bo) Bruno Barbieri 1997-1999* 2000-2001**
Il Rigoletto Reggiolo (Re) Giovanni D’Amato 2002-2004* 2005-2014** Magnolia Cesenatico (Fc) Alberto Faccani 2006-2017* 2018-2026**
Toscana Sabatini Firenze Vincenzo 1959-1968* 1969-1977** 1978-1979* La Tenda Rossa San Casciano Val di Pesa (Fi) Maria Salcuni 1983-1997* 1998-2008** 2009-2020* Probst Gambero Rosso San Vincenzo (Li) Fulvio Pierangelini 1984-1997* 1998-2009**
Il Pellicano Hotel Monte Argentario Porto Ercole (Gr) Antonio Guida 2005-2009* 2010-2014** Sebastiano Lombardi 2015-2018*
Michele Gioia 2019-2026* Seta del Mandarin Oriental Milano Antonio Guida 2016* 2017-2026**
Bracali Massa Marittima (Gr) Francesco Bracali 1999-2010* 2011-2023** Piccolo Principe del Gran Hotel Principe di Piemonte Viareggio (Lu) Giuseppe Mancino 2009-2012* 2014* 2015-2026** Santa Elisabetta dell’Hotel Brunelleschi Firenze Rocco De Santis 2020* 2021-2026**
Gallopapa Matteo Temperini e Michele Benvenuti 2004-2009* La Sponda Le Sirenuse Positano Matteo Temperini 2012-2019* Campo del Drago dell’Hotel Rosewood Castiglione del Bosco Montalcino (Si) Matteo Temperini 2023-2024* 2025-2026**
Marche Madonnina del Pescatore Senigallia (An) Moreno Cedroni 1996-2006* 2007-2026**
Umbria Vissani Baschi (Tr) Gianfranco Casa 1994* 1995-2019** 2020-2025*
Lazio Ranieri Roma 1965-1970* 1971** 1972-1983* Relais le Jardin Hotel Lord Byron Roma Antonio Sciullo 1983-1985* 1986-1993** 1994-1999* Il Pagliaccio Roma Antony Genovese 2007-2008* 2009-2026**
Oliver Glowig dell’Hotel Aldrovandi Villa Borghese Roma Oliver Glowig 2012-2016** Assaje Mengoni Migliaccio 2017-2021* Borgo San Jacopo Firenze Claudio Mengoni 2022-2026*
La Trota Rivodutri (Ri) Enrico Pezzotti, Sandro e Maurizio Serva 2005-2012* 2013-2022** 2023-2026*
Acquolina Roma Giulio Terrinoni 2009-2016* Acquolina Hostaria in Roma Alessandro Narducci 2017-2018* Acquolina First Luxury Art Roma Daniele Lippi 2019-2022* 2023-2026**
Enoteca La Torre Viterbo Koaro Noda 2011* Enoteca La Torre Villa Laetitia Roma Danilo Ciavattini 2012-2016* Domenico Stile 2017-2022* 2023-2026**
Campania
L’Olivo Capri Palace Anacapri (Na) Oliver Glowig 2005-2008* 2009-2010** Andrea Migliaccio 2011* 2012-2026** Taverna del Capitano Massa Lubrense (Na) Alfonso Caputo 1996-2006* 2007-2012** 2013-2026*
Mosaico Terme Manzi Ischia (Na) Nino di Costanzo 2008-2009* 2010-2015** Giovanni de Vivo 2018-2019* Danì Maison Ischia (Na) Nino Di Costanzo 2017-2026**
Taverna Estia Brusciano (Na) Francesco Sposito 2008-2014* 2015-2026** Oasis Sapori Antichi Giuseppina Pagliarulo, Maria Luisa e Michelina Fischietti e Maria Luongo 2000-2026* Torre del Saracino Vico Equense (Na) Gennaro Esposito e Vittoria Aiello 2001-2008* 2009-2026** Krèsios Telese Terme (Bn) Giuseppe Iannotti 2014-2021* 2022-2026**
Tre Olivi del Savoy Beach Capaccio Paestum (Sa) Giovanni Solofra 2022-2024** 2025-2026* Oliver Glowig George Restaurant dell’Hotel Parker’s Napoli Domenico Candela 2020-2023* 2024-2026**
Piazzetta Milù Castellammare di Stabia (Na) Luigi Salomone 2017-2023 Maicol Izzo 2024-2026** Re Santi e Leoni Nola (Na) Luigi Salomone 2021-2026*
Puglia Al Gambero Taranto Giuseppe e Cosimo Tinelli 1963-1970* 1971-1972** 1973-1975* 1992-1995* Bacco Barletta (Ba) Angela Campana 1990-1991* 1992-1995** 2000-2007* 2009-2014* 2016-2020*
Sicilia Charleston Palermo Francesco Paolo Loveso 1970-1973* 1974-1979** 1980-1995* Mulinazzo Villafrati (Pa) Antonino Graziano 1998-2002* 2003-2005** Duomo Ragusa (Rg) Franco Ciccio Sultano 2004-2005* 2006-2026** La Madia Licata (Ag) Giuseppe Cuttaia 2006-2009* 2010-2026**
Locanda Don Serafino Ragusa Vincenzo Candiano 2008-2013* 2014-2019** 2020-2026* St. George by Heinz Beck dell’Hotel The Ashbee Taormina (Me) Giovanni Solofra Salvatore Iuliano 2019-2022* 2023-2026**
Therasia Resort Lipari Isole Eolie (Me) Davide Guidara I Tenerumi 2023-2025* 2026** Il Cappero Crescenzo Scotti Giuseppe Biuso Onofrio Pagnotto 2015-2025*
dal 2019 Charade Roma Ristorante Do Forni Venezia Ristorante Famiglia Rana Oppeano (Vr)
dal 2020 Langosteria Milano Seta Milano Terrazza Fiorella Massa Lubrense
dal 2021 Ristorante San Giorgio Genova Piazza Duomo Alba (Cn) Ristorante Bilacus Bellagio (Co)
dal 2022 Aperitivo Et Al Wine Bar Bellagio (Co) Cortile Spirito Santo Siracusa Cracco Portofino Portofino (Ge) Il Pagliaccio Roma
dal 2023 Il Palagio Firenze Al Gatto Nero Torino Dalla Gioconda Gabicce Monte (Ps) George Restaurant Napoli Antica Pesa Roma
Principe Cerami Taormina (Me)
Veranda Cernobbio (Co) La Piola Alba (Cn) Zelo Milano Ristorante Don Camillo Siracusa Le Palme Castiadas (Ca) Le Petit Bellevue Cogne (Ao)
dal 2024 Affinatore Milano Atto di Vito Mollica Firenze Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti Imàgo Roma
Osteria del Viandante Rubiera (Re) Ristorante Umberto a Mare Forio (Na) Tabasco N°6 Calcinaia (Pi) Porta Marina da Salvo Siracusa Ristorante Belvedere Ravello (Sa) Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)
dal 2025 Tomkat Lucca Tuya Milano Ristorante LeBolle Stresa (Vb) Ristorante Salice Blu Bellagio (Co) La Sosta del Gusto Pontassieve (Fi) Gli Affreschi Cortona (Ar) Gucci Osteria da Massimo Bottura Firenze Acquolina Ristorante Roma
2 Ombrelloni 2026 new opening Top 3 Kalé Beach Club Segrate (Mi) Singita Miracle Beach Argentario Orbetello (Gr) Libbani Maratea (Pz)
Top sweet experiences 2025 DA NORD A SUD
EMILIA ROMAGNA BOCA BARRANCA, MARINA ROMEA (Ra) Crema pralinata al gianduia, mandorle salate e sorbetto al cacao amaro.
TOSCANA ALPEMARE, FORTE DEI MARMI (Lu) Profiterol di Pasticceria Cova e carrettino dei gelati
LA DOGANA, CAPALBIO (Gr) Semifreddo al Cantuccio
CAMPANIA CAVA REGIA, VICO EQUENSE (Na) Babà alle fragole fresche
RIVA BEACH CLUB, VIETRI SUL MARE (Sa) Crostata con crema pasticciera al limone e meringa
BEACH CLUB 93, PAESTUM (Sa) Spuma di primosale di bufala, gelato alla bufala con fragole e biscotti
PUGLIA POSTO NOVE, CAMPOMARINO (Ta) Spumone e sporcamusso
BASILICATA SABBIA D’ORO, SCANZANO JONICO (Mt) Pavlova con le fragole
CALABRIA LIDO TAHITI, PALMI (Rc) Ampia selezione di dessert artigianali by Massimiliano Genova: tiramisù, babà, semifreddi al pistacchio e al cioccolato. Top: crostata con fragole e panna chantilly
SICILIA LIDO VILLEGGIATURA, BELMOND VILLA SANT’ANDREA Taormina Mare (Me) Granita alla mandorla e brioche col tuppo e cannolo
3 OMBRELLONI GOLD ITALIA
LIGURIA BAGNI FIORE PARAGGI ECO DEL MARE LERICI
FRIULI VENEZIA GIULIA PUROBEACH PORTOPICCOLO SISTIANA
La Stagione 2026 si può dichiarare ufficialmente iniziata: una Pasqua anticipata, il 25 aprile caduto di sabato e il ponte del Primo Maggio hanno dato il via a un movimento turistico che, tra montagna e città d’arte, ha già mostrato segnali di piena ripresa. Sul fronte delle guide, il panorama si divide tra gli Hotels GaultMillau, classificati per categorie e cappelli, e la Michelin, che affianca alle stelle dei ristoranti il nuovo sistema delle Chiavi per gli alberghi.
In Alto Adige a dominare entrambe le liste è ancora una volta Norbert Niederkofler, forte delle sue tre stelle rosse più la Verde a Brunico e del suo Castelletto di Anterselva, con dieci suite che rappresentano uno dei modelli più compiuti di ospitalità alpina contemporanea. Eppure, la prima località ad aver ottenuto Chiavi Rosse in zona resta San Cassiano, dove tutto è iniziato: già dalla prima edizione dedicata esclusivamente agli hotels, una Chiave era andata al Lagació B&B, seguita poi – dall’ottobre scorso – dalle due Chiavi del rinnovato Rosa Alpina, oggi in versione Aman.
GaultMillau assegna 5 Cappelli e 19/20 a Niederkofler, mentre il suo Ansitz Heufler è già stato valutato per la parte gastronomica (2 cappelli, 14/20). Per le camere del Castelletto, invece, è la Michelin a inserirlo tra gli indirizzi consigliati. Grazie a NN in zona Plan de Corones, la scelta oscilla tra strutture che assieme a lui diventano, 4L, 5L e 6L, a seconda del livello di lusso desiderato.
4L Le dimore di charme e i gourmet consolidati Scendendo di un gradino troviamo i veri 4L, ovvero case con ottima qualità sia nelle suite sia nella proposta gastronomica. A pari merito, seppur con giudizi diversi, si collocano due indirizzi accomunati dalla stella verde e dall’appartenenza a Relais & Châteaux
Castel Fragsburg a Merano, dimora di grande fascino. The Magic Place a Sarentino, con una cucina più sofisticata.
3L Assenti in Alto Adige, ma raggiungibili In Alto Adige non compaiono strutture 3L, ma basta uscire da un 2 Key senza stella all’interno per trovarne uno nelle vicinanze. È il caso di Forestis, sulla Plose, con la stella più vicina a Bressanone.
2L L’offerta più ampia e diversificata La categoria 2L è la più varia, anche nei prezzi. Si parte da Ortisei, dove il Relais & Châteaux Gardena propone sia la Stube stellata sia il ristorante di mezza pensione.
Ottima anche la proposta di Villa Eden a Merano, che con le sue 2 Key offre un ristorante di mezza pensione di livello e, dal lunedì al venerdì, quattro tavoli gourmet affidati a uno chef già stellato altrove e oggi novità Michelin 2027.
Sempre tra i 2L troviamo una novità destinata a crescere: Enju, il giapponese che ha preso il posto del celebre St. Hubertus a San Cassiano.
Per un budget più contenuto, rientra nei 2L anche L’Antica Locanda del Cervo a San Genesio, che unisce stella verde e Bib Gourmand, perfetto esempio di cucina antispreco.
Sul fronte luxury, meritano menzione Gasthofstube (Bib Gourmand) e Gourmetstube Einhorn (stella) a Mules, dove si dorme allo Stafler. Castel a Tirolo, con il suo fine dining bistellato.
1L Le strutture con una Chiave e cucina Michelin I 1L sono hotel con una sola Chiave ma con ristorazione di livello, come
Goldene Rose a Certosa in Val Senales Vigilius Mountain Resort a Lana, a 1500 metri
Più esclusivi e meno aperti agli esterni San Luis ad Avelengo Como Alpina all’Alpe di Siusi Seeleiten a Caldaro Milla Montis a Maranza Adler sul Renon
Ristoranti stellati con camere, ma non hotel veri e propri Viceversa, ci sono ristoranti stellati che offrono solo camere In Viaggio (ora a Merano)
Kuppelrain a Castelbello
Luisl Stube a Lagundo Johannesstube a Nova Levante Suinsom a Selva di Val Gardena Passion a Vandoies
Le doppiette Michelin nelle strutture con due ristoranti Alcuni indirizzi si distinguono per avere due ristoranti segnalati Michelin
Elephant a Bressanone (Apostelstube stellato + altro ristorante)
Perla a Corvara (uno dei due stellato)
Laurin a Bolzano, con l’aggiunta recente di Contanima (lun–ven)
Adler Historic Guesthouse a Bressanone, con Oste Scuro e Vitis
In Val Badia è appena arrivata la stella al Porcino dell’Hill, mentre a Selva di Val Gardena l’Alpen Royal conserva la stella conquistata anni fa da Felix Lo Basso.
Stelle verdi con possibilità di pernottamento Opportunità di dormire in strutture con sola stella verde
1908 a Soprabolzano
Kircherhof ad Albes
Feuerstein a Brennero Jhoanns a Molini di Tures
Bib Gourmand con camere Gassenwirt a Chienes, rinnovato e ampliato Krone ad Aldino
L’unico assente: Mamesa L’unico ristorante sfuggito alla Michelin, per ora, è il Mamesa a Burgusio: una mancanza sorprendente, considerando che l’Adults che lo ospita è presente nella directory. Ancora più curioso se si pensa che, poco oltre il confine, a Nauders (Austria), è appena arrivata una stella al primo colpo.
Infine, una differenza che continua a pesare nel confronto tra Rossa e Gialla: a Manna, a Montagna, la Michelin non assegna alcuna segnalazione.
Barbagianni Colle Val d’Elsa (Si) Elementi Latina Insieme Milano Patrizia Modena Ciambra Monreale (Pa) Sabaudia Nichelino (To) Nunziadêina Nonantola (Mo) Mamma Orso Roma Pirò Roma San Genesio San Genesio (To) Ciccio Bistrot Tortona (Al) Café Carducci Verona Darì Verona
Aprile Il Cigno Mantova
Sant’Agostino Piacenza Orso Grigio Cavalese (Tn) Nomos Ante Roma Enoteca Cavour 313 Roma Sakeya Milano Osteria dell’Unione Treiso (Cn) Insieme dal Clandestino Torino Q.B.Bistrò Cuneo Marchese Torino
marzo Cura Cucina Contemporanea Marina di Davoli (Cz) Gustificio Carmignano di Brenta (Pd) Inka Verona Sushi Matsu Omakase Milano Le Fucine Gourmet Buttrio (Ud) Olio Fishbar Saronno (Va) Casa Marconi Crodo (Vb) Blanco Osteria da Fabio Siderno
Casa Celesia Oleggio (No) Altatto Milano
Febbraio Casa Romano Alzano Lombardo Nero&Oro Napoli
Coro Orvieto
The Tasting Room by Marcello Corrado Merano
La Piazzetta Lake Como Cernobbio Deschevaliers Napoli Trattoria del Bollito Alba
Il Frate Urgnano
Gasthaus Lamm San Martino in Passiria Bottega del Re Genova
Settant’anni fa, nel 1956, l’Italia scopriva per la prima volta le sue stelle Michelin. Fu un debutto quasi timido, un’edizione in sordina che arrivava molto dopo Francia e Belgio, pionieri della guida. E fu anche una falsa partenza: le stelle assegnate nel ’56 scomparvero nelle edizioni ’57 e ’58, per poi riapparire nel 1959, anno che viene considerato il vero inizio della storia stellata italiana, da Nord a Sud.
In realtà, quella prima mappa del gusto era tutt’altro che equamente distribuita: dei tredici indirizzi originari, solo quattro si trovavano davvero al di sotto di Roma. Alcuni di quei locali non esistono più; altri, invece, possono vantare una longevità rara. È il caso di A Riccione a Milano, che mantenne la stella fino al 1993.
Il primo ristorante italiano a conquistare anche la seconda stella fu l’Antico Martini di Venezia, accanto al Teatro La Fenice: salì al secondo macaron nel 1969, per poi tornare alla singola nel 1982, mantenendola fino all’edizione 1987.
Tra i protagonisti del 1959 che seppero resistere nel tempo c’è anche il Gatto Nero, che conservò la stella fino al 1972, raddoppiandola l’anno successivo. Tornò poi a una sola stella nel 1981, mantenendola per altre otto edizioni. Storia simile per Giannino, che ottenne la seconda stella nel 1969, una la perse dieci anni dopo, e rimase stellato per altri dodici anni.
Anche l’Alto Adige era presente fin dagli albori: l’Hotel Elefante di Bressanone, dopo i ventidue anni di stelle del passato, è tornato in guida nel 2020, aggiungendo un nuovo capitolo a una storia che sembra destinata a proseguire.
La Locanda Cipriani di Torcello brillava già allora, e la sua stella rimase fino al 1991. Stesso discorso per I XII Apostoli, oggi arrivato addirittura alla terza stella. La storia della famiglia Gioco è una delle più tormentate: due volte due stelle, nel 1969 e nel 1973, mantenute fino al 1984 e poi perse entrambe l’anno successivo. Dopo un lungo periodo di quiete, lo chef Mauro Buffo ha riportato la stella nel 2019, che si è poi aggiunta alle due di Casa Perbellini nell’edizione 2025 dei 70 anni Michelin.
Per Giancarlo Perbellini, invece, la prima stella arrivò nel 1996 a Isola Rizza, seguita dalla seconda nel 2002.
Restando tra i “veterani” del ’59, ci si sposta a Tricesimo, in Friuli, non lontano dal confine sloveno della cheffe Ana Roš: qui il ristorante Boschetti raddoppiò le stelle nel 1982, per poi tornare a una nel 1988 e mantenerla per altri sei anni.
In Emilia, il ristorante Fini fu tra i primi a ottenere la seconda stella quando venne introdotta: la perse nel 1981, la riconquistò nel 1986 e la mantenne fino al 1997, consolidandosi poi per dodici anni con una singola. Più lineare, salvo una pausa nel biennio 1998-1999, la storia di Arnaldo – Clinica Gastronomica a Rubiera, che con l’edizione 2026 entra in una nuova fase di sospensione.
Anni 60
Gli anni Sessanta aprono un capitolo diverso nella storia Michelin italiana, un decennio in cui la guida comincia davvero a mappare il Paese e i suoi talenti. È il 1966 quando a Venezia debutta l’Harry’s Bar, destinato a diventare — forse — il più grande impero gastronomico mai costruito attorno a un ristorante. Nel 1970 conquista due stelle, che manterrà fino al 1989, per poi proseguire con una singola fino al 2000. Dal nuovo millennio in avanti, la sua storia si trasforma in una sorta di Odissea, terrestre e non solo, fatta di aperture, chiusure, espansioni e metamorfosi.
Nel 1967 la guida accoglie Filippino alle Eolie, un indirizzo che entrerà tra i più longevi e che ancora oggi continua la sua attività insieme al caratteristico hotel affacciato sul mare.
Due anni dopo, nel 1969, è la volta di Buca Sant’Antonio a Lucca: conquista la stella e la conserva fino al 1997. Volendo, si potrebbe aggiungere anche il breve ritorno della famiglia in guida grazie allo chef del ristorante Il Giglio, stellato dal 2019 al 2024.
E poi c’è La Caravella di Amalfi, già presente nella storica edizione del 1959. La sua è una doppia vita stellata: la prima dal 1969 al 1980 sotto la guida di Franco Di Pino; la seconda dal 1999 a oggi con Antonio, che ha riportato il ristorante tra le eccellenze della Costiera.
Anni 70
Gli anni Settanta segnano un passaggio decisivo nella storia Michelin italiana: dopo i dieci ristoranti a due stelle degli anni Sessanta (più uno in Ticino), il Paese entra in una fase di consolidamento e di nuove ambizioni. Eppure, tra i protagonisti di allora, c’è chi quella seconda stella la sfiora ancora oggi senza averla mai raggiunta: La Perla di Corvara. Una situazione che potrebbe cambiare presto, considerando che l’attuale chef, Simone Cantafio, le due stelle le ha già mantenute a lungo sull’isola di Hokkaido, in Giappone, prima di rientrare in Italia.
È proprio nell’edizione 1970 che la famiglia Costa conquista la sua prima stella, mantenendola per due annate. Bisognerà attendere il 2003 per rivederla, con Markus Wolfsgruber, anche se solo per un anno. Poi arriva Arturo Spicocchi, che la conserva fino al 2015; la riconferma nel 2016 con Nicola Laera, che prosegue fino all’edizione 2021. Dopo una pausa di un anno, dal 2023 la cucina passa all’attuale chef — calabrese di origini ma nato a Milano — che mantiene la stella ancora oggi.
Diversa la traiettoria di Dolada, a Plois d’Alpago: stellato dal 1972, conquista la seconda nel 1999 e la mantiene fino al 2002 Enzo de Prà, per poi tornare a una stella, che conserva tuttora con il figlio Riccardo.
Nel 1973 è Piero Bertinotti, con il ristorante Pinocchio a Borgomanero, a entrare in guida: la stella rimarrà fino al 2010 in attesa che il nipote Francesco Morano la riottenga. In Veneto, nello stesso anno, risponde La Vecchia Lugana, che resterà stellata fino al 2005 a Sirmione.
A metà del decennio nascono sotto una buona stella quattro ristoranti destinati a lasciare un segno profondo. Nel 1975 Guido a Costigliole d’Asti ottiene la prima stella; la seconda arriva nel 1984 e rimane fino al 1997. Dal 1998 il nome Alciati si sdoppia e si diffonde: dal Monferrato al Cuneese, da Santo Stefano Belbo con Lidia Vanzino e Luca Zecchin ai fornelli al Relais San Maurizio, fino a Serralunga d’Alba Villa Reale, passando per Pollenzo e Bra con Ugo Alciati e Savino Mongelli. In ciascuna sede, una stella stabile, identitaria, riconoscibile.
In Emilia-Romagna, proprio sul confine tra le due, il San Domenico inaugura la sua storia stellata, destinata a varcare anche l’oceano. Nel 1977 è già a due stelle, che mantiene fino al 1989. Segue un periodo con una sola stella fino al 1999, poi il nuovo secolo riporta il ristorante di Morini alla seconda, che conserva ancora oggi con i Marcattilii e nipote.
Nella vicina Romagna, a Castrocaro Terme, La Frasca ottiene la prima stella nel 1976 e la seconda nel 1986, mantenendola fino al 2011. Con il trasferimento a Milano Marittima e l’uscita di Gianfranco Bolognesi nel 2012, dopo 26 edizioni consecutive a due stelle, il ristorante torna a una sola, che conserverà fino al 2015.
E infine, un caso emblematico: nel 1978 nessun ristorante italiano aveva ancora raggiunto la terza stella. Oggi possiamo dire che quel traguardo è stato ampiamente superato da Da Vittorio. La famiglia Cerea, dopo la prima stella, dovette attendere diciotto anni per la seconda e altri dodici per la terza, conquistata nella nuova sede di Brusaporto. Una scalata lenta, costante, inesorabile.
Anni 80
Gli anni Ottanta della ristorazione italiana sono un territorio di confine: un decennio di passaggi, di maturazioni lente, di stelle che nascono e altre che iniziano a brillare più forte, fino a trasformarsi in miti. Sono anni in cui quattro ristoranti compiranno il salto definitivo verso la terza stella, ma anche un periodo ricco di storie laterali, di famiglie, di chef visionari e di territori che iniziano a riconoscersi nella cucina d’autore.
1980: il primo giro di chiave
Sulle rive lombarde del Lago Maggiore, Il Sole di Ranco inaugura il decennio conquistando la sua prima stella Michelin. È il 1980, e Carlo Brovelli guida un luogo che è già Gourmand e Relais & Châteaux, complice la vista incantevole e le camere affacciate sull’acqua. La seconda stella arriverà nel 1987 e durerà fino al 1997; poi, dal 2004 al 2016, resterà una sola stella con il figlio Davide.
Nello stesso anno, l’Antica Osteria del Ponte di Ezio Santin ottiene la prima stella e, con una rapidità allora sorprendente, raddoppia l’anno successivo. La consacrazione arriva nel 1990: tre stelle che dureranno solo sette anni, fino al 1996, uno dei cicli più brevi della storia italiana. La seconda stella rimarrà fino al 2009, poi una lunga serie di gestioni senza più riconoscimenti di stella.
Sempre nel 1980, a Parma, Parizzi conquista la sua stella con Gino Giulianotti in cucina: un primato che resisterà per 43 anni, fino al 2022, passando poi nelle mani di Marco.
1981–1984: la provincia che sorprende
A Piacenza, l’Antica Osteria del Teatro deve al francese Georges Cogny la prima stella (1981), seguita dal bis nell’88 e ’89 con Filippo Chiappini Dattilo. Da lì, una lunga stagione a una stella fino al 2016.
A Milano, Aimo e Nadia ottengono la prima stella nell’81 e la seconda nell’89, mantenendola fino al 2002. Seguiranno anni di oscillazioni: una stella dal 2003 al 2007, poi di nuovo due dal 2008 al 2023, quando Alessandro Negrini e Fabio Pisani restano con una.
Nel frattempo, a Canneto sull’Oglio, inizia la storia più longeva della ristorazione italiana: Dal Pescatore. La prima stella arriva nell’82, la seconda nell’87 e la terza molto nel 96, ma è qui che si accende una fiamma destinata a non spegnersi più.
A Firenze, Enoteca Pinchiorri inaugura il suo percorso nel 1982: prima stella, poi la seconda l’anno successivo. La terza arriverà nel 1993, ma durerà poco: nel 1995 si torna a due. Solo dal 2009 Annie Féolde riconquista stabilmente il vertice.
Sempre nel 1982, in Piemonte, Al Sorriso di Soriso ottiene la prima stella. La seconda nell’86, la terza arriverà nel 1998 e durerà fino al 2012; poi due stelle per cinque anni e, dal 2020, una sola con Luisa Valazza.
1983–1986: famiglie, territori e nuove ambizioni
Nel 1983, La Tenda Rossa a Cerbaia, frutto dell’unione di due famiglie pugliesi e romagnole, conquista la sua stella. La seconda arriverà nel 1998 e durerà undici anni, fino al ritorno alla singola stella e alla chiusura nel 2020 con gli eredi. Sempre nell’83, ad Asti, Gener Neuv ottiene la sua stella, che manterrà fino al 2014.
L’anno successivo, 1984, segna l’ascesa di uno chef destinato a diventare un’icona: Fulvio Pierangelini. Con il Gambero Rosso di San Vincenzo ottiene la prima stella, la seconda arriverà solo nel 1998, insieme al titolo di miglior ristorante italiano secondo la 50 Best dell’epoca. Nel 2010, però, il ristorante di proprietà della ex moglie, tradita, scompare dalla guida. Attualmente lo Chef è consulente per Roccoforte Hotels mentre il figlio Fulvietto gestisce al Bucaniere.
Sempre nell’84, ma sull’altro versante dell’Appennino, Paolo Teverini conquista la stella al Tosco Romagnolo di Bagno di Romagna, ristorante dell’hotel anche qui della moglie. La stella resisterà fino al 2015. Il luccichio tornerà in zona solo nel 2020, con DaGorini a San Piero.
Nel 1985, in Friuli, La Primula Rossa di San Quirino ottiene la stella che ancora oggi conserva, oltre quarant’anni dopo. Nello stesso anno, a Viareggio, Romano conquista la sua stella, tuttora mantenuta con il nuovo Chef.
Balzi Rossi a Ventimiglia a pochi metri dal confine francese e al celebre Mirazur di Mauro Colagreco. Giuseppina Beglia ottiene la stella nel 1985, poi nel 91 due fino al 99 e poi ancora una, persa nel 2009. Con Enrico Marmo la stella ritorna nel triennio 2023-2025 in attesa di altre riconferme.
1986–1989: verso il futuro
Nel 1986 entrano in guida i Tamani dell’Ambasciata di Quistello. La seconda stella arriverà nel 1993 e durerà diciassette anni. Dal 2010 al 2021 tornerà a una stella, oggi mantenuta da Matteo Ugolotti già presente in cucina ai tempi d’oro.
Sempre nell’86, a Verona, Il Desco di Elia Rizzo ottiene la prima stella; la seconda arriverà undici anni dopo e durerà altrettanto. Oggi, con il figlio Matteo, il ristorante mantiene una stella.
In Campania, Don Alfonso Iaccarino conquista la prima stella nell’86, la seconda nel ’91 e la terza nel ’97: un ciclo breve, solo cinque anni. Dopo il ritorno a due stelle, nel 2025 il ristorante riapre dopo la ristrutturazione, ripartendo da zero con una stella con Chef Ernesto.
Nel 1989, in Lombardia, Al Gambero di Calvisano ottiene la sua stella, che non ha mai lasciato. E sempre nel 1989 nasce un’altra storia destinata a crescere: Arnolfo. I fratelli Trovato ottengono la prima stella, la seconda arriverà nel 2001. Oggi, nella nuova sede di Colle Val d’Elsa, il ristorante sembra ancora avere tutte le carte per un ulteriore salto.
Anni 90
Quando ci chiediamo cosa resti davvero degli anni Novanta nella storia della ristorazione italiana, la risposta non è così immediata. A differenza del decennio precedente, nessun ristorante nato o affermatosi in quegli anni riuscì a superare la soglia delle due stelle, fatta eccezione per un solo caso, peraltro in una location tutt’altro che convenzionale per un futuro tristellato. Il resto del panorama si muove tra solide prime stelle, qualche raddoppio tardivo e percorsi che iniziano sotto la guida di chef poi destinati ad altri palcoscenici.
Non parliamo, ad esempio, del Cascinale Nuovo di Isola d’Asti, che ha dominato il Monferrato con una stella ininterrotta dal 1990 al 2023. Né del Miramonti l’Altro di Concesio, che ottenne la prima stella nel 1990 con Maria Muffolini Piscini ed Ermanno Zanetti, per poi conquistare la seconda nel 2001 grazie al bretone Philippe Léveillé, capace di affiancare al celebre Risotto al Bagòss e al gelato alla crema montato al momento anche piatti di matrice francese con il foie gras. Oggi il ristorante è tornato a una stella.
Non si tratta neppure del Tivoli di Cortina d’Ampezzo, rimasto saldo alla prima stella nonostante il talento di Walter Bianconi, che forse avrebbe meritato la seconda se non avesse scelto la banchettistica romagnola a Villa Rota. A Cortina, comunque, la stella ottenuta nel 1991 resiste ancora oggi, dal 2003 con Graziano Prest ai fornelli.
Sempre nel 1991, Paolo e Barbara a Sanremo conquistano la loro stella, tuttora mantenuta. Nello stesso anno, in Liguria, Claudio a Bergeggi ottiene il macaron, poi lasciato nel 2023 per dedicarsi esclusivamente agli ospiti dell’hotel con vista mozzafiato. Ottima anche l’annata del 1991 per De I Caffi a Cassinasco, con Bruna Cane, che mantiene la stella fino al 2000, la riconquista nel 2014 ad Acqui Terme e la conserva fino al 2023.
Nel 1994 la stella arriva a Ciriè, nell’Alto Canavese, con Alfredo Russo, che la porta con sé nel trasferimento del suo Dolce Stil Novo alla Reggia di Venaria che la conserva oggi. A lui si deve anche una delle prime consulenze d’hotel a Milano, al Carlos, che però non ha ancora ottenuto la stella.
Nel 1995 brilla La Conchiglia ad Arma di Taggia, che manterrà il riconoscimento fino al 2018.
Più breve, dal 1997 al 2002, il periodo stellato di A Spurcacciun-a a Savona Ovest, poi nuovamente stellato dal 2009 al 2011 con Claudio Tiranini.
In Trentino, Walter Miori ottiene la stella nel 1997 con la sua cucina casalinga, per poi mantenerla nel 2008 e 2009 alla Locanda Margon dei Lunelli (Ferrari). Nel 2011 arriva Alfio Ghezzi, che porta il Gourmet alle due stelle nel 2017, mantenendole fino al 2019. Oggi il ristorante ha una stella con Edoardo Fumagalli.
Tra le location più suggestive spicca Da Caino a Montemerano, nel cuore della Maremma: prima stella nel 1991, seconda nel 1999, entrambe ancora presenti grazie alla mano sicura di Valeria Piccini. La chef maremmana è stata anche la prima donna in Italia a ottenere una stella in un secondo ristorante, il Winter Garden di Firenze (2015–2019), prima che il passaggio del St. Regis a Marriott facesse perdere il macaron.
Il 1992 è l’anno dell’Esplanade di Desenzano del Garda, ristorante di pesce d’acqua salata affacciato sul lago, rimasto immobile a una stella nonostante punteggi altissimi in tutte le guide. Merito di Idalgo Picinardi fino al 2007, poi di Massimo Fezzardi in cucina ed Emanuele Signorini in sala.
Sempre nel 1992 si distingue anche Casin del Gamba ad Altissimo, nel Vicentino, immerso nella natura e guidato ancora oggi dallo chef patron Antonio Dal Lago.
Nello stesso anno Claudio Sadler conquista la stella, che diventerà doppia nel 2003 e resterà tale fino al 2017, mentre il suo nome si diffonde in altre insegne stellate attuali.
Meno noto ma solidissimo il San Martino di Treviglio, che conserva la stella ottenuta nel 1984, prima con Giuseppe, poi con Marco e Vittorio Colleoni.
In Alto Adige, tra il 1995 e il 1996, entrano in guida Zur Rose ad Appiano e Schöneck a Falzes, entrambi ancora oggi stellati dopo oltre trent’anni.
Nel 1994 debutta Gianfranco Vissani, figura centrale della cucina italiana: prima stella nel 1994, seconda nel 1995, mantenuta fino al 2019. Pur non avendo mai ottenuto la terza, è stato a lungo considerato il migliore e il primo grande chef televisivo. La successiva perdita dell’unica stella rimasta ha alimentato discussioni, soprattutto considerando che la prima, a inizio carriera, durò un solo anno prima del bis.
Il Lazio festeggia una doppietta: Colline Ciociare nel 1996 e Antonello Colonna nel 1999, entrambi ancora oggi con una stella. In Campania, La Taverna del Capitano ottiene la stella nel 1996 con Grazia e Alfonso Caputo, sale a due nel 2007 e torna a una nel 2013, mantenendola tuttora.
E arriviamo al futuro tristellato: Le Calandre, che ottiene la prima stella nel 1992 con Rita Chimetto a Sarmeola, in zona industriale. Con il ritorno di Massimiliano Alajmo dalla Savoia nel 1997 arriva la seconda, poi la terza nel 2003, mantenuta fino a oggi.
Nel 1994 si aggiunge Villa Crespi, che conquista la stella con Natale Bacchetta, mantenendola fino al 1998. Con Antonino Cannavacciuolo torna la stella nel 2004, poi la seconda nel 2007 e infine la terza nel 2023, tra un MasterChef e un Cucine da Incubo.
Nel 1996 Giancarlo Perbellini ottiene la stella a Isola Rizza, la seconda nel 2002; la terza arriverà solo con i XII Apostoli a Verona, che avevano la prima stella già nel 1959. Nella sede originaria restano l’ex moglie Paola Secchi e lo chef Francesco Baldissarutti, che mantengono una stella dal 2016 al 2020.
Il 1997 porta due nuove stelle piemontesi: Cà Vittoria a Tigliole e Vintage a Torino, entrambe longeve. In Monferrato Gemma Gallo passa il testimone a Massimiliano Musso nel 2011; a Torino il percorso inizia con Pierluigi Consonni e prosegue con Valentino Panero.
Sempre nel 1997 Uliassi a Senigallia entra in guida, raddoppia nel 2009 e conquista la terza nel 2019.
Parallelamente, a pochi chilometri, Moreno Cedroni ottiene la stella nello stesso anno, conquista la seconda prima di Mauro nel 2007 e lì rimane.
Per Carlo Cracco gli anni Novanta sono una falsa partenza: il suo primo ristorante, Le Clivie, ottiene la stella nel 1998 e la mantiene solo per due edizioni. In Langa arriveranno poi Fulvio Siccardi (2003–2004) e Davide Odore (2005–2006). Meglio va a Flavio Costa, che gestisce ancora oggi l’ex Clivie: stella nel 2003 a Savona all’Arco Antico, poi nel 2014 ad Albissola Marina e dal 2017 in Langa alla Tenuta Carretta, ribattezzata 21.9.
Nel 1998 arriva a Roma un tedesco destinato alla gloria: Heinz Beck, che al Roof del Cavalieri Hilton (oggi anche Waldorf) inizia l’epopea de La Pergola. Seconda stella nel 2001, terza nel 2006.
Infine, nel 1999, un segnale dalla Valle d’Aosta: il Vecchio Ristoro con Alfio Fascendini, stellato fino al 2019. Dopo una breve pausa, la stella torna nel 2021 con Filippo Oggioni, tuttora al comando.
All’alba del nuovo Millennio vale la pena fermarsi un istante e osservare la mappa dell’eccellenza gastronomica italiana. Dei quindici ristoranti oggi insigniti delle tre stelle Michelin, ben dodici erano già presenti prima del 2000: un dato che racconta quanto la vetta della ristorazione italiana sia stata, per lungo tempo, un territorio stabile, quasi immobile. Eppure, anche tra questi pionieri, tre hanno già perso definitivamente la terza stella: il dittico milanese delle origini, Marchesi e Santin, e Don Alfonso, il faro più meridionale del firmamento gastronomico. Un altro tre stelle verrà declassato nel 2012; da quel momento in poi, nessuna caduta, solo avvicendamenti.
Con l’ascesa degli Alajmo, però, qualcosa cambia nella percezione del pubblico. Il cliente inizia a concentrare lo sguardo più sul piatto che sulla location di charme: un ribaltamento culturale favorito anche dal fatto che l’esperienza gastronomica avviene quasi sempre di sera, quando il contesto visivo conta meno, e soprattutto dall’irruzione dei social, che trasformano gli stellati in luoghi meno di nicchia e più accessibili alla curiosità di tutti, anche dei meno esperti.
La cucina, intanto, evolve: le preparazioni diventano più molecolari, meno legate alla nouvelle cuisine, alla ricerca di una forma di espressività più tecnica e durevole.
A questo punto non resta che volgere lo sguardo ai sette nuovi tre stelle del nuovo Millennio, protagonisti di una stagione in cui i cuochi iniziano a moltiplicare le insegne, mantenendo standard elevati in più ristoranti, come già accade da anni in Francia con figure del calibro di Ducasse e Robuchon.
Dal Pescatore Canneto sull’Oglio (Mn) Nadia Santini, dal 2001 Nadia e Giovanni Santini 1982-1987* 1988-1995** 1996-2026***
Enoteca Pinchiorri Firenze Annie Feolde, dal 1996 Annie Feolde e Italo Bassi, dal 2012 Italo Bassi e Riccardo Monco dal 2016 Riccardo Monco e Alessandro Della Tommasina 1982* 1983-1992** 1993-1994*** 1995-2003** 2004-2026***
Don Alfonso 1890 Massa Lubrense (Na) Alfonso Iaccarino, dal 2005 Alfonso ed Ernesto Iaccarino 1986-1990* 1991-1996** 1997-2001*** 2002-2022** 2025-2026*
La Pergola dell’Hotel Cavalieri Hilton, dal 2009 La Pergola del Rome Cavalieri Hotel Waldorf Astoria Roma Heinz Beck 1998-2000* 2001-2005** 2006-2026***
St.Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina Alta Badia San Cassiano (Bz) Norbert Niederkofler 2000-2006* 2007-2017** 2018-2023*** Atelier Moessmer Brunico (Bz) Norbert Niederkofler 2024-2026***
Quattro Passi Massa Lubrense (Na) Antonio Mellino, dal 2020 Fabrizio Mellino 2001-2011* 2012-2023** 2024-2026***
Reale Rivisondoli (Aq), dal 2012 Castel di Sangro (Aq) Niko Romito 2007-2008* 2009-2013** 2014-2025***
Piazza Duomo Alba (Cn) Enrico Crippa 2007-2009* 2010-2012** 2013-2026***
Le Robinie Montescano (Pv) 2010* Devero Ristorante dell’Hotel Devero Cavenago di Brianza (Mb) Enrico Bartolini 2011-2013* 2014-2016** Enrico Bartolini – Mudec Milano Enrico Bartolini 2017-2019** 2020-2026***
La Rei del Boscareto Resort Serralunga d’Alba Chen Shiqin/Giampiero Vivalda 2012-2013* Marco Forneris 2014* Pasquale Laera/Antonino Cannavacciuolo 2015-2018* Alberto Bai/Fabrizio Tesse 2019-2021* La Madernassa Guarene (Cn) Michelangelo Mammoliti 2020-2022** La Rei Natura by Michelangelo Mammoliti (Cn) 2024-2025** 2026***
Val d’Aosta Pierre Alexis 1877 Courmayer La Clusaz Gignod La Chandelle – Hotel Hermitage Valtournenche Café Quinson Morgeux Baita Ermitage Courmayer Il Balivo Ayas Le Bourg Fénis
Piemonte
Alessandria La Fermata Degusteria Forlino Tortona Da Manuela Isola Sant’Antonio Cantine del Gavi Accademia Ristorante Casale Monferrato