Era tutto pronto: l’idea, il concept, l’immagine coordinata, la squadra, il progetto degli interni. Era stato aperto anche il cantiere. Poi il resto è noto: lockdown e conseguente interruzione di tutte le attività. Un lungo periodo di quarantena che ha letteralmente “messo in gabbia” l’energia dei giovani protagonisti di questa nuova realtà, frenando brutalmente il percorso intrapreso. Oggi per loro non si parla di rinascita, ma di nuova alba. Una sfida post-Covid19 combattuta con l’ottimismo (non senza esperienza) della gioventù.
Lombardia Abbazia di Sherwood Caprino (Bg) Caprino Bergamasco (Bg) Beer Garage Bergamo Birreria Cassina Merate (Lc) Consorzio Birre Milano Einmass Costa di Mezzate (Bg) Hop Skin Curno (Bg) La Belle Alliance Milano Lambrate Adelchi Milano Locanda del Monaco Felice Suisio (Bg) Moskito The Original Rock’n’Roll Pub Iseo (Bs) PicoBrew Station Milano Pivo La Birreria del Centro Bergamo Shallo Beer Shop Milano Rievoca Vimodrone (Mi) (per sidro)
Trentino Fuori Stile Riva del Garda (Tn) Leno Klandestino Rovereto (Tn) (per sidro)
Veneto Donkey Pub Albaredo di Vedelago (Tv) Taverna del Porto Padova The Drunken Duck Le Più Meglio Birre Quinto Vicentino (Vi)
Friuli Big Pub ‘n’ Shop Gemona del Friuli (Ud) MastroBirraio Trieste The Alibi Udine Urban Farmhouse Osteria della Birra Pordenone
Emilia Romagna Top of the Hops Imola (Bo) Arrogant Reggio Emilia (Re)
1 Ciacco Lab Parma 2 Magritte gelati al cubo Fidenza (Pr) (6) +4 3 Papalele Torino (2) -1 4 Gelateria Michel Peschici (Fg) (7) +3 5 Gelateria Liparoti Trapani ed Erice (3) -2 6 Gelateria Prossima Fermata Milano (8) +2 7 Quattrini Falconara Marittima (An) e Sirolo (An) (32) 8 Cremeria Capolinea Reggio Emilia (35) 9 Gelateria Pallini Seregno (Mb) e Verano Brianza (Mb) (10) +1 10 Gelateria Al Polo Parma (13) +3 11 L’albero dei gelati Seregno (Mb), Monza e Cogliate (Mb) (4) -7 12 Greed Frascati (Rm) (24) +12 13 GnomoGelato Milano (12) -1 14 Officine del Gusto Pignola (Pz) (17) +3 15 Gelateria della Passera Firenze (11) -4 16 Criollo Roma (40) 17 Ottimo! Torino (58) 18 Soban Valenza (Al) e Alessandria (5) (58) 19 Santo Musumeci Randazzo (Ct) 20 Gelateria Paolo Brunelli Senigallia (An) (9) -11 21 Manorossa Alba (Cn) (20) -1 22 Savà Santeramo in Colle (Ba) (60) 23 Chiara Spalluto Casalabate (Le) new 24 The Rag Atripalda (Av) (25) +1 25 Gelateria De’ Coltelli Pisa (14) -11 26 Rosamundi Roma new 27 Gelateria G&CO Tricase (Le) (21) 28 Artico Milano (15) -13 29 Siké Milazzo (Me) e Lipari (Me) (57) 30 Gelatina Genova (36) 31 Vero Milano, Bologna e Verona new 32 Supernatural Bologna new 33 Mokambo Ruvo di Puglia (Ba) (26) -7 34 Picchio Bracciano (Rm) (43) 35 Bun da Mat Santo Stefano Belbo (Cn) (34) 36 Zelato Roma (61) 37 Nivera Scicli (Rg) (79) 38 Latteria del Ringo Martina Franca (Ta) new 39 Di Matteo Torchiara (Sa) (23) -16 40 Mara dei Boschi Torino (30) 41 StéFrisk Bari new 42 Dolce Isernia (37) 43 Ciocolat Toscolano Maderno (Bs) (52) 44 Pachamama Chiavari (Ge) (27) -17 45 Stefano Ferrara Formassenza Roma new 46 MaCam Novara (90) 47 Mavé Roma new 48 Nughenè Bogliasco (Ge) (50) 49 Gelizioso Sarno (Sa) new 50 Pikko Verona (54) 51 Micama Avezzano (Aq) new 52 Bar Ettore Locri (Rc) (92) 53 Il Giubileo Riccia (Cb) new 54 100% Naturale Sestri Levante (Ge) e Chiavari (Ge) (46) 55 Cremeria Cecconi Arezzo new 56 Bar Dolce e Salato Gerace (Rc) (42) 57 Il Fenicottero Anguillara Sabazia (Rm) (95) 58 Rocco Naviglio Foggia (80) 59 Angelo Napoli Baronissi (Sa) new 60 I Vizi degli Angeli Matera (78) +18 61 Unika Cremeria Crema (67) +6 62 Insisto Savona new 63 Nano Labo Camalò di Povegliano (Tv) (16) -47 64 Buono Così – Gelateria Naturale Roma new 65 Gelati Radicali Ancona (51) -14 66 Gelasio Roma (59) 67 Morè Soverato (Cz) (47) 68 La Gourmandise Roma (18) +50 69 Makì Fano (An) (29) -40 70 I Fenu Cagliari (66) -4 71 Cremeria Aurelia Roma (68) -3 72 Idem Congelato Reggiolo (Re) new 73 Gelateria Crispini Spoleto (Pg) e Foligno (Pg) new 74 Gelato Contadino Bergamo new 75 Aria Torino new 76 Caprilli Gelateria Naturale Livorno (31) -45 77 C’era Una Volta Benevento new 78 Fiore di Latte Gradisca di Isonzo (Go) new 79 Lolla Gelato Bolsena e Viterbo new 80 Crivella Sapri (Sa) (62) -18 81 Sablé Bologna new 82 Fattoria Dassogno Rogeno (Lc) (75) -7
83 Zeno – Gelato e Cioccolato Verona (45) 84 Torcé Roma (64) 85 Ribera Brescia (84) 86 Gelateria Fisotti Otranto (Le) new 87 Otaleg! Roma (56) 88 Voglia di… San Benedetto del Tronto (Ap) (85) 89 Gelateria Minù Osio Sotto (Bg) new 90 Gelati d’Antan Torino new 91 Francis Brescia (72) 92 Lado Lab Trento (96) +4 93 Scilò Gelateria Contemporanea Chieti (83) 94 Timballo Udine new 95 La Bottega del Gelato Porto Mantovano (Mn) (76) 96 Esquimau Pordenone (99)
97 Sbrino – Gelatificio Contadino Firenze (48) 98 Cremeria Santo Stefano Bologna (22) -76 99 Il Gelato di Juri Pesaro new 100 Ambrogino Cantina Lattica Saronno (Va) new
escono dalla classifica rispetto al 2025
Trebottoni Gelateria Artigianale Reggio Calabria ex 28 Fior di Gusto Trento ex 100 Pastorino Calice Ligure (Sv) ex 98 de CORE Gelato Creativo Albano Laziale (Rm)ex 97 Précis pastrygelateria Monforte d’Alba (Cn) ex 94 Demetra – Gelateria Naturale Santa Maria degli Angeli (Pg) ex 93 Chantilly Moglia (Mn) ex 91 Bedussi Brescia ex 89 Oriolos Perfugas (Ss) ex 88 Alimento Brescia ex 87 Gelato d’essai Roma ex 86 Ribera Gelato Brescia ex 84 Raro Cremeria Soncino (Cr) ex 82 Moou Torino ex 81 Gnam Gnam Padova ex 77 Gelida Voglia Grottaglie (Ta) ex 74 Gelati Tonino Tropea (Vv) ex 73 Pichi – Laboratorio artigianale di gelato naturale Iglesias (Su) ex 71 Fatamorgana Roma ex 70 Gelatteria San Genesio (Pv) ex 69 Sbrino Ravenna ex 65 Gentile Bari Verona ex 55 Dondoli San Gimignano (Si) ex 53
Fa caldo, anzi si scoppia, ma gli aggiornamenti sui migliori ristoranti del mondo per carta dei vini arrivano puntuali come sempre. E mentre aspettiamo che le temperature si decidano a scendere, annotiamo le insegne italiane che continuano a fregiarsi dei prestigiosi Glass di Wine Spectator. Se non altro, la notizia può offrire un piccolo refrigerio.
Nel firmamento dei riconoscimenti spiccano solo due nuove stelle globali: il Grand Award, il più importante e raro, va quest’anno a Berria di Madrid e al Caruso’s di Montecito, in California. In Italia, invece, tutto immutato: restano sei i ristoranti che detengono il massimo riconoscimento. In testa Enoteca Pinchiorri a Firenze, seguita da La Pergola a Roma, La Ciau del Tornavento nel cuore del Barbaresco, l’Antica Bottega del Vino a Verona con gli Storici dell’Amarone, il Poeta Contadino ad Alberobello e Cracco in Galleria a Milano.
Il vero zoccolo duro, però, resta quello dei Best of Award of Excellence, i celebri “due Glass”. Qui la geografia italiana si fa interessante: ricordiamo che solo 12 locali nel Lazio, 10 in Toscana, 6 in Veneto e Piemonte, 5 in Sicilia, 4 in Campania, 2 in Liguria ed Emilia-Romagna, e un solo rappresentante per Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Puglia e Sardegna, risultano selezionati. Dispiace invece per le Marche, che quest’anno salutano il Palmares con l’uscita de La Gioconda di Gabicce, scivolata da due Glass a zero. Resta in lista solo il locale dei Bizzarri a Rubiera.
La buona notizia arriva dai 14 nuovi ingressi italiani, che si aggiungono ai circa quattromila premiati nel mondo. Un dato che porta l’Italia sul podio globale con 53 insegne, dietro al Canada (152) e al Messico (64). Quattordici ingressi, dunque, a fronte di sette esclusioni.
Sulla Via Emilia, nonostante una perdita quasi tutta romagnola, arriva una nuova bandierina da Milano: Al Baretto Sant’Ambrogio. In Lombardia entra anche L’Aria del Mandarin Oriental Lake Como, mentre Verona rafforza la propria offerta con Iris. Tra Bardolino e Valpolicella fa il suo ingresso, meritatissimo, La Casa degli Spiriti di Costermano, con una vista che da sola vale il viaggio.
Dalla Toscana arrivano due novità: Bistrot Forte dei Marmi, direttamente sulla spiaggia, e Gastone a Firenze, ma perde Tabasco N.6 a Calcinaia in provincia di Pistoia. A Dobbiaco, a pochi chilometri dal confine austriaco, Hebbo conferma la sua vocazione di enoteca di charme all’interno del Glamping & Chalets affacciato sul lago. In Piemonte, nella sottozona di La Morra, entra La Corte chez Stefano Chiarlo.
Il Lazio aggiunge Achilli al Parlamento a Roma e Nando al Pallone a Vitorchiano, in provincia di Viterbo, entrambi con due Glass. La Sicilia risponde con St. George a Taormina, dove Heinz Beck fa il bis, e con Principe di Belludia a Noto. A fronte di queste due novità, però, l’isola perde Porto Marino Da Salvo a Siracusa. Il Piemonte registra l’uscita di Del Cambio a Torino e di LeBolle a Stresa, compensate da una sola new entry.
Colpo duro per Bellagio e per la Lombardia: spariscono dai Glass sia Salice Blu sia Aperitivo Et Al Wine Bar.
Tra le insegne premiate con un solo Glass entrano quest’anno Dulcis in Fundo a San Gimignano e San Babylon a Roma.
Ci aspettavamo che fossero i pizzaioli della provincia di Salerno a completare il mosaico delle province che patrocinano Le Strade della Mozzarella, il circuito che da anni alimenta – anche dietro le quinte – l’universo dei Top Pizza. Dopo Caserta, ormai lanciatissima, e Napoli già sul tetto del mondo, sembrava naturale che toccasse a loro. Magari una pizzeria con ambizioni da ristorante, capace di puntare prima al Bib Gourmand e poi, perché no, alla stella Michelin. E invece no: ai Best Pizza Award, anticamera degli attesi 50 Top Pizza 2026, spuntano i calabresi. Con tutto il rispetto, non era ciò che ci aspettavamo.
Questa classifica mondiale appena presentata prova a fotografare lo stato attuale delle cose. E, sinceramente, con tutto l’affetto per Pepe e i Martucci, mi sarei immaginato in prospettiva un numero uno mondiale tricolore… ma diverso da quello italiano. Un po’ come ai tempi di Santi Santamaria: in Spagna era il non plus ultra, ma nel mondo il titolo spettava a Ferran Adrià. Due piani diversi, due percezioni diverse.
Di Roberto D’Avanzo, lo ammetto, non ho memoria: quando passavo in Calabria c’erano solo rotelle, niente spicchi. Vedremo se questi “Golden Globe” della pizza anticiperanno e confermeranno gli “Oscar” italiani di luglio, come accade ogni anno con i 50 Top Pizza.
Intanto una certezza c’è: Francesco Martucci è davvero il numero uno mondiale confermato anche dai Best Pizza, non ci piove. Non solo con la casa madre, ma anche con la sua pizzeria di Miami, già new entry nei World Top e ora consacrata anche dai Best Pizza Award. Franco Pepe, invece, avrebbe già mollato il colpo: come nei 50 Best, chi arriva al numero uno finisce per auto-escludersi, perché non può più essere votato con lo stesso locale. Ma nessuno sembra preoccuparsene, e lui è ormai abituato a essere catapultato altrove e comunque l’anno scorso era alla due ai Best pizza 2025.
In grande ascesa Bob Alchimia, che dalla posizione quattro sfiora il primo posto e si conferma anche miglior locale per la birra secondo Slow Food. Sale dalla tredici alla tre Confine, e questo lascia aperte anche altre possibilità ai casertani trapiantati a Milano per il prossimo anno. Nell’immediato ci sarebbe anche lo spazio per una stella o un Bib Gourmand, ma finché il locale collocato nella “Wall Street nazionale” non entra nei nuovi indirizzi Michelin, è impossibile.
Gabriele Bonci, scende alla cinque dalla tre, una sua eventuale numero uno metterebbe d’accordo tutti ma in discesa e comunque si tratta di pizzeria al taglio. All’ottava scende di un punto anche 180 grammi, che con il suo concetto rivoluzionerebbe tutto, aprendo persino alla pizza turca come impasto e mantenendo una leggerezza sorprendente dell’impasto. Una numero uno che non dispiacerebbe, anche perché sarebbe “una” donna: e sarebbe uno scoop. Amalia Costantini, felicissima del suo nono posto mondiale stazionaria nei Best Pizza, non risponde ai messaggi: forse si sta ancora riprendendo dalla sbornia di vini calabresi serviti a Milano durante la presentazione. Restare immobile fra tanti colleghi è un’emozione che, confessiamolo, ce la tireremmo tutti… anzi, tutte.
I Tigli restano una presenza fissa, come l’Asador Etxebarri ai fifty best: una volta che arrivi al numero uno, entri nella Hall of Fame e sparisci dalla competizione, meglio non vincere e mantenere la visibilità. Per Simone Padoan arriva un’altra flessione nel suo su e giù, da cinque a undici mondiale Best Pizza. Sale invece Raf Bonetta, dalla 18 dello scorso anno alla 12 attuale. Sale Pier Daniele Seu, già sedici nel 2025 e oggi tredici in salita. Quattro posizioni in meno invece per Clementina a Fiumicino, che chiude la top ten nazionale dei Pizza Award 2026 che sono 1/3 del totale internazionale.
dal 2014 Borgo Antico Pescantina (Vr) Charade Roma
dal 2015 Rinaldi Al Quirinale Roma
dal 2016 Il Convivio Troiani Roma
dal 2018 Duomo Ragusa Pierluigi Roma
dal 2019 Ristorante Do Forni Venezia Ristorante Famiglia Rana Oppeano (Vr)
dal 2020 Langosteria Milano Seta Milano Terrazza Fiorella Massa Lubrense
dal 2021 Ristorante San Giorgio Genova Piazza Duomo Alba (Cn) Ristorante Bilacus Bellagio (Co)
dal 2022 Cortile Spirito Santo Siracusa Cracco Portofino Portofino (Ge) Il Pagliaccio Roma
dal 2023 Il Palagio Firenze Al Gatto Nero Torino George Restaurant Napoli Antica Pesa Roma
Principe Cerami Taormina (Me)
Veranda Cernobbio (Co) La Piola Alba (Cn) Zelo Milano Ristorante Don Camillo Siracusa Le Palme Castiadas (Ca) Le Petit Bellevue Cogne (Ao)
dal 2024 Affinatore Milano Atto di Vito Mollica Firenze Cannavacciuolo Le Cattedrali Asti Imàgo Roma
Osteria del Viandante Rubiera (Re) Ristorante Umberto a Mare Forio (Na) Ristorante Belvedere Il Pantaleone Ravello (Sa) Ristorante Del Lago Bagno di Romagna (Fc)
dal 2025 Tomkat Lucca Tuya Milano La Sosta del Gusto Pontassieve (Fi) Gli Affreschi Cortona (Ar) Gucci Osteria da Massimo Bottura Firenze Acquolina Ristorante Roma
Dal 2026 Iris Verona St. George Restaurant by Heinz Beck Taormina Achilli al Parlamento Roma Al Baretto Sant’Ambrogio Milano Bistrot Forte dei Marmi (Lu) Hebbo Dobbiaco La Casa degli Spiriti Costermano (Ve) La Corte La Morra (Cn) L’Aria Blevio (Co) Nando al Pallone Vitorchiano (Vt) Ristorante Gastone Firenze Principe di Belludia Noto (Sr)
Glass Award of Excellence
dal 2013 Barbacoa Churrascaria Milano
dal 2022 STK Milano
dal 2026 Dulcisinfundo San Gimignano (Si) San Baylon Roma
1 Francesco Martucci I Masanielli Caserta 2 Roberto Davanzo Bob Alchimia a Spicchi Montepaone (4) +2 3 Francesco Capece Confine Milano (13) +10
4(5) Gabriele Bonci Pizzarium Roma (3) -2 5(8) Jacopo Mercuro 180 grammi Pizzeria Romana Roma (8) -1 6(9) Amalia Costantini Mater Fiano Romano (9) 7(11) Simone Padoan I Tigli San Bonifacio (5) -6 8(12) Raf Bonetta Pizzeria Pozzuoli (18)
9(13) Pier Daniele Seu TAC-Thin and Crunchy Roma (16) +3
10(15) Luca Pezzetta Clementina Fiumicino (11) -4 11(17) Ciccio Vitiello Cambia-Menti Caserta 12(20) Roberta Esposito La Contrada Aversa 13(21) Sandro Cubeddu RE|MI Sassari 14(23) Enzo Coccia La Notizia Napoli 15(24) Cristian Santomauro L’Ammaccata, Antica Pizza Cilentana Casal Velino 16(25) Sasà Martucci Pizzeria I Masanielli Caserta 17(26) Massimiliano Prete Sestogusto Torino 18(27) Angelo Rumolo Le Grotticelle Caggiano 19(31) Antonio Pappalardo La Cascina dei Sapori Rezzato 20(37) Mastracci Luca! Pizza e Fritti Frosinone
21(39) Ivano Veccia Lisola Restaurant Ischia 22(43) Ciro Tutino-Bro. Ciro e Antonio Tutino Napoli 23(47) Francesco Calò Avenida Calò Roma 24(50) Vincenzo Abbate Pizzeria Contemporanea Aversa 25(53) Francesco De Maria & Federico De Maria I Vesuviani Castello di Cisterna 26(61) Davide Di Chio Alterego Pizza Boutique Andria 27(64) Cristiano Taurisano Luppolo & Farina Latiano 28(65) Enzo Bastelli Basta Pizzeria Nola 29(68) Enzo, Salvatore & Cristiano Piccirillo La Masardona Napoli 30(69) Isabella De Cham Pizza Fritta Napoli 31(74) Andrea Godi GIGI Vera Pizza Lecce 32(81) Daniele Campana 12 Corigliano 33(87) Francesco Pompetti Impastatori Roseto degli Abruzzi 34(89) Magdalena Perria, Sofia Paba & Daniela Tola Locanda Sa Matracca Cagliari 35(93) Alessandro Ruver Teglia Frazionata Roma 36(94) Filippo Sorce & Giorgio Sorce Sitári Agrigento 37(99) Francesco Miranda Màdia Salerno
Se, come me, avete sempre pensato che il “Palace dei Palace” fosse il Carlton di Cannes, è il momento di ricredersi. La Francia ha appena rinnovato la lista dei trentatré alberghi cinque stelle che possono fregiarsi del titolo di Palace, un riconoscimento che va oltre la semplice classificazione alberghiera. In Italia, invece, sopravvive ancora la “elle maiuscola”, quel raro sigillo che pochi hotel del Tricolore possono esibire e che supera lo standard del cinque stelle tradizionale.
Meglio chiarirlo subito: quando si parla di Palace francesi, rientrano anche le “colonie”, come lo Cheval Blanc ai Caraibi, a Saint-Barthélemy, raggiungibile con un normale volo Air France. Una curiosità che ricorda un po’ la storia dei Savoiardi — introvabili oltralpe — o delle borse da spiaggia Saint Barth, souvenir italianissimi che già a Menton spariscono, figurarsi nella loro presunta terra d’origine. Insomma, mai dare nulla per scontato.
La mappa dei Palace si concentra soprattutto a Parigi: ben tredici, con due nuove entrate e altrettanti declassamenti. Courchevel segue con cinque strutture, tutte stagionali, aperte solo d’inverno. Nel resto dell’Esagono si registrano movimenti significativi: alcune località perdono il titolo a favore di altre. Biarritz, ad esempio, cede il passo a Cannes grazie al Martinez sulla Croisette che non detiene Chiavi anche come località, forse meno iconico del Carlton ma ora più titolato. Sulla Manica, invece, l’Hotel du Palais perde il titolo nonostante le sue due Chiavi Michelin.
A Parigi, dopo sette anni di splendore, retrocedono il Park Hyatt Vendôme e il Mandarin Oriental in Rue Saint-Honoré, entrambi senza Chiavi Michelin. A loro si aggiunge il Byblos di Saint-Tropez, decaduto già da tempo. Tutti rientrano nella categoria dei “semplici” cinque stelle.
A prendere il loro posto nella capitale sono tre nomi pesanti: Bulgari, Cheval Blanc e Fouquet’s. Fuori Parigi, entrano nel firmamento dei Palace anche il Royal Champagne e il Four Seasons Megève, destinati a mantenere il titolo per i prossimi anni.
Sono dieci gli chef migliori al mondo – con i rispettivi ristoranti – secondo La Liste, la classifica globale che quest’anno celebra la sua decima edizione. Era il 2016 quando chi scrive scoprì per la prima volta quella lunga graduatoria di mille ristoranti sparsi per il pianeta, nata quasi come contraltare all’elenco, molto più snello, dei 50 Best, che già da anni dominavano la scena.
Del resto, quando i Fifty Best debuttarono nel 2002, in redazione accadde qualcosa di simile: a rappresentare l’Italia non c’erano i soliti blasonati tre stelle, ma Checchino a Roma e Alle Testiere a Venezia, un ristorante talmente piccolo che, per servire Acqua Panna e San Pellegrino, avrebbe dovuto rinunciare a due tavoli.
Anche per La Liste la storia si ripete. Dieci anni fa, Da Vittorio – quando i Cerea avevano già conquistato le tre stelle Michelin nel 2010 ma erano ancora un po’ più defilati – risultava l’italiano più in alto in classifica. La notizia, in diretta radiofonica, venne comunicata proprio a Chicco Cerea. Quel primato non solo resiste, ma oggi si consolida con un punteggio massimo arrivato a 99,5, rafforzato nel frattempo dall’apertura di altri “Da Vittorio” nel mondo, ciascuno insignito di due stelle.
Gli altri nove ristoranti al vertice, tutti stranieri, compongono un mosaico globale di altissima cucina. Per la Francia c’è Guy Savoy, nonostante il recente declassamento Michelin a due stelle. Seguono la Germania con Schwarzwaldstube, Hong Kong – e dunque la Cina – con Lung King Heen, gli Stati Uniti con Le Bernardin a New York, la Svizzera con il Cheval Blanc di Basilea, il Giappone con Matsukawa a Minato-ku, ancora gli USA con la Napa Valley e SingleThread, unico tra questi ad aver ottenuto contemporaneamente la stella verde e le tre Chiavi Michelin per l’hotel. Chiudono la lista la Spagna con Martín Berasategui a Lasarte-Oria e Robuchon au Dôme a Macao, ancora in territorio cinese. Tutti, tranne Savoy, vantano tre stelle Michelin.
Accanto ai dieci attuali, merita un ricordo anche l’undicesimo, Benoît Violier, primo numero uno assoluto nella storia de La Liste, senza ex aequo. Un talento straordinario che oggi non è più tra noi.