GaultMillau in Italia a partire dall’Alto Adige 2026

Novità 2026 in Alto Adige nella prestigiosa guida GaultMillau, appena aggiornata e più ricca. Non solo i ristoranti della provincia di Bolzano, ma anche una selezione di Hotel suddivisi in base alle ultime tendenze dell’hotellerie: si parte dagli Adults Only per arrivare, in ordine alfabetico, a quelli dedicati allo Yoga. In totale sono 17 categorie; non mancano i Luxus, i Family e gli Chalet. Nella versione austriaca sono presenti anche i Glamping.

Per i ristoranti la suddivisione è per località o per punteggio, con relativo numero di Cappelli da 1 a 5. Si parte dagli 11 fino ai 19,5 ventesimi, ovvero dalle osterie in stile Slow Food fino ai tre stelle Michelin, anzi all’unico presente.

Le novità iniziano subito con un Cappello: Joselie di Scena, all’interno dell’Hotel Das Sonnenparadies, e Luna del Park Mondschein a Bolzano, dove ha già fatto tappa Claudio Melis con la sua stella Michelin “In Viaggio” prima di approdare a Merano, portandosi appresso la stella. Entrambi ottengono 11 punti.

Stochas in Val Aurina dispone sempre di camere nelle vicinanze, quelle del Sonneleiten; il suo ristorante ottiene mezzo punto in più. Pari merito un’assoluta istituzione della Val Pusteria: Lerchener’s a San Lorenzo di Sebato, dove il titolare ha frequentato le scuole medie insieme a NN. Questo dimostra ancora una volta che parecchi indirizzi Michelin non sono presenti sulla G&M e viceversa.

In salita invece Vinzenz a Vipiteno dell’Haus am Turm, Apollonia a Nalles, Kohlern a Colle nel Gasthof 1899, Zum Graf del Klein Fein in Val di Casies — quest’ultimo nuova entrata — tutti a 12 punti. Altra novità: Dorfner nella Locanda Alpina a Montagna con 12,5, eguagliato da Panholzer a Caldaro.

Si sale a 13: Bad Max a Trodena debutta con due Cappelli, così come Presulis a Fiè allo Sciliar, a corredo degli appartamenti, che ottiene invece 13,5. In salita anche Ritterhof a Caldaro.

Ritorna in guida la Novità dell’Anno 2024, allora a gestione tedesca, che riottiene 14 punti: Flurin a Glorenza, con bei appartamenti anche qui. Gli fa eco Zur Kaiserkron a Bolzano, dove Wieser/Melis avevano iniziato il “camino”; Ansitz Heufler ad Anterselva nell’hotel di Norbert ***(*), poco distante sale Tanzer a Falzes nel bel boutique hotel, e ottiene un upgrade anche Lamm in Passiria a San Martino.

Altro ripescaggio: Tschein sopra il Lago di Carezza con 14,5, così come le nuove entrate Pirbamer sul Renon e Jager a Nalles nel Gasthof. Salgono anche Arbor Stube a Vipiteno nello Sterzingerhof e Kirchsteiger a Foiana di Lana dopo il declassamento Michelin.

Raggiunge i 15 punti 1477 Reichhalter a Lana, insieme alla più alta nuova entrata per onnivori, aperta tutto l’anno, sette giorni su sette, per colazione, pranzo e cena: Piccolo Lord a Brunico con lo Chef di origini albanesi Elios Begiqi che promette molto bene all’interno del Bruneck .

Arriviamo così alla più alta nuova entrata stagionale, con sede ad Appiano: Pramol Alto.

Dopo il capitombolo dello scorso anno avvenuto a Egon Heiss (Prezioso a Merano off), il grande chef torna a salire toccando 16,5.

Ecco il picco più eclatante, ma che include solo vegetariani e vegani, come fossimo a Dubai: Omnia Plant Based, con la cheffe di origine greca che, all’interno del Paradiso Hotel, supera tutti gli chef maschi emergenti della provincia di Bolzano e, a quanto sembra, anche sulla scena nazionale e internazionale. Munitevi di “Gatto delle nevi” per raggiungerlo. Punteggio: 17 punti.

Assieme e in salita anche Lampl Stube nella vicina Castelrotto e 1908 a Soprabolzano, che mantiene la stella verde dopo il declassamento della Rossa. Da notare un’altra sorpresa dal vicino Trentino: El Molin a Cavalese, che apre già anche a ristoranti trentini che assieme a Val d’Aosta, Piemonte Liguria e Lombardia faranno parte dell’edizione 2027.

Terminate le novità 2026, passiamo ai veterani, attualmente in crescita con 17,5 punti: il rinnovato Chef al Engel di Nova Levante, anche Johanns Stube in Val Aurina con la cheffe Tina Marcelli negli Chalet Amonti, 1524 Rungghof a Cornaiano, Tilia a Dobbiaco e Anna Stuben a Ortisei.

Cresce pure Laera a Corvara all’Adults Arkadia, che raggiunge 18 punti, affiancando Mamesa a Burgusio, che l’anno scorso aveva debuttato direttamente con 4 Cappelli ed era stato invitato alla presentazione a Vienna. Marc Bernhart, lo chef, resta stabile, ma il suo punteggio GaultMillau lo ha fatto entrare, a pari merito, con colleghi a tre e due stelle Michelin a livello nazionale e internazionale su La Liste. La posizione 20 è dovuta ai numerosi riscontri ottenuti su riviste e altre pubblicazioni in lingua tedesca, visto che l’hotel — il Croce Bianca, indirizzo Michelin — si trova al confine con Svizzera, Austria e Germania.

Lo Chef dell’Anno Peter Girtler resta comunque a 18,5 nonostante la perdita di una delle due stelle Michelin dell’Einhorn a Mules, all’interno di Stafler, dove c’è anche Gasthof Stube con 14 punti.

Salgono invece Terra a Sarentino al Magic Place e, al Perla di Corvara, lo chef Cantafio nella Stua de Michil.

Chiudono con 19 punti Fine Dining del Castel a Tirolo e il tre stelle Michelin più stella verde Atelier Moessmer a Brunico, presso l’omonimo lanificio.

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