Michelin: 2 Stelle dal 1969 in attesa della terza

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Guida Michelin Italia 1969 XIV Edition

Da 141 * a 145 */**

Promossi 27
re-entry Taverna La Fenice Venezia, Buca di Sant’Antonio Lucca, Cecco Pescia (Pt), Sirenetta Pescara
Bocciati 13

** (10)
Villa Sassi Silvio Rivolta Torino +1
Rocca Camogli (Ge) Frazione Ruta +1
Trattoria della Santa Nino Bergese Genova (Ge) +1
Santamaria Rapallo (Ge) +1
Pesce d’Oro Carlo Visconti Sanremo (Im) +1
Gourmet Alberto Alemagna Patron Milano +1
Antico Martini Emilio Baldi Patron Venezia +1
I 12 Apostoli Giorgio Gioco Verona +1
Fini Guido Reggiani e Giorgio Fini Modena +1
Sabatini Vincenzo Firenze +1

* (145)

Valle d’Aosta (1)
Parisien Saint Vincent (Ao)

Piemonte (14)
Savona (Cn)
Taverna del Pittore Arona (To)
La Maiana Avigliana (To)
Taverna del Ricetto Candero (Vc)
Tre Re Castellamonte (To)
La Posta Cavour (To)

Giardino Da Felicin Monforte d’Alba (Cn)
La Meridiana Novara (No)
Da Pietro Ovada (Al)
Nazionale Rivoli (To)
Rosa d’Oro Da Armando San Gillio (To)
Gran Baita Savignano (Cn)
Al Gatto Nero Torino
Del Cambio Torino

Liguria (9)
Cucciolo Genova
Italia Genova
Serafino Genova
Salvo Cacciatori Imperia
Italia Lerici (Sp) new
Cabiria Loano (Sv)
La Mortola Mortola (Im)
Gambero Rosso Sanremo (Im)
Gino Vallecrosia (Im)

Lombardia (24)
Del Moro Bergamo
Maggiolina Besnate (Va)
Miramonti Caino (Bs)
Pianone Castagneta (Bg) new
Pianta Corsico Mi)
3 Ristori 3 Ganna (Va)
Kalckerin Garlate (Co)
Oreste Lecco (Co)
Da Pino Lenno (Co)
Del Sole Maleo (Lo) new
Riccione Milano
Alfio Cavour Milano
Boeucc Da Flavio Milano
El Gamba de Legn Milano
Giannino Milano
La Nos Milano
Osteria del Vecchio Canneto Milano
Romani Milano
San Vito da Lucco Milano
Savini Milano
Taverna del Gran Sasso Milano
Da Giulio Pavia
Miranda Riva di Solto (Bg)
Locanda dell’Isola Sala Comacina (Co)

Alto Adige (5)
Grifone Bolzano/Bozen

Elefante Bressanone/Brixen (Bz)

Völserhof Fiè allo Sciliar/Völs am Schlern (Bz)
Andrea Merano/Meran (Bz)
Förstler Postal/Burgstall (Bz)

Veneto (16)
Villa Cipriani Asolo (Tv)
Belvedere Bassano del Grappa (Vi)
Al Foghèr Cortina d’Ampezzo (Bl)
Capannina del Boite Cortina d’Ampezzo (Bl)
Agnoletti Giavera (Tv)
Locanda Da Lino Pieve di Soligo (Tv)
Rifugio Monte Rua Torreglia (Pd)
Alfredo Treviso
Da Carletto Treviso
Colomba Venezia

Harry’s Bar Venezia

Locanda Cipriani Venezia
Peoceto Ristoro Venezia
Ristorante Da Nane Mora Malibram Venezia
Taverna La Fenice Venezia new
Ciccarelli Verona

Friuli Venezia Giulia (5)
Italia San Daniele del Friuli (Ud)
Boschetti Tricesimo (Ud)
Buffet Benedetto Trieste
Piccolo Trieste
Alla Vedova Udine

Emilia Romagna (17)
Della Rocca Bazzano (Bo)

Al Pappagallo Bologna
Cantoncino Bologna new
Cesarina Bologna
Guido Bologna
Hosteria Da Luciano Bologna

Tassi Bondeno (Fe)
Cantarelli Busseto (Pt)
Casali’s Hotel Cesena (Fo)
Tino Massa Lombarda (Ra)
Oreste Modena
Aurora Parma
Filoma Parma
Maddalena Ravenna new
Vecchia Rimini Da Giovanni Rimini (Fo)

Arnaldo Aquila d’Oro Rubiera (Re)
Tartufo Salsomaggiore Terme Pr)

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Quando in Italia il massimo erano le due Stelle Michelin 1969-1985

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La corsa italiana verso la terza stella Michelin non è iniziata all’improvviso. È stata un’ascesa lenta, stratificata, fatta di piccoli scatti e improvvisi arretramenti. Per comprenderla davvero bisogna tornare a quando, nel nostro Paese, il massimo riconoscimento possibile erano le due stelle. Un’epoca pionieristica, fatta di intuizioni, di territori ancora inesplorati e di una geografia gastronomica molto diversa da quella che conosciamo oggi.

Il punto di svolta arriva nel 1969. È l’anno in cui dieci ristoranti italiani vengono promossi alla seconda stella: un numero che, per l’epoca, ha il sapore di una rivoluzione. La fotografia del Paese, però, racconta una realtà sbilanciata. Le stelle si concentrano soprattutto al Nord, mentre il Sud resta quasi ai margini. In Campania, per esempio, in Costiera amalfitana resiste solo La Caravella, affiancata dalle new entry Pigna di Capri e Caròla ad Agropoli. Paradossalmente, in Romagna ci sono più stellati allora di quanti ce ne siano oggi. Nel Lazio, invece, le stelle si fermano quasi tutte a Roma, con pochissime eccezioni. Le Marche contano un solo ristorante stellato, il Passetto di Ancona; la Calabria appena uno, Da Conti a Reggio, appena entrato in guida.

Non stupisce quindi che i primi due stelle Michelin di fine anni Sessanta siano concentrati esclusivamente al Nord. La Liguria domina con quattro insegne, seguita dal Veneto con due. Piemonte, Lombardia, Emilia e Toscana completano il quadro. Tra i liguri spicca Nino Bergese, lo chef che più tardi darà vita al San Domenico di Imola insieme a Morini, allora alla Trattoria alla Santa di Genova. A Verona i 12 Apostoli entrano nell’anticamera della terza stella — un traguardo che arriverà solo mezzo secolo dopo. A Venezia l’Antico Martini diventa il primo ristorante cittadino a ottenere quello che, ancora oggi, resta il massimo riconoscimento lagunare. In realtà i due stelle del 1969 sono undici: il Canton Ticino, fino al 1994, era incluso nell’edizione italiana, e così anche Il Giardino di Brissago con Angelo Conte Rossini sale alla seconda stella. I bocciati sono tredici. Tra le nuove stelle singole spiccano il Sole di Maleo, destinato a diventare un riferimento, e il Fagiano Da Gastone nella Selva di Fasano, in Puglia.

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Chi sono i migliori 100 Stellati del 2026 in Italia?

La Guida delle Guide 2026

Partiamo dai 15 tre stelle Michelin, di cui quattro con stella verde. 

Passiamo ai 21 con 5 Cappelli dell’Espresso, di questi solo sei 20/20, altri sei con 19,5/20, i restanti 19,5/20. Qui risulta che solo Bottura raggiunge sé stesso: il Massimo. Per paradosso colui che ci guadagna maggiormente è Cracco, nonostante una sola Stella, seguito da Jessica Rosval, alter ego del modenese, che ha in più quella verde, e dai due bistellati Madonnina del Pescatore e Ciccio Sultano. Niederkofler, Perbellini e Bartolini esclusi dai 5 Cappelli, ahimè…

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Torna la “Guida delle Guide” 2026, Cappelli, Stelle e Forchette

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1
Osteria Francescana Massino Bottura Modena
2
DaVittorio Cerea’s Busaporto (Bg)
3
Reale Niko Romito Castel di Sangro (Aq)
4
Piazza Duomo Enrico Crippa Alba (Cn)
5
Atelier Moessmer Norbert Niederkofler Brunico (Bz)
6
Villa Crespi Orta San Giulio Antonino Cannavacciuolo (No)
7
Uliassi Senigallia (An)
Dal Pescatore Canneto sull’Oglio Santini’s (Mn)
8
Le Calandre Alajmo’s Rubano (Pd)
La Pergola Heinz Beck Roma
9
Enoteca Pinchiorri Annie Feolde Firenze
Quattro Passi Mellino’s Nerano (Na)
10
D’O Davide Oldani Cornaredo (Mi)
11
Casa Perbellini ai 12 Apostoli Verona
Madonnina del Pescatore Moreno Cedroni Senigallia (An)
12
La Peca Lonigo Portinari’s (Vi)
13
Duomo Ciccio Sultano Ragusa Ibla
14
Enrico Bartolini al Mudec Milano

15
Antica Corona Reale Gian Piero Vivalda Cervere (Cn)

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Natale e Capodanno portano il meglio per il 2026

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Come sono andate le cose nelle Pizzerie d’Italia che ora sempre più si confrontano con quelle sparse in tutto il Globo? 

Il 2025 ha visto il ritorno di Francesco Martucci sul Tetto del Mondo e anche per l’inizio del nuovo anno 2026 resta in vetta alla Pizz of the Pizz nazionale, che accorcia i dati sia della Classifica, con le sue 100 posizioni e poi tutti i restanti pari merito, e la Guida, con i cento 3 Spicchi, parecchi due e qualche singolo spicchio. 

Nella Pizz of the Pizz i locali sono una novantina in tutto, per un totale di 71 posizioni dovute agli ex aequo. 

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