{"id":786,"date":"2026-05-18T16:25:10","date_gmt":"2026-05-18T16:25:10","guid":{"rendered":"https:\/\/bongusto.it\/?p=786"},"modified":"2026-05-19T10:24:27","modified_gmt":"2026-05-19T10:24:27","slug":"40-anni-di-tre-stelle-michelin-italiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bongusto.it\/?p=786","title":{"rendered":"Quattro Passi e il nodo Michelin: cosa accadr\u00e0 a Piacenza il 12 novembre"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda che circola con insistenza tra addetti ai lavori e appassionati \u00e8 semplice solo in apparenza: come si comporter\u00e0 la Guida Michelin nei confronti di Quattro Passi il prossimo novembre a Piacenza?<br>Il ristorante della famiglia Mellino \u00e8 ancora ufficialmente uno dei 15 tre stelle italiani, almeno secondo la guida online, ma quest\u2019anno non ha aperto come da tradizione a met\u00e0 maggio. Un\u2019anomalia che pesa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Il servizio al ristorante stellato Quattro Passi di Nerano | MasterChef Italia 14\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/aM9PHuBAURk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta arriver\u00e0 \u2013 oltre che \u201cvivendo\u201d \u2013 gioved\u00ec 12 novembre al Teatro Lirico di Piacenza, quando verr\u00e0 presentata l\u2019edizione 2027 della Rossa. E il precedente non \u00e8 incoraggiante: Marco Sacco fu declassato improvvisamente di due stelle per una situazione simile. \u00c8 dunque lecito aspettarsi un ridimensionamento, anche se in questo caso la speranza \u00e8 che la Michelin scelga una via pi\u00f9 morbida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A complicare il quadro c\u2019\u00e8 la chiusura del locale per l\u2019intera stagione 2026, in attesa della sentenza della Corte d\u2019Appello prevista per ottobre. E non \u00e8 escluso che, prima ancora della cerimonia, la scheda online del ristorante possa sparire, come talvolta accade in situazioni delicate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una storia che conosciamo bene<br>Di Quattro Passi, di Toni Mellino e della sua famiglia avevamo gi\u00e0 scritto nella ricostruzione storica dei circa venti ristoranti italiani che hanno ottenuto le tre stelle dal 1986 a oggi. Avevamo persino azzardato qualche previsione, ma non questa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro primo incontro con i Mellino risale alla loro partecipazione a Divincibo a Ravenna, quando il ristorante non aveva ancora alcuna stella. Da l\u00ec part\u00ec un percorso che ci port\u00f2 a visitarli a Massa Lubrense e a Sant\u2019Agata sui Due Golfi, quell\u2019epicentro gastronomico dove due e tre stelle convivono da decenni. Dormimmo persino nell\u2019albergo oggi al centro della vicenda giudiziaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi arriv\u00f2 la prima stella, mentre altri colleghi della zona iniziavano il loro declino: quello fu il secondo passo. Toni era sempre presente, in cucina e in sala, affiancato da ma\u00eetre e sommelier. E come dimenticare quello Spaghettone, un piatto che da solo raccontava un territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda stella arriv\u00f2 mentre erano gi\u00e0 in corso i lavori di ammodernamento del locale, che riapr\u00ec puntuale la Pasqua successiva.<br>Il terzo passo fu la scelta di Toni di lasciare la guida al figlio Francesco, rientrato dopo esperienze pluristellate all\u2019estero.<br>Il quarto passo, infine, fu la conquista della terza stella Michelin, assegnata al giovanissimo erede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora il futuro \u00e8 sospeso<br>Oggi, per\u00f2, la storia dei Mellino si trova davanti a un bivio inatteso. La Michelin dovr\u00e0 decidere se confermare la fiducia o se applicare la sua regola pi\u00f9 severa: un tre stelle deve essere aperto, operativo e verificabile.<br>La chiusura forzata e la sentenza in arrivo rendono tutto pi\u00f9 fragile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 12 novembre, a Piacenza, capiremo quale sar\u00e0 il quinto passo di questa vicenda: un nuovo inizio, una sospensione o un doloroso arretramento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">40 Anni di Tre Stelle Michelin italiane<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quattro decenni che raccontano una storia fatta di costanza, rivoluzioni silenziose e famiglie che hanno trasformato la cucina in un\u2019eredit\u00e0 culturale. Tra tutte, una brilla pi\u00f9 a lungo: <strong>Dal Pescatore<\/strong>, a Canneto sull\u2019Oglio, in provincia di Mantova. Sono <strong>trentuno anni<\/strong> che il ristorante della famiglia Santini difende senza interruzioni il massimo riconoscimento. Era il <strong>1996<\/strong> quando Nadia Santini entr\u00f2 nell\u2019Olimpo delle Tre Stelle, affiancando Gualtiero Marchesi ed Ezio Santin, che poi si sarebbero fermati rispettivamente a undici e sette anni. Oggi Nadia \u00e8 affiancata dal figlio <strong>Giovanni<\/strong>, e insieme rappresentano l\u2019unico caso italiano di continuit\u00e0 assoluta, ulteriormente rafforzata dalla <strong>stella verde<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Subito dopo, un\u2019altra donna segna la storia: <strong>Annie F\u00e9olde<\/strong>, originaria di Villeneuve-Loubet, la citt\u00e0 natale di Escoffier. Ottenne la terza stella nel <strong>1993<\/strong>, la perse nel 1995 e la riconquist\u00f2 solo dopo una profonda ristrutturazione dell\u2019edificio storico che ospita <strong>Enoteca Pinchiorri<\/strong> a Firenze. Da <strong>vent\u2019anni<\/strong>, dal 2004, la sua terza stella non \u00e8 pi\u00f9 in discussione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo uomo tra gli attuali Tre Stelle arriva nel <strong>2003<\/strong>: <strong>Massimiliano Alajmo<\/strong>, allievo di Marc Veyrat, allora considerato il miglior chef del mondo. Tornato a casa, vicino Padova, Alajmo prende in mano la cucina de <strong>Le Calandre<\/strong>, gi\u00e0 stellata grazie al lavoro della madre Rita Chimetto tra il 1992 e il 1995. Da allora, la sua terza stella resiste da <strong>ventitr\u00e9 anni<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>2006<\/strong> \u00e8 la volta di un altro straniero d\u2019adozione: <strong>Heinz Beck<\/strong>. Il tedesco, ormai figura centrale della gastronomia italiana, arriva dalle cucine del primo italiano a ottenere tre stelle all\u2019estero: <strong>Heinz Winkler<\/strong>, altoatesino trionfatore nel 1981 al Tantris di Monaco, allora il pi\u00f9 giovane Tre Stelle al mondo con i suoi 31 anni. Beck, invece, mantiene da <strong>ventuno anni<\/strong> le sue tre stelle a <strong>La Pergola<\/strong> del Waldorf Cavalieri Hilton di Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una storia a parte \u00e8 quella della <strong>famiglia Cerea<\/strong>. Dopo una lunga permanenza a due stelle nel centro di Bergamo, raggiungono la terza nel <strong>2010<\/strong> nella nuova sede di Brusaporto, dove il riconoscimento viene confermato da <strong>diciassette anni<\/strong>. Il loro percorso \u00e8 un crescendo: prima stella nel 1978, seconda dopo diciotto anni, poi quattordici anni di attesa prima del salto nell\u2019\u00e9lite.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le donne, spicca anche <strong>Luisa Valazza<\/strong>, che con <strong>Il Sorriso<\/strong> in provincia di Novara ha mantenuto le tre stelle per <strong>quindici anni<\/strong>. Il ristorante raggiunse il vertice nel 1998, rimanendovi fino al 2012, quando cedette il passo a una nuova figura piemontese: <strong>Enrico Crippa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con <strong>Piazza Duomo<\/strong> ad Alba, sostenuto dalla famiglia Ceretto, Crippa ha collezionato <strong>quattordici edizioni<\/strong> di Tre Stelle, a cui si \u00e8 aggiunta di recente anche la <strong>stella verde<\/strong>. La sua ascesa fu rapidissima: due stelle, poi tre, in un percorso quasi fulmineo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel <strong>2012<\/strong> arriva anche il traguardo di <strong>Massimo Bottura<\/strong>, che con l\u2019Osteria Francescana non solo conquista le Tre Stelle, ma raggiunge per due volte il vertice dei <strong>50 Best Restaurants<\/strong>. Anche qui la Stella Verde in pi\u00f9, mentre nel B&amp;B Casa Maria Luigia siamo a 5 Luxury, l&#8217;unico Tre Chiavi del Nord Italia esclusa Venezia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, <strong>Niko Romito<\/strong>: dodici anni di Tre Stelle che hanno portato l\u2019Abruzzo nell\u2019\u00e9lite mondiale, creando un divario enorme tra il suo ristorante e il resto della scena regionale dal 2014 in poi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>2018: l\u2019inizio della stagione dei \u201cnuovi Tre Stelle\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2018<\/strong> \u00e8 l\u2019anno in cui tutti si chiedono se finalmente arriver\u00e0 un nuovo Tre Stelle. Alcuni chef vengono invitati a cucinare alla presentazione ufficiale, tra cui <strong>Norbert Niederkofler<\/strong>, gi\u00e0 celebrato come miglior chef mitteleuropeo dai <strong>19\/20 del GaultMillau<\/strong>. Quando la Michelin lo promuove anche alla terza stella, rimane sinceramente esterrefatto. Da quel momento si apre una stagione irripetibile: <strong>un nuovo Tre Stelle ogni anno<\/strong>, con l\u2019ingresso di nuove regioni. Una corsa che solo il Covid riuscir\u00e0 a interrompere nel 2021 e 2022.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Elio Crociani intervista Norbert Niederkofler *** nuovo 3 stelle Michelin 2018 San Cassiano (Bz)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wRF4Iexckic?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2019<\/strong> \u00e8 l\u2019anno delle <strong>Marche<\/strong>, che incoronano uno chef in piena ascesa dopo il lungo dominio di Moreno Cedroni e della sua Madonnina del Pescatore. Siamo a Senigallia, in riva al mare, ma nel cuore dell\u2019area portuale, dove le auto non possono entrare \u2013 tranne quella del patron. \u00c8 qui che <strong>Mauro Uliassi<\/strong> conquista la terza stella. La sua storia parte nel 1996 con la prima stella, mantenuta fino al 2008. Nel frattempo, il vicino Cedroni aveva gi\u00e0 ottenuto la seconda (2007), che conserva tuttora. Uliassi lo raggiunge e i due restano appaiati per quasi vent\u2019anni, protagonisti di una delle rivalit\u00e0 pi\u00f9 eleganti della cucina italiana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"#52 Uliassi *** 50 Best 2021 Senigallia (An)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3M0ROsPkxPA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2020<\/strong> porta una sorpresa: \u00e8 <strong>Enrico Bartolini<\/strong> a riportare la terza stella a Milano, la citt\u00e0 dove tutto era iniziato con Marchesi e, poco dopo, con Santin nell\u2019hinterland. Molti si aspettavano una nuova regione mai premiata prima \u2013 magari la Sicilia \u2013 dopo Abruzzo, Marche, Emilia-Romagna e Alto Adige. In parallelo, a Venezia, <strong>Glam<\/strong> dello chef toscano sale alla seconda stella, un po\u2019 come era accaduto in Alta Badia con i \u201ccugini\u201d St. Hubertus e La Siriola. Prima del Mudec, Bartolini aveva gi\u00e0 lasciato il segno al <strong>Devero<\/strong> in provincia di Bergamo: dalla prima stella ottenuta a Pavia e durata un anno, era arrivata la seconda. Oggi \u00e8 lo chef pi\u00f9 stellato d\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2023<\/strong> \u00e8 l\u2019anno di <strong>Antonino Cannavacciuolo<\/strong>, volto televisivo amatissimo ma ancora fermo a due stelle, un po\u2019 come accadde \u2013 definitivamente \u2013 a Gianfranco Vissani. In molti sostengono che Cannavacciuolo avrebbe meritato la terza almeno dieci anni prima, forse alludendo al declassamento del vicino <strong>Sorriso<\/strong> dei Valazza a favore di Crippa. Non tutti ricordano che <strong>Villa Crespi<\/strong> ottenne la prima stella sul Lago d&#8217;Orta nel 1994 con <strong>Natale Bacchetta<\/strong>, mantenendola fino al 1998. Cannavacciuolo, rientrato dall\u2019Alsazia di Westermann, la riconquist\u00f2 nel 2004, raddoppi\u00f2 nel 2007 e dovette attendere quindici anni per la terza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Elio Crociani intervista Antonino Cannavacciulo *** Chef Villa Crespi***** Settimana del Buon Vivere\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bOJfmX9ZG5A?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>2024<\/strong> \u00e8 un vero colpo di scena. Con la chiusura per ristrutturazione dell\u2019intero <strong>Hotel Rosa Alpina<\/strong> di San Cassiano, il <strong>St. Hubertus<\/strong> non pu\u00f2 riconfermare le tre stelle e la stella verde, costate alla famiglia Pizzinini oltre venti milioni di euro e per questo  fu doveroso il passaggio ad Aman, in vista dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026. Niederkofler, che gi\u00e0 nel 2019 aveva temuto di perdere sia i 19\/20 GaultMillau sia le tre stelle ottenute nel 2018, sembrava rassegnato. Ma il Covid, paradossalmente, gli d\u00e0 il tempo necessario per completare un nuovo progetto: un ristorante aperto tutto l\u2019anno, pi\u00f9 accessibile e non pi\u00f9 legato alla stagionalit\u00e0 dell\u2019hotel. Nasce cos\u00ec <strong>Atelier Moessmer<\/strong> a Brunico, che riconferma a NN le <strong>quattro stelle<\/strong> (tre pi\u00f9 verde). La sua storia \u00e8 un  successo anche in altre location: prima stella nel 2000, seconda dopo sette anni, terza dopo undici, e nel 2024 anche la stella verde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra gli chef che ambiscono alla terza stella c\u2019\u00e8 un giovane che porta avanti un ristorante di famiglia capace di rinnovarsi senza perdere identit\u00e0: <strong>Quattro Passi<\/strong>. Un nome che \u00e8 gi\u00e0 un racconto, fin dai tempi in cui, a Nerano, oltre a Don Alfonso brillava anche la Taverna del Pescatore con due stelle. <strong>Toni Mellino<\/strong> ottenne dal nulla la prima stella nel 2001 e la seconda nel 2012, lasciando poi il timone al figlio <strong>Fabrizio<\/strong>, forte di esperienze internazionali \u201cducassiane\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019altra terza stella dal forte valore simbolico \u00e8 quella di <strong>Giancarlo Perbellini<\/strong>, che profuma di premio alla carriera e celebra i settant\u2019anni della Michelin in Italia. Parliamo de <strong>I XII Apostoli<\/strong> a Verona, ristorante storico che gi\u00e0 nel 1959 ottenne la sua prima stella (nel 1956 in citt\u00e0 c\u2019erano solo Le Tre Corone con un macaron). Nel corso della sua lunga storia raggiunse due volte la seconda stella: nel biennio 1969-70 e poi dal 1973 al 1984. Sommando le due stelle (pi\u00f9 l\u2019espoir) conquistate da Perbellini prima a Isola Rizza con il padre Gianbattista e poi da solo in Piazza San Zeno, e aggiungendo l\u2019unica stella rimasta alla famiglia Gioco nella sede dei Dodici Apostoli, si arriva a un percorso che oggi trova finalmente il suo coronamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultimo Tre Stelle assegnato in Italia \u00e8 <strong>La Rei Natura<\/strong>, guidato da <strong>Michelangelo Mammoliti<\/strong>. Salito alla ribalta nel Roero, a Guarene, alla <strong>Madernassa<\/strong>, aveva ottenuto due stelle in tempi rapidissimi, mantenendole dal 2020 al 2022. Poi arriva la \u201cproposta indecente\u201d di un hotel di lusso in Barolo, che in passato si era affidato a consulenze di chef pluristellati come Vivalda e Cannavacciuolo, senza mai superare la singola stella. La proposta viene accolta dall\u2019intero team. Nel post Covid, il ristorante \u2013 ribattezzato <strong>Natura<\/strong> \u2013 funziona inizialmente solo per gli ospiti dell\u2019hotel, poi riapre al pubblico e riconquista subito le due stelle. La cucina \u00e8 gestita in totale autonomia, con ingresso e parcheggio indipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 <strong>Umberto Bombana<\/strong>, lo chef italiano vivente che detiene le tre stelle dal 2011 a Hong Kong con <strong>8 \u00bd Otto e Mezzo Bombana<\/strong>. Partito da Clusone, in provincia di Bergamo, ha preso la strada opposta: prima il Rex di Los Angeles (quello di <em>Pretty Woman<\/em>), poi l\u2019Asia, dove oggi \u00e8 l\u2019italiano pi\u00f9 stellato all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi decenni, molti chef italiani hanno portato il tricolore ai vertici della ristorazione mondiale, conquistando le tre stelle Michelin lontano da casa e guidando le cucine di alcuni tra i pi\u00f9 grandi nomi dell\u2019alta gastronomia internazionale: da Ducasse a Darroze, da Ramsay a Berasategui.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il percorso potrebbe iniziare da Montecarlo, dove <strong>Frank Cerutti<\/strong> ha scritto pagine memorabili al <strong>Louis XV<\/strong>, contribuendo a definire l\u2019identit\u00e0 mediterranea del ristorante simbolo di Alain Ducasse. Pi\u00f9 recente \u00e8 invece l\u2019ascesa di <strong>Marco Zampese<\/strong>, oggi alla guida delle cucine del <strong>The Connaught<\/strong> di Londra, mentre in passato la capitale britannica aveva gi\u00e0 accolto il talento di <strong>Simone Zanoni<\/strong>, allora impegnato all\u2019Hospital, prima di intraprendere la sua brillante carriera francese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8 la Spagna, dove <strong>Paolo Casagrande<\/strong> continua a firmare la cucina del <strong>Lasarte<\/strong> di Barcellona, tre stelle Michelin e uno dei templi gastronomici pi\u00f9 influenti della penisola iberica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Guardando al futuro, in vista dell\u2019edizione <strong>2027<\/strong>, il quadro \u00e8 chiaro: dei venti ristoranti che hanno ottenuto le tre stelle nella storia italiana, solo quindici sono ancora in carica, per un totale di diciannove chef e cheffe premiati. Il pi\u00f9 longevo lo conosciamo gi\u00e0; il pi\u00f9 \u201cbreve\u201d, escludendo i recentissimi, \u00e8 <strong>Don Alfonso<\/strong> con cinque anni (1997-2001), seguito da <strong>Enzo Santin<\/strong> con sette (1990-1996). L\u2019unico ristorante che ha chiuso per rinnovo e riaperto con nuovo nome e concept \u00e8 l\u2019ex <strong>St. Hubertus<\/strong>, ora <strong>Enju<\/strong>, primo ristorante Aman al Mondo della Catena nata in Indonesia e basata attualmente in Svizzera. Dopo Arva a Venezia, Shanghai, Tokyo e Bangkok, Aman porta in Alta Badia un\u2019interpretazione \u201ctirolese\u201d dello <strong>shabu shabu<\/strong>, con menu degustazione, carni e verdure da immergere in brodo fumante, sak\u00e8 pregiati e t\u00e8 rari. I prezzi partono da 400 euro a persona, bevande escluse. Meno aspettative stellate per l\u2019altro ristorante della struttura, aperto pranzo e cena, dove brilla la pizza Tre Spicchi di <strong>Denis Lovatel<\/strong>, anch\u2019essa in attesa di riconferma nel Gambero Rosso 2027.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La domanda che circola con insistenza tra addetti ai lavori e appassionati \u00e8 semplice solo in apparenza: come si comporter\u00e0 la Guida Michelin nei confronti di Quattro Passi il prossimo novembre a Piacenza?Il ristorante della famiglia Mellino \u00e8 ancora ufficialmente uno dei 15 tre stelle italiani, almeno secondo la guida online, ma quest\u2019anno non ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-786","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-chef","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=786"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":929,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786\/revisions\/929"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}