{"id":1024,"date":"2026-06-24T14:58:17","date_gmt":"2026-06-24T14:58:17","guid":{"rendered":"https:\/\/bongusto.it\/?p=1024"},"modified":"2026-08-21T08:29:04","modified_gmt":"2026-08-21T08:29:04","slug":"in-francia-oltre-alle-stelle-e-alle-chiavi-ci-sono-i-palace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/bongusto.it\/?p=1024","title":{"rendered":"La Francia non \u00e8 stato un Paese per il Green Michelin"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le Stelle Verdi comparvero per la prima volta nella Guida Michelin francese del 2020, rivelate il 27 gennaio, quando nessuno poteva immaginare che, di l\u00ec a un mese, il mondo intero sarebbe precipitato nell\u2019incubo del Covid. Quel giorno, al Pavillon Gabriel di Parigi, cinquanta chef erano stati convocati per la presentazione annuale della Guida. Nessuno di loro sapeva davvero perch\u00e9 fosse l\u00ec: c\u2019erano i soliti tre, due e una stella, certo, ma anche cuochi che non avevano mai avuto un riconoscimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu allora che la Michelin annunci\u00f2 un nuovo simbolo: la Cucina Durevole, la famosa stella verde. Ricordo di aver pensato: speriamo non porti jella. In Italia, tutto sommato, la storia \u00e8 andata bene: pochi l\u2019hanno ottenuta, pochi l\u2019hanno persa, e solo qualcuno ha chiuso definitivamente. Ma il dubbio resta: la Guida Rossa durer\u00e0 davvero in eterno?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Francia, invece, il percorso \u00e8 stato pi\u00f9 accidentato, tanto da far sospettare che la Michelin abbia deciso di cambiare rotta. Via il pentafoglio verde, avanti con chiavi e uve, sempre pi\u00f9 arzigogolate. Le stelle verdi, infatti, non verranno pi\u00f9 assegnate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena guardare cosa \u00e8 successo oltralpe nelle sette edizioni dal 2020 al 2026. Su una trentina di tristellati, dieci ottennero anche la stella verde; solo Alain Ducasse la perse sull&#8217;edizione 2022 de l&#8217;anno dopo, dopo la chiusura del suo ristorante al Plaza Ath\u00e9n\u00e9e. Nessun altro tre stelle ha finora ricevuto finora il Green negli anni successivi. Nel 2021 arrivarono trentatr\u00e9 nuovi riconoscimenti verdi, poi appena sei nel 2022, otto nel 2023 e nel 2024, dieci nel 2025 e quattordici nell\u2019ultima edizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come dicevo, in Francia molti hanno chiuso o perso la stella verde pur restando attivi: forse il problema fu proprio l\u2019eccesso di premi iniziali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Chariot des infusions a La Bastide de Capelongue R&amp;C Bonnieux (F) PACA Chef Edouard Loubet **\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/C66mCX3vlms?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le due stelle rosse, il primo a chiudere fu Edouard Loubet a Bonnieux, dopo aver venduto a una compagnia incapace di mantenere il livello. David Toutain ha perso solo il Green, lo stesso \u00e8 accaduto a Serge Vieira dopo la sua morte nel luglio 2023.<\/p>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00e9bastien Bras, a Laguiole, aveva rinunciato alle tre stelle del padre Michel: rimane con una sola rossa, nonostante avesse ottenuto anche la verde. Un altro nome sacro della cucina francese, di origini italiane, ha chiuso l\u2019Hostellerie J\u00e9r\u00f4me a La Turbie perdendo il titolo sull&#8217;edizione 2024; oggi, al Racines di Nizza, conserva una sola stella rossa, e nonostante la cucina vegetale, niente riconoscimento Green.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche l\u2019Hostellerie B\u00e9rard a La Cadi\u00e8re d\u2019Azur ha chiuso e perso tutto sull&#8217;edizione 2025 con Ren\u00e9&#8217;Sens, ora nuova gestione. Nel Jura, Jacques Bernachon a L\u2019\u00c9tang du Moulin resta stellato, ma senza verde. Julien Allano, che al Claire de la Plume di Grignan aveva ottenuto la stella verde, l\u2019ha mantenuta la nuova gestione; il suo nuovo locale nel Luberon, invece, non l\u2019ha pi\u00f9 ricevuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simone Zanoni, altro italiano in Francia, prima a Londra con Gordon Ramsay e poi a Parigi, aveva ottenuto il Green a Le George: oggi gli resta solo la rossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la nuova gestione del Petit H\u00f4tel du Grand Large a Portivy, la Michelin non riporta pi\u00f9 tracce del Green: l\u2019ex chef Herv\u00e9 Bourdon ora lavora al Rivage, sul porto, e si gode la pensione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perdono la stella verde anche L\u2019Or Q\u2019id\u00e9e a Pontoise, Le Moulin de L\u00e9r\u00e9 a Vailly, Le Bec au Cauchois a Valmont, Pertica a Vend\u00f4me, Le Tilleul de Sully a Montgibaud e Caves Madeleine a Beaune, che per\u00f2 resta in Guida.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi quattordici facevano parte del folto gruppo dei cinquanta della prima edizione del 2020. Nel 2021 diventano undici i declassati, tra cui anche un nome di lusso: Florent Pietravalle, che ha lasciato La Mirande ad Avignone e ora riparte da zero al Louison del Domaine de La Coste, tra Aix-en-Provence e Luberon, a cui auguriamo due stelle rosse in una zona dove ci sono pi\u00f9 tre stelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con questa media, era inevitabile correre ai ripari: nel 2022, infatti, tra le sei novit\u00e0 non ci furono declassamenti. Negli anni successivi, su sedici nuovi Green, solo due defezioni. Nel 2025, su dieci novit\u00e0, una sola chiusura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E cos\u00ec arriviamo al 2026: gli ultimi quattordici Green restano invariati. Una fine silenziosa, quasi inevitabile, per un simbolo che forse era nato in fretta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Elio Crociani Journalist<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cinque edizioni: tanto \u00e8 bastato alla Svizzera per costruire una propria storia della Stella Verde Michelin, una storia breve ma gi\u00e0 ricca di svolte. La prima apparve nel febbraio 2021 con 19 insegne premiate; oggi, sette di quelle pionieristiche hanno perso il riconoscimento. Un anno e mezzo pi\u00f9 tardi, nell\u2019ottobre successivo, arriv\u00f2 una dozzina di nuove entrate, ma anche qui il tempo ha fatto il suo corso: una chiusura e sei Green svaniti. Nel 2023 furono otto le novit\u00e0, seguite da due chiusure e un\u2019altra perdita. Le quattro new entry del 2024 resistono ancora, mentre nell\u2019edizione 2025 i Green annunciati erano quaranta: ora ne restano trentasette, appena declassati online. Una parabola altalenante, quasi meteorologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto diversa la traiettoria dei <strong>Paesi Bassi<\/strong>, che condividono con l\u2019Italia una stabilit\u00e0 sorprendente. Cinque edizioni anche qui, ma solo un ristorante Green ha chiuso \u2014 De Dyck a Woubrugge \u2014 e uno soltanto ha perso il riconoscimento, Fermin a Rotterdam. Un altro dato in controtendenza: visto che altrove pochissimi ristoranti pluristellati hanno ottenuto la Stella Verde oltre alle rosse o al Bib Gourmand. Una rarit\u00e0 nel panorama europeo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>Spagna<\/strong>, la storia \u00e8 ancora pi\u00f9 positiva. Cinque dei sedici tre stelle hanno ottenuto e mantenuto la Stella Verde, e pochissimi l\u2019hanno persa o hanno chiuso. E pensare che nel 2021 le insegne Green erano appena ventuno: oggi sfiorano quota sessanta. Una crescita che racconta un Paese in cui la sostenibilit\u00e0 \u00e8 diventata parte integrante dell\u2019alta cucina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>Portogallo<\/strong>, invece, ha dovuto attendere il 2022 per vedere le prime due insegne premiate: Il Gallo d\u2019Oro a Madeira e Espor\u00e3o a Reguengos de Monsaraz. Nel 2023 si aggiunge Mesa de Lemos, poi nel 2024 \u00d3 Balc\u00e3o a Santar\u00e9m e Malhadinha Nova ad Albernoa. Con Encanto a Lisbona arriva anche la prima stella verde in una grande citt\u00e0. Oggi sono sette le insegne Green portoghesi, tutte stellate e una addirittura con due stelle, grazie alla new entry 2026 A Cozinha do Pa\u00e7o a \u00c9vora. Lusitania, insomma, non \u00e8 terra di Bib Gourmand Green.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>Regno Unito<\/strong> debutta nel 2021 con venti stelle verdi e chiude l\u2019ultima edizione con trentasei. Due dei dieci tre stelle britannici hanno ottenuto anche il Green, e un solo Bib Gourmand porta la doppia bandiera. Dopo la chiusura temporanea del Belmond Le Manoir aux Quat\u2019 Saisons per ristrutturazione, resta un solo bistellato con Stella Verde: Sat Bains a Nottingham. Le altre \u201cvoci consapevoli\u201d sono stellati singoli e numerosi indirizzi sparsi. In Irlanda, invece, la situazione \u00e8 minimalista: solo Kai a Galway ottiene il riconoscimento, pronto a diventare mindful voices in autunno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia dell\u2019<strong>Austria<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 complessa. All\u2019epoca delle prime stelle verdi non esisteva una Guida nazionale completa, solo edizioni dedicate a Vienna, Salisburgo e al Vorarlberg. La prima Stella Verde and\u00f2 al Tian di Paul Ivic, che la conserva tuttora. L\u2019anno successivo arriv\u00f2 Mast Weinbistro, sempre a Vienna. Con il ritorno della Guida Michelin Austria nel 2025, le stelle verdi balzarono a trentatr\u00e9, mantenendo le due viennesi e aggiungendo quattro nuove insegne nell\u2019area di Salisburgo \u2014 una con stella e una con due \u2014 e tre Bib Gourmand nel Vorarlberg, oltre a tre nuove stelle verdi a Lech, Schwarzenberg e Riezlern. Nessuna chiusura, nessuna perdita: nel 2026 l\u2019Austria raggiunge quota quarantuno Green.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>Belgio<\/strong> mostra un\u2019altra tendenza: la maggior parte delle stelle verdi viaggia a braccetto con almeno una stella Michelin. Air du Temps a Liernu ne ha addirittura due pi\u00f9 una terza verde. Nel 2021 erano nove, oggi sono sedici. Il <strong>Lussemburgo<\/strong>, invece, vive una storia a due voci: La Distillerie a Bourglinster dal 2021 al 2024, poi Fields by Ren\u00e9 Mathieu a Sandweiler dal 2025, semplicemente cambiando sede.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vicinanza geografica all\u2019Europa e la crescente presenza della Turchia nella Guida Michelin \u2014 con ristoranti in costante ascesa da diversi anni \u2014 rendono quasi inevitabile ripercorrere l\u2019evoluzione della selezione turca. Tutto comincia nel 2022, quando viene annunciata la prima edizione dedicata alla sola Istanbul. \u00c8 il preludio a un ampliamento ben pi\u00f9 ambizioso: gi\u00e0 l\u2019anno successivo la Michelin abbraccia buona parte del Paese, concentrandosi soprattutto sulle regioni affacciate sull\u2019Egeo, quelle stesse che dialogano da sempre con la Grecia e le sue isole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il debutto del 2023 \u00e8 folgorante: Turk Fatih Tutak conquista due stelle, un risultato che lo Chef ha ulteriormente consolidato nell\u2019edizione 2026 ottenendo anche la stella verde. Nella capitale arrivano quattro nuove stelle singole, mentre Neolokal \u00e8 l\u2019unico a bissare con il Green.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019anno seguente la selezione si allarga verso Smirne e Bodrum, territori destinati a diventare un ponte gastronomico fra Mediterraneo orientale e Italia del Sud, in un\u2019area sempre pi\u00f9 centrale per il turismo internazionale. L\u2019edizione 2024 segna infatti sette nuove stelle rosse e tre Green solo a Smirne, cui si aggiunge un Bib Gourmand di Istanbul che porta il totale delle stelle verdi turche a cinque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2025 le stelle singole salgono a tredici, grazie anche a Lavanda e Narimor, mentre il fronte Green cresce con un nuovo stellato, due Bib Gourmand e tre indirizzi finora assenti, raggiungendo quota dieci. Chiude Circle by Vertikal, mentre la stella verde va a Vino Locale, che nell\u2019edizione 2026 ottiene anche la seconda stella rossa, affiancando il primordiale bistellato nazionale, ora insignito del pentafoglio. Le stelle singole diventano quindici con due nuove entrate, mentre le stelle verdi salgono a tredici. Tre nuovi indirizzi \u2014 uno stellato e due semplici \u2014 entrano nel firmamento sostenibile, mentre Hi\u00e7 Lokanta esce dalla selezione Green.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro europeo: Baltico, Centro Europa e Balcani<br>Ritornando nel continente, la Michelin completa la mappa con Estonia, Lituania e Lettonia, seguite da Polonia, Repubblica Ceca e dall&#8217; Ungheria. Malta, invece, non ha ancora stelle verdi: conta un bistellato e sei stelle singole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Malta<br>La prima edizione risale al 2020, alla vigilia della pandemia, con tre ristoranti stellati. Nel 2021 diventano cinque, poi sei nel 2023. Ion \u2013 The Harbour sale a due stelle nel 2024, mantenendo invariato il numero delle singole grazie a una new entry. Nel 2025 esce Bahia ed entra Le GV, mantenendo stabile la situazione anche nel 2026.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ungheria<br>Oggi l\u2019Ungheria conta due bistellati tra Budapest e Tata, sei stelle verdi e otto stelle singole. La storia ungherese nella Rossa inizia nel 2010 con Costes, guidato dallo Chef portoghese Miguel Rocha Vieira. Nel 2011 arriva Onyx, nel 2014 gli stellati diventano tre, poi quattro nel 2015. Il 2016 segna una svolta con Downtown, opera di un cuoco tedesco non profeta in patria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2017 gli stellati scendono a quattro, ma nel 2018 arriva la prima donna bistellata del Paese: Szabina Szull\u00f3. L\u2019anno successivo si aggiunge Babel, che per\u00f2 perder\u00e0 la stella nel 2020 per poi riconquistarla nel 2021, insieme ai nuovi Ess\u00eancia e Salt.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2022 \u00e8 l\u2019anno della verit\u00e0: Onyx scompare e riapparir\u00e0 come stella verde, mentre Stand sale a due stelle. Ma il vero exploit \u00e8 Plat\u00e1n Gourmet di Istv\u00e1n Pesti, a Tata, che conquista direttamente due stelle nella prima edizione dedicata all\u2019intero Paese. Le stelle singole diventano sette, con l\u2019ingresso di Esztergom, e arrivano quattro nuove stelle verdi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023 debutta Villa Kabala a Szigliget, portando i Green a cinque. Nel 2024 arriva l\u2019ottava stella rossa con Pajta, mentre le stelle verdi restano cinque. Nel 2025 i Green salgono a sei, con Pajta che ottiene anche la stella verde oltre alla rossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Polonia<br>La Polonia ha raggiunto la seconda stella con Bottiglieria 1881 di Cracovia, affiancata da dieci stelle singole. L\u2019unica stella verde \u00e8 Eliksir, a Danzica, dal 2024.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Varsavia fu la prima citt\u00e0 polacca recensita nel 2013 con Atelier Amaro, seguita da Senses nel 2016. Nel 2020 Senses perde la stella, ma la selezione si espande a Cracovia, dove una new entry salir\u00e0 poi a due stelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023, con la prima edizione nazionale, arrivano nuove stelle a Pozna\u0144 e il rimpiazzo di Atelier Amaro con Nuta. Nel 2024 debutta il Green e una nuova stella al catalano Paco P\u00e9rez con Arco, sulla costa baltica. Nel 2025 arrivano tre nuove stelle a Breslavia e Pszczyna, raggiungendo la cifra tonda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Estonia<br>Tallinn ospita un bistellato, 180\u00b0 by Matthias Dieter, e tre stelle verdi: Manniva, L\u00fcllem\u00e4e e Kolm S\u00f5sarat. Noa Chef\u2019s Hall resta l\u2019unico stellato singolo. Le prime due stelle verdi arrivano nel 2022, quando Dieter aveva una sola stella. Nel 2024 L\u00fcllem\u00e4e ottiene il Green con Kolm S\u00f5sarat.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Repubblica Ceca<br>La Repubblica Ceca vanta oggi un bistellato, Papilio a Vysok\u00fd \u00dajezd, otto stelle singole e quattro Green, alcuni con Bib Gourmand. La storia ceca inizia nel 2010 con Allegro del Four Seasons, guidato dall\u2019italiano Andrea Accordi. Nel 2012 arrivano due nuovi stellati, poi tre nel 2016. Nel 2018 si torna a due, con l\u2019uscita di Alcron. L\u2019edizione 2025 amplia la selezione a Olomouc, Hlohovec u B\u0159eclavi e Zl\u00edn.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lituania e Lettonia<br>La Lituania entra nel 2024 con quattro stelle a Vilnius e una stella verde a Radi\u0161kis. Nel 2026 gli stellati diventano cinque, con Red Brick che, gi\u00e0 Green, ottiene la stella rossa e viene confermato con il nuovo mindful voices.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Lettonia resta stabile: una stella rossa a Riga e una verde a L\u012bgatne nel 2024, cui si aggiunge una seconda stella rossa nella capitale nel 2025.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con giugno 2026 anche i <strong>Paesi Nordici<\/strong> si adeguano alla nuova consapevolezza Michelin. E qui arriva la notizia pi\u00f9 clamorosa: in <strong>Danimarca<\/strong>, oltre alla Stella Verde, spariscono anche le rosse (dalla vergogna) del Noma di Copenhagen. Nel 2025 erano diciotto Green, ora i mindful voices sono quattordici, quattro in meno oltre a Ren\u00e9 Redzepi. La capitale mantiene comunque i suoi tre stelle e aggiunge Kadeau con Nicolai N\u00f8rregaard tra le voci consapevoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Norvegia<\/strong> segue con due tre stelle tra Oslo e Stavanger, e un solo Green aggiuntivo: Maaemo di Esben Holmboe Bang, anche mindful voices. Nessuna Stella Verde per il tre stelle svedese Frantz\u00e9n, mentre Signum \u2014 unico due stelle del Paese \u2014 \u00e8 ancora riconfermato tra le voci consapevoli, con la speranza di un futuro terzo macaron. La <strong>Finlandia<\/strong> presenta due bistellati ma nessun mindful voices. L\u2019<strong>Islanda<\/strong>, infine, ha tre stellati singoli: due a Reykjav\u00edk con citazione mindful voices e uno a Grindav\u00edk. Nessun Bib Gourmand, e si sa che qui non si spende poco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Slovenia \u00e8 uno dei Paesi che pi\u00f9 ha creduto nella Michelin. Fu il Ministero del Turismo, nel 2020, a voler fortemente l\u2019arrivo della guida sul territorio, affiancandola alla GaultMillau e distribuendola gratuitamente negli IAT. Da allora sono passate sei edizioni, cinque con le stelle verdi e ora una nuova, fresca di stampa, che introduce anche le mindful voices.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019inizio erano sei le insegne con la Stella Verde. Tra queste spiccava <strong>Hi\u0161a Franko<\/strong>, unico stellato del Paese, con due stelle rosse e la Verde,  persino un doppio Bib Gourmand. Accanto a loro solo tre indirizzi \u201cverdeggianti\u201d. L\u2019anno successivo arriv\u00f2 un\u2019altra stella verde: <strong>Vila Podvin<\/strong>, guidata da Uro\u0161 \u0160tefelin e dalla moglie Marcela Klofutar, allora presidente dei JRE sloveni. Ma la gioia dur\u00f2 poco per i soli &#8220;durevoli&#8221;: nel 2021 le stelle verdi tornarono a sei a causa della chiusura di Monstera Bistro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2022 fu l\u2019anno delle grandi trasformazioni. Lo staff di Vila Podvin si trasfer\u00ec nel centro del borgo di Radovljica, vicino al Lago di Bled, dove la coppia aveva iniziato la propria storia. Nasce cos\u00ec <strong>Hi\u0161a Linhart<\/strong>, che ottiene immediatamente stella e Stella Verde. \u00c8 anche l\u2019anno delle vere promozioni: la new entry <strong>Milka<\/strong>, il migliore ristorante di Ljubljana secondo GaultMillau, <strong>Strelec<\/strong>, che conquista la stella nel castello affacciato sulla capitale, e una nuova stella Michelin nel piccolo tratto di costa slovena, a Portoro\u017e, grazie a <strong>COB<\/strong>. Le stelle verdi restano sei: entra <strong>Gostilna Repov\u017e<\/strong>, esce <strong>Gostilna za Gradom<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi arriva l\u2019edizione della \u201cMichelin verit\u00e0\u201d, quella del ribaltamento. A Ljubljana <strong>Atelje<\/strong> perde la stella, mentre <strong>Caporetto<\/strong> sale a tre. Le due stelle vacanti vengono assegnate a Kranjska Gora. Le stelle verdi salgono a sette con l\u2019ingresso di <strong>\u0160pacapanova Hi\u0161a<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2024 la crescita continua: diventano otto le stelle verdi slovene con l\u2019arrivo di <strong>Galerija okusov<\/strong>. Alcune stelle singole si perdono a causa delle promozioni a due e tre stelle, ma il numero complessivo resta equilibrato: otto stelle rosse e otto stelle verdi, grazie anche all\u2019ingresso di <strong>Pavus<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parit\u00e0, per\u00f2, dura poco. Ljubljana perde definitivamente la stella con la retrocessione di <strong>Restavracija Strelec<\/strong>, mentre sul fronte Green si sale a nove con l\u2019aggiunta di <strong>Plesnik<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima edizione, quella del 2026, riporta a otto gli stellati sloveni. <strong>Galerija okusov<\/strong>, gi\u00e0 premiato con la Stella Verde, si conferma tra le <strong>mindful voices<\/strong>, aggiungendo alla sua identit\u00e0 sostenibile una nuova autorevolezza: quella della stella rossa accompagnata dalla consapevolezza. Scorrendo gli indirizzi anche un nuovo mindful voices da zero va Gostilna Repov\u017e a \u0160entjan\u017e<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia della Michelin in Croazia \u00e8 cominciata in modo insolito: tutta online. Era il 2017 quando il Paese si ritrov\u00f2 improvvisamente stellato, con <strong>Monte a Rovigno<\/strong>, in Istria, a pochi chilometri dall\u2019Italia, come primo ristorante premiato. L\u2019anno successivo le stelle diventarono tre: oltre a Monte, arrivarono <strong>Pelegrini<\/strong> a Sebenico e <strong>360\u00b0<\/strong> a Dubrovnik, accompagnati da quattro Bib Gourmand.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2019 segn\u00f2 un\u2019ulteriore espansione: due nuove stelle rosse, <strong>Noel<\/strong> a Zagabria e <strong>Draga di Lovrana<\/strong>, mentre i Bib Gourmand salirono a otto. Poi arriv\u00f2 il fatidico 2020, con la Croazia che raggiunse quota sette stellati grazie a <strong>Bo\u0161kinac<\/strong> a Novaglia e <strong>LD Terrace<\/strong> a Curzola; i Bib Gourmand, invece, furono solo due.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2021 la crescita continu\u00f2: un\u2019impennata che port\u00f2 a <strong>dieci stellati<\/strong>, con le nuove entrate <strong>Alfred Keller<\/strong> a Lussinpiccolo, <strong>Nebo<\/strong> a Fiume e <strong>Agli Amici<\/strong> a Rovigno, succursale del celebre ristorante udinese bistellato italiano. Fu anche l\u2019anno del debutto delle <strong>Stelle Verdi<\/strong> in Croazia, rivelate dopo Slovenia e Francia l&#8217;anno prima. A riceverle non furono i dieci stellati, ma due indirizzi inattesi: il Bib Gourmand <strong>Konoba Mate<\/strong> a Curzola e il semplice ristorante recensito <strong>Zinfandel\u2019s<\/strong> a Zagabria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2022 non port\u00f2 scossoni, ma nel 2023 arriv\u00f2 l\u2019undicesima stella Michelin con <strong>Korak<\/strong> a Jastrebarsko, che ottenne anche la Stella Verde, portando a tre i Green croati. L\u2019anno successivo, per\u00f2, il numero degli stellati torn\u00f2 a dieci: <strong>Agli Amici<\/strong> a Rovigno fu promosso a due stelle, mentre a Zagabria la nuova stella <strong>Dubravkin Put<\/strong> sostitu\u00ec quella caduta a <strong>Draga di Lovrana<\/strong>. Nessuna novit\u00e0 sul fronte Green: restarono tre, distribuiti tra una stella rossa, un Bib Gourmand e un semplice indirizzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019altra parte dell\u2019Adriatico, insomma, la sostenibilit\u00e0 sembra avere poco spazio. La Michelin in Croazia continua a premiare soprattutto il lusso, e lo confermano le due nuove entrate stellate che portano il totale a quattordici: <strong>Cap Aureo<\/strong> a Rovigno e <strong>Krug<\/strong> a Spalato. Con l\u2019ultima edizione 2026 si aggiunge al firmamento anche <strong>Harry\u2019s Piccolo Pore\u010d<\/strong>, succursale del bistellato italiano triestino, ora stellato anche a Parenzo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte delle <strong>voix engag\u00e9es<\/strong>, la Croazia conferma tre nomi: <strong>Bernard Korak<\/strong>, <strong>Biljana Milina<\/strong> e <strong>Ana Grgi\u0107 Tomi\u0107<\/strong>. Una presenza discreta, ma significativa, in un panorama che continua a preferire la brillantezza delle stelle rosse alla profondit\u00e0 delle verdi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia della Guida Michelin ad Atene \u00e8 lunga e sorprendentemente stratificata. Inizia nel 1987, quando la capitale greca entra per la prima volta nel mirino degli ispettori. Ma per vedere una stella bisogner\u00e0 attendere quindici anni: nel 2002 <strong>Spondi<\/strong> conquista la prima rossa, aprendo una nuova era per la gastronomia ellenica. La seconda arriver\u00e0 nel 2008, mantenuta fino all\u2019edizione 2021, a testimonianza di una continuit\u00e0 rara nel panorama mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019altro bistellato storico fu <strong>Funky Gourmet<\/strong>, che ottenne la prima stella nel 2012 e la seconda nel 2014. La sua parabola, per\u00f2, si interruppe bruscamente: il ristorante chiuse dopo l\u2019edizione 2018, lasciando un vuoto nella scena creativa ateniese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2022 la Michelin volta pagina e introduce anche in Grecia la <strong>Stella Verde<\/strong>. \u00c8 un debutto fragoroso: <strong>Delta<\/strong> entra direttamente con <strong>due stelle rosse<\/strong> e, insieme, la Stella Verde. Un caso quasi unico nel mondo. Gli fa compagnia <strong>Soil<\/strong>, che conquista una stella e il Green, segnando l\u2019inizio della consapevolezza gastronomica in terra ellenica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2023 si aggiunge un\u2019altra voce verde: <strong>Patio<\/strong>, all\u2019interno del Margi Hotel, che ottiene contemporaneamente la Stella Verde e una nuova stella Michelin. Un doppio riconoscimento che conferma la crescita della ristorazione sostenibile ateniese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019edizione 2024 \u00e8 pi\u00f9 tranquilla: nessuna nuova Stella Verde, ma <strong>Makris<\/strong> porta a tredici il totale delle stelle rosse ad Atene, distribuite su dodici ristoranti. Le tre insegne verdi restano in attesa della riconferma come <strong>mindful voices<\/strong>, mentre la citt\u00e0 si prepara alla nuova edizione 2026, che promette un ampliamento storico: per la prima volta saranno recensite <strong>Santorini<\/strong> e l\u2019area di <strong>Salonicco<\/strong>, aprendo la guida Michelin greca a nuovi orizzonti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Germania<\/strong> ha inaugurato la Stella Verde nel 2020\/21 con 53 insegne, tre in pi\u00f9 rispetto alla Francia. Venticinque di quelle originarie fanno ancora parte delle \u201cmindful voices\u201d, l\u2019iniziativa che oggi coinvolge anche hotel e vini. Nel 2022 le nuove entrate portarono il totale a 61, sette delle quali sono mindful voices 2026. Nel 2023 si arriv\u00f2 a 72, con undici ancora titolati; nel 2024 a 77; nel 2025 a 80, con sette riconfermati. La Francia, nello stesso anno, chiudeva a quota cento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Elio Crociani Journalist<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">In Francia oltre alle Stelle e alle Chiavi ci sono i Palace<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"New 3 Keys Michelin 2024 Le K2  Elio Crociani interview S\u00e9bastien Vauxion Sarkara Courchevel (F)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/iMnkRpj3iNc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, come me, avete sempre pensato che il \u201cPalace dei Palace\u201d fosse il Carlton di Cannes, \u00e8 il momento di ricredersi. La Francia ha appena rinnovato la lista dei trentatr\u00e9 alberghi cinque stelle che possono fregiarsi del titolo di <em>Palace<\/em>, un riconoscimento che va oltre la semplice classificazione alberghiera. In Italia, invece, sopravvive ancora la \u201celle maiuscola\u201d, quel raro sigillo che pochi hotel del Tricolore possono esibire e che supera lo standard del cinque stelle tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meglio chiarirlo subito: quando si parla di <em>Palace<\/em> francesi, rientrano anche le \u201ccolonie\u201d, come lo Cheval Blanc ai Caraibi, a Saint-Barth\u00e9lemy, raggiungibile con un normale volo Air France. Una curiosit\u00e0 che ricorda un po\u2019 la storia dei Savoiardi \u2014 introvabili oltralpe \u2014 o delle borse da spiaggia Saint Barth, souvenir italianissimi che gi\u00e0 a Menton spariscono, figurarsi nella loro presunta terra d\u2019origine. Insomma, mai dare nulla per scontato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Chef Jean Imbert new Star Michelin 2025 La Palme d&amp;apos;Or Cannes (F) Le Sud &amp; La Plage Hyatt Martinez\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/0PmMxanD3GY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mappa dei <em>Palace<\/em> si concentra soprattutto a Parigi: ben tredici, con due nuove entrate e altrettanti declassamenti. Courchevel segue con cinque strutture, tutte stagionali, aperte solo d\u2019inverno. Nel resto dell\u2019Esagono si registrano movimenti significativi: alcune localit\u00e0 perdono il titolo a favore di altre. Biarritz, ad esempio, cede il passo a Cannes grazie al Martinez sulla Croisette che non detiene Chiavi anche come localit\u00e0, forse meno iconico del Carlton ma ora pi\u00f9 titolato. Sulla Manica, invece, l\u2019Hotel du Palais perde il titolo nonostante le sue due Chiavi Michelin.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"New 2 Keys Michelin 2024 Grand Hotel Royal Evian les Bains (F) Chef Patrice Vander *\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/KBlAqhvFBKY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Parigi, dopo sette anni di splendore, retrocedono il Park Hyatt Vend\u00f4me e il Mandarin Oriental in Rue Saint-Honor\u00e9, entrambi senza Chiavi Michelin. A loro si aggiunge il Byblos di Saint-Tropez, decaduto gi\u00e0 da tempo. Tutti rientrano nella categoria dei \u201csemplici\u201d cinque stelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A prendere il loro posto nella capitale sono tre nomi pesanti: Bulgari, Cheval Blanc e Fouquet\u2019s. Fuori Parigi, entrano nel firmamento dei <em>Palace<\/em> anche il Royal Champagne e il Four Seasons Meg\u00e8ve, destinati a mantenere il titolo per i prossimi anni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<p class=\"responsive-video-wrap clr\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"New 3 Keys Michelin 2024 Villa La Coste interview Julien Pichet Louison Aix en Provence (F)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/40waNvg3zNI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Stelle Verdi comparvero per la prima volta nella Guida Michelin francese del 2020, rivelate il 27 gennaio, quando nessuno poteva immaginare che, di l\u00ec a un mese, il mondo intero sarebbe precipitato nell\u2019incubo del Covid. Quel giorno, al Pavillon Gabriel di Parigi, cinquanta chef erano stati convocati per la presentazione annuale della Guida. Nessuno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1024","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-chef","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1024","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1024"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1024\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1376,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1024\/revisions\/1376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1024"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1024"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/bongusto.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1024"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}